Messa
25 Maggio Mag 2017 0946 25 maggio 2017

Rai, si dimette il consigliere Messa

Il membro del cda, che aveva lasciato l'ultima riunione in protesta contro il dg Campo Dall'Orto, consegna la lettera alla presidente Maggioni: «Più forza e determinazione alla governance dell'azienda».

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«È con un sentimento di gratitudine sincero che chiedo di poter comunicare nel prossimo Consiglio di Amministrazione la scelta di dimettermi dall'incarico che ho cercato di svolgere sempre con la massima dignità e responsabilità». Con queste parole contenute in una lunga lettera alla presidente Monica Maggioni il Consigliere Rai Paolo Messa ha ratificato stamattina le dimissioni spiegando che «è una scelta comprensibilmente sofferta, ma che mi auguro possa dare più forza e determinazione alla governance dell'azienda».

CONFLITTO CON CAMPO DALL'ORTO. Messa aveva lasciato l'ultima riunione del consiglio di amministrazione, prima che venisse bocciato il piano news, ritenendo ormai incrinata la fiducia nei confronti del direttore generale Antonio Campo Dall'Orto. Messa, nella lettera, spiega di voler contribuire a far uscire l'azienda «dalla condizione di danno reputazionale determinato dall'arroganza di chi fatica a riconoscere il valore ed il senso profondo di quel servizio pubblico che è stato ed è il faro della nostra missione».

«Ho vissuto questi mesi a viale Mazzini», racconta Messa, «con entusiasmo ed orgoglio, consapevole del valore straordinario delle donne e degli uomini che quotidianamente lavorano per il servizio pubblico radiotelevisivo. Il dovere di fare il massimo per dare una prospettiva migliore a loro e ai nostri azionisti, i cittadini contribuenti, ha animato la mia azione di amministratore». Il consigliere dimissionario afferma «di aver fatto tutto il possibile per la migliore governance della Rai» e nella missiva pubblicata integralmente sul suo profilo Facebook precisa: «Sento di dover trarre io le conseguenze di questa paralisi senza chiedere ad altri cosa fare e cosa no e tanto meno immaginando un azzeramento del Consiglio. Sono certo che il rapporto di collaborazione con questa straordinaria azienda non si interromperà come non può finire l'amore per questo enorme giacimento culturale del nostro Paese».

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