Sole 24 Ore Napoletano Foto
9 Giugno Giu 2017 1912 09 giugno 2017

Spese folli, Il Sole 24 Ore mette all'angolo Napoletano

Costi anomali di 250-300 mila euro sostenuti dalla società in favore dell'ex direttore. Approfondimenti sulla presunta casa a New York. Paracadute da 2 milioni. Copie digitali. La relazione del collegio sindacale.

  • ...

«Io sono la persona più trasparente e ho dato la vita per quel giornale». Così parlò Roberto Napoletano, ex direttore de Il Sole 24 Ore, intervistato da il Fatto Quotidiano poche ore dopo la fine dello sciopero di quattro giorni indetto dal comitato di redazione il 10 marzo 2017. Eppure la società di revisione Price Waterhouse Coopers, incaricata dall’editore per svolgere, testualmente, «le procedure di verifica volte a quantificare i costi sostenuti dal direttore Napoletano sia direttamente sia per il tramite della società nel corso degli esercizi 2015 e 2016», mette nero su bianco che qualcosa di non rendicontato c’è. E non sembrano bruscolini, anche se Napoletano parla di "indiscrezioni" prive di fondamento e ribadisce la sua correttezza scrivendo a Lettera43.it.

SCOSTAMENTI RISPETTO A QUANTO PATTUITO. Lo si legge nella relazione del collegio sindacale all’assemblea dei soci de Il Sole 24 Ore Spa. L’analisi di Pwc, che ironia della sorte si trova nello stesso palazzo della sede del quotidiano economico in via Monte Rosa a Milano, lascia poco spazio ai dubbi. Sono stati evidenziati «scostamenti con particolare riferimento a costi direttamente sostenuti dalla società in favore del direttore, tenuto conto delle procedure e di quanto pattuito contrattualmente, per un importo compreso tra 250 e 300 mila euro negli anni indicati».

Per Pwc ballano centinaia di migliaia di euro escludendo le spese di viaggio, ancora al vaglio. In passato erano già emersi altri particolari inquietanti sulla vita da faraone di Napoletano

Insomma, per Pwc ballano centinaia di migliaia di euro escludendo le spese di viaggio che sono ancora al vaglio della società. D'altra parte nei mesi caldi per la crisi del Sole erano emersi diversi particolari inquietanti sulla vita da faraone di Napoletano nel suo ufficio. Fu il quotidiano online di Tiscali a raccontare dei due autisti con tre auto a disposizione (una per il figlio, che per un periodo lavorò per la Seda Uk dell'ex presidente di Confindustria, il cavaliere Antonio D'Amato che nei primi anni 2000 incrociò la strada di Napoletano, allora vice direttore del Sole), ma soprattutto delle spese per i ristoranti e persino delle bistecche del ristorante Ribot in redazione.

QUELLE «BISTECCHE FREDDE RISPEDITE INDIETRO». «Per testarne il tepore, infilava, si dice, il dito nelle pregiate costate e fiorentine, e, trovandole non di suo gradimento (d’altronde dovendo consegnarle dal ristorante fino alla sede del giornale, un pochino si raffreddavano), le rispediva indietro», si può leggere nel pezzo.

Roberto Napoletano, ex direttore de Il Sole 24 Ore.

Napoletano è indagato dalla procura di Milano per false comunicazioni, mentre i manager del giornale per appropriazione indebita. Rischia il rinvio a giudizio, anche se a palazo di Giustizia l'inchiesta viene seguita con particolare attenzione dai vertici, perché a essere indagati sono i principali vertici di Confindustria. Nella relazione sindacale va detto che l'ex direttore del Sole 24 Ore una vittoria se la prende. La famosa casa di New York - che sarebbe stata nelle sue disponibilità secondo un articolo di Tiscali - in realtà non esisterebbe, anche se il collegio dovrà fare altri approfondimenti.

CASA A NEW YORK, NON RISULTANO SPESE. Nella relazione si legge che il Collegio si è fatto carico di chiedere un audit specifico e la relativa documentazione «sulla segnalazione della casa a New York e rimborsi da centinaia dì migliaia di euro riferiti all'attività svolta dal direttore Napoletano». La società ha dunque ritenuto di avvalersi della consulenza di Price Waterhouse Coopers, soggetto già incaricato di una serie di audit. E Pwc «ha riferito verbalmente che dalle indagini non risultano spese connesse alla disponibilità di una casa a New York del dott. Napoletano. Il Collegio è in attesa di ulteriori approfondimenti e delle conclusioni di tale analisi».

Un accordo prevedeva una somma “paracadute” in caso di licenziamento senza giusta causa pari a tre anni di stipendio lordo, cioè 2 milioni e 250 mila euro

Sotto la lente di ingrandimento era finito pure l’accordo stipulato nello studio Trifirò dallo stesso Napoletano con l’ex presidente del gruppo 24 Ore Benito Benedini il 3 febbraio del 2015. Accordo che, in barba a tutte le disposizioni previste dal contratto nazionale del lavoro giornalistico, prevedeva una somma “paracadute” in caso di licenziamento senza giusta causa pari a tre anni di stipendio lordo, cioè 2 milioni e 250 mila euro, nonché il pagamento di 26 mensilità di retribuzione nel caso di dimissioni conseguenti a un cambiamento del socio di controllo.

ORA È IN ASPETTATIVA NON RETRIBUITA. Tuttavia, si legge nella relazione, l’ex direttore ha fatto sapere di «ritenere superati i contenuti della scrittura privata», ribadendo di non avvalersene. Al momento Napoletano è in aspettativa non retribuita. A gennaio 2017, nel pieno deflagrare dell’inchiesta della procura di Milano e degli approfondimenti della Consob, si è insediato anche il nuovo organismo di Vigilanza, presieduto dall’ex pm Gherardo Colombo, accompagnato dal tributaria Arrigo Berenghi e dall’ex responsabile audit di Telecom Federico Maurizio D’Andrea.

RILEVATO IL "GIOCO" DELLE COPIE DIGITALI. I rilievi e il lavoro dell’organismo sono riportati all’interno di due relazioni del 6 e del 22 marzo. Da qui sono emerse la mancanza di un codice etico poi adottato il 6 marzo, la segnalazione alla Consob della scrittura privata di Napoletano, la «non idoneità della persona responsabile dell’Internal audit, che ha comportato la sostituzione dello stesso avvenuta con delibera del Consiglio del 30 marzo 2017». È stato rilevato anche il “gioco” delle copie digitali (denunciato dal giornalista del quotidiano Nicola Borzi).

Confindustria vuole mettere 30 milioni sul tavolo in vista di un aumento di capitale di 50. Altri 20 milioni arriveranno da una cessione dell’area “Formazione ed Eventi”

Per dare ossigeno al Sole, sostiene il consiglio di amministrazione del quotidiano salmonato, ci vogliono fino a 70 milioni di euro. I ben informati sostengono anche più di 100. Confindustria ha intenzione di mettere 30 milioni sul tavolo (condizione questa imprescindibile per l’accordo di pre-garanzia con Banca Imi) in vista di un aumento di capitale di 50. I 20 milioni per arrivare ai 70 preventivati arrivano da una cessione dell’area “Formazione ed Eventi”.

BUCO DA COPRIRE CON RISERVE DI 57 MILIONI. Intanto a parlare sono ancora i numeri. Patrimonio netto negativo per 37,62 milioni di euro, perdite per 125. Un buco da coprire utilizzando riserve di bilancio per circa 57 milioni di euro. Da qui dovrà partire l’assemblea degli azionisti convocata per il 28 giugno 2017.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati