Corte Europea Diritti 120410160321
DIRITTO 6 Giugno Giu 2017 1526 06 giugno 2017

Strasburgo, il segreto istruttorio deve prevalere sulla libertà di stampa

La Corte europea dei diritti umani giudica corretta la condanna a un giornalista che ha pubblicato un articolo contenente atti coperti da segretezza.

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I giornalisti non hanno il diritto di violare il segreto istruttorio in nome della libertà di stampa. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani, giudicando giusta la condanna inflitta dai tribunali svizzeri (una multa di circa 3.850 euro) a un giornalista che ha pubblicato un articolo contenente atti coperti dal segreto istruttorio. La sentenza, decisa all'unanimità, segue di qualche giorno quella sul caso Le Point, in cui i giudici hanno affermato che sanzionare i giornalisti per la pubblicazione di atti giudiziari prima della loro lettura in aula non viola il diritto alla libertà di stampa.

NESSUN EFFETTO SULLA LIBERTÀ DI STAMPA. I togati di Strasburgo considerano che «le sanzioni previste per la violazione del segreto istruttorio hanno un carattere generale» e che il rispetto del segreto istruttorio non protegge solo le persone coinvolte nell'inchiesta penale. La Corte afferma che il segreto istruttorio garantisce infatti il buon funzionamento della giustizia, oltre al diritto dell'accusato a un equo processo e i diritti del ricorrente e delle presunte vittime al rispetto della loro vita privata. Inoltre, la Corte giudica che la sanzione imposta al giornalista non può essere considerata come un atto che rischia d'avere un effetto dissuasivo sull'esercizio della libertà d'espressione del giornalista in questione e della stampa in genere che voglia informare il pubblico su una procedura penale in corso.

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