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22 Maggio Mag 2017 1146 22 maggio 2017

Repubblica, Calabresi in bilico guarda alla Rai

Vistoso calo di copie e pessimo clima in redazione: i rapporti tra Calabresi e Gruppo Espresso sono sempre più tesi. Così per il direttore spunta l'ipotesi di un incarico a Viale Mazzini al posto di Campo dall'Orto. Mentre a largo Fochetti cercano a sinistra un garante editoriale.

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Com’è difficile fare gli editori in un mercato sempre più asfittico, dove la pubblicità se va bene sta ferma al palo e le copie calano. Lo sanno bene in Confindustria e all’Espresso, dove ogni giorno c’è un patema e qualche mal di pancia da affrontare. Certo, le due situazioni sono incomparabili tra di loro. Mentre in via Monte Rosa, sede del Sole 24 Ore, sono in piena buriana e i numeri vanno malissimo, a largo Fochetti, confortati da bilanci in utile, si lavora alacremente all’integrazione con La Stampa. E, cautamente, alla ricerca di un nuovo direttore per Repubblica.

CALABRESI SEMPRE PIÙ IN DISCUSSIONE. I rapporti con Mario Calabresi, infatti, sono sempre più tesi. Dopo una lettera di richiamo partita agli inizi di marzo, nei giorni scorsi ad e presidente, ovvero Monica Mondardini e Carlo De Benedetti, hanno avuto un lungo incontro col direttore nel corso del quale gli hanno imputato il vistoso calo di copie e il pessimo clima in redazione, oramai schierata apertamente contro di lui. Questo secondo warning non significa che sia imminente un cambio alla guida del quotidiano, ma è l’ulteriore riprova di un rapporto che si è incrinato e che potrebbe in tempi brevi arrivare a soluzione.

IL DIRETTORE DI REPUBBLICA VERSO LA RAI. Sarà un caso, ma in concomitanza con il ribaltone Rai che porterà all’uscita di scena di Antonio Campo Dall’Orto, il nome di Calabresi è entrato nella rose dei papabili esterni (gli interni sono Leone e Dal Brocco) destinati a sostituirlo alla direzione generale, insieme a quello di Fabio Vaccarono, un altro ex della scuderia De Benedetti che è stato a capo della Manzoni pubblicità.

A Repubblica però cercano anche altro. Ovvero una sorta di direttore editoriale che possa essere garante di una linea che negli ultimi tempi è stata piuttosto ondivaga

A Repubblica però cercano anche altro. Ovvero una sorta di direttore editoriale che possa essere garante di una linea che negli ultimi tempi è stata piuttosto ondivaga. A questo proposito si sta guardando a figure carismatiche della cultura di sinistra, ma con un profilo alto e autonomo rispetto alla litigiosità che pervade quella che da sempre è stata l’area di riferimento del quotidiano.

DE BENEDETTI PENSA A MOLINARI. Insomma, dopo tante 'Repubblica delle idee' si cerca un’idea per Repubblica, per ridare al giornale il perduto smalto e la leadership del lettorato progressista. E per l’alternativa a Calabresi si guarda dentro e fuori l’azienda. Oltre a nomi che non sono certo una sorpresa, come quelli di Massimo Giannini e Claudio Tito, l’Ingegnere stravede per Maurizio Molinari, anche se le idee del numero uno della Stampa non sono politicamente compatibili con il posizionamento di Repubblica.

L'IPOTESI DE BORTOLI. E poi c’è sempre Ferruccio De Bortoli che, forte anche del successo editoriale e mediatico del suo Poteri forti (o quasi), difficilmente starà ancora a lungo in panchina. E a chi osserva la presenza ostativa di John Elkann nell’azionariato di Gedi (il gruppo nato dalla fusione tra Espresso e Itedi) che ne pretese la testa al Corriere, viene ricordato come uscito dalla porta di via Solferino De Bortoli vi sia quasi subito rientrato dalla finestra come editorialista principe.

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