Costanzo
1 Giugno Giu 2017 1413 01 giugno 2017

Per salvare L'Unità spunta il nome di Maurizio Costanzo

Macaluso, ex direttore, lancia la bomba: gli editori prossimi al fallimento avrebbero contattato il conduttore televisivo per entrare in società. Intanto il quotidiano continua a mancare nelle edicole. E Renzi latita.

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Per salvare il quotidiano L'Unità spunta Maurizio Costanzo. Sembra una battuta e invece è la verità. A scriverlo nero su bianco è stato l'ex direttore Emanuele Macaluso nel suo quotidiano corsivo su Facebook dove lo storico dirigente del Pci affronta la crisi senza fine del quotidiano di sinistra («Smettete di ripubblicare 'L'Unità fondata da Antonio Gramsci»), ormai da tre giorni lontano dalla edicole perché l'editore Piesse ha smesso di pagare lo stampatore e i giornalisti, con ricatti di ogni tipo e promesse non mantenute.

MOLTO PIÙ DI UN'IPOTESI. «Si dice che i costruttori ora cercano altri soci e circola l'ipotesi di Maurizio Costanzo e signora Maria: anche loro, con la storia de L'Unità, non hanno nulla a che fare», scrive Macaluso, che «è persona seria e di certo quando scrive sa di cosa parla. Si vede che il quotidiano ha ancora una sua storia e un suo brand», spiega una fonte che chiede l'anonimato. Ma che di fondo conferma il tentativo di trovare nuovi soci da parte dei costruttori Pessina.

SMETTETE DI RIPUBBLICARE "L'UNITÀ FONDATA DA ANTONIO GRAMSCI" L'Unità è sparita dalle edicole e non si sa che fine far...

Geplaatst door EM.MA in corsivo op donderdag 1 juni 2017

A quanto risulta a Lettera43.it, infatti, la coppia Stefanelli-Pessina starebbe cercando di fare il possibile per scongiurare un fallimento che ormai è dietro l'angolo. Costanzo, compagno storico di Maria De Filippi, sarebbe stato sondato, come tanti altri. Lo storico conduttore televisivo è già stato direttore de La Domenica del Corriere alla fine degli Anni 70, nello stesso periodo in cui il suo nome finì nelle liste della P2 di Licio Gelli.

I PESSINA TEMONO UN EFFETTO DOMINO. Ma per evitare il tracollo si può arrivare a tutto, quindi a giocarsi la carta anche del celebre anchorman. Il fallimento de L'Unità, portare i libri in tribunale, infatti comporterebbe seri problemi ai costruttori perché, a fronte dei 14 milioni di euro bruciati in questi anni, ci potrebbe essere un effetto domino sulle attività del gruppo già esposto con le banche, in particolare con Intesa San Paolo.

L'ala renziana del Nazareno, che aveva cercato il rilancio puntando proprio sui Pessina, si è data ormai alla macchia

Ora i costruttori Piesse detengono l'80%, mentre il restante è in mano a Eyu, cioè il Pd, spartito a sua volta con il gruppo Piacentini. L'ala renziana del Nazareno, che aveva cercato il rilancio puntando proprio sui Pessina, si è data ormai alla macchia. Il direttore è tornato da qualche giorno Sergio Staino. A tutti risulta evidente che sia ancora in corso un braccio di ferro su chi debba sobbarcarsi le spese per un quotidiano che arriva a costare al mese circa 600 mila euro. I Pessina vorrebbero un impegno del Pd, mentre si mormora che al Nazareno punterebbero per il fallimento, in modo magari di ricomprare la testata a prezzo stracciato. Sono giochi e incastri ancora molto fumoso.

L'APPELLO DEI GIORNALISTI: «RENZI VENGA IN REDAZIONE». Nel frattempo i giornalisti non hanno più la certezza di essere pagati. E lo hanno scritto nel comunicato del comitato di redazione pubblicato in prima pagina nella versione digitale: «Lavorare per un giornale che non sarà in edicola, senza essere pagati. Lavorare per un giornale che non c'è». E si appellano, oltre che alla Federazione Nazionale della Stampa, anche al ministro dello Sport Luca Lotti che ha le deleghe all'editoria: «Torniamo a chiedere al ministro Lotti di affrontare la vertenza Unità con la stessa energia riservata in passato ad altre imprese editoriali». A metà maggio proprio Pessina, dopo un incontro con i giornalisti, aveva invitato il segretario del Partito democratico a dedicarsi al quotidiano: «Invitiamo il neo segretario Matteo Renzi in redazione, auspicando che trovi un po’ di tempo per qualche approfondimento politico sulle colonne de l’Unità che, rispetto a quelle del Foglio, sono sicuramente più ascoltate nella comunità del suo partito». Ma, ad oggi, l'ex premier non si è ancora fatto vedere.

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