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Media 14 Giugno Giu 2017 1500 14 giugno 2017

Parte FreeJourn, la prima piattaforma per reporter freelance

L’iniziativa che ha vinto il bando per l’innovazione di Google parte ufficialmente il 15 giugno. Il progetto nasce dall'idea di creare un crowdfunding per valorizzare il giornalismo di approfondimento.

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Dal 15 giugno è online FreeJourn, la prima piattaforma di crowdfunding verticale dedicata agli operatori dell'informazione, pensata per valorizzare il giornalismo di approfondimento (dalle inchieste, ai reportage) prodotto da reporter freelance e basata su un differente rapporto tra giornalisti, lettori ed editori.

UN PROGETTO NATO DAL BANDO DI GOOGLE. Il progetto, che ha vinto il primo bando per l'innovazione nell'editoria di Google, vuole creare un sistema dinamico in grado di offrire ai giornalisti freelance nuove opportunità economiche, ai lettori la possibilità di essere parte attiva del processo informativo e alle aziende editoriali un bacino qualificato di idee, storie e profili professionali con cui arricchire i propri prodotti.
Alla piattaforma possono infatti iscriversi, gratuitamente, giornalisti, editori, lettori e aziende.

FreeJourn nasce da un’idea del dipartimento innovazione del gruppo editoriale News 3.0 e si sostiene con un sistema di revenue share trattenendo il 10% di quanto viene finanziato sulla piattaforma. Tale quota può salire al 20% nel caso di specifici progetti espressamente commissionati a media partner.

VAGLIO DELLE CANDIDATURE. Al momento dell’iscrizione, sottoposta a un vaglio qualitativo, per garantire la professionalità degli associati, i freelance specificano l’area del mondo in cui si trovano e le proprie competenze in questo modo lettori e partner (testate, associazioni, Ong, aziende interessate a sponsorizzare progetti) possano cercare all’interno del sistema giornalisti e temi a cui sono interessati, per stabilire un contatto.

L'invito per l'inaugurazione di FreeJourn.

Il funzionamento di FreeJourn prevede un sistema di crowdfunding a soglie, pensato per garantire il massimo tasso di successo dei progetti, al quale potranno partecipare anche i lettori suggerendo spunti che vorrebbero approfondire oppure sostenendo i progetti presenti più votati. Tutti i lavori realizzati attraverso il crowdfunding saranno pubblicati su FJ magazine, terzo pilastro della piattaforma. I progetti possono essere storie scritte, video e fotoreportage, ma anche contenuti audio o di data journalism.

IL LEGAME COI LETTORI. Al termine di ogni lavoro realizzato con i fondi raccolti su FreeJourn, inoltre, i freelance si impegnano in momenti di confronto con i lettori e finanziatori, attraverso videochat pubbliche, per aumentare il valore informativo del proprio lavoro e promuovere una reale circolarità del sistema.

Breve guida:

  • Chi può iscriversi: giornalisti (purché non assunti in testate), lettori, media partner e aziende
  • Tecnicalità: Sistema di crowdfunding a soglie; protezione identità in caso di lavoro in aree pericolose; possibilità per i media partner di avere accesso ad aree riservate, non visibili all’esterno, con cui realizzare ‘call’ per i freelance.
  • Media partner: Testate, Ong, associazioni, fondazioni giornalistiche
  • Economics: Tutti i freelance possono rivendere i progetti finanziati su FreeJourn, purché il lavoro esca anche con il logo della piattaforma.
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