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Twitter
16 Giugno Giu 2017 1140 16 giugno 2017

Questo restyling di Twitter è a prova di gibbone. O di Trump

Il social è diventato talmente facile che manca solo l’autocancellazione automatica dei post scritti in stato di narcolessia. Tipo il «covfefe» di Donald. Ma anziché facilitato, pure un primate si sentirebbe fuori posto.

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Ancora non sappiamo come abbia preso il nuovo restyling di Twitter uno dei suoi aficionados più accaniti e illustri, Donald Trump. Se è vero che il social di Jack Dorsey è stato aggiornato sulla base delle esigenze degli utenti, ci sarebbe dovuta essere l’autocancellazione automatica dei tweet scritti in stato di narcolessia, tanto per evitare sconcerti planetari come quello suscitato dal famoso «covfefe» twittato dal presidente in pieno abbiocco.

ERA MEGLIO COMPLICARLO, SEMMAI. Però a Trump in qualche modo i supergeek di Twitter devono aver pensato, se il loro obiettivo era rendere «più intuitivo e facile da usare» qualcosa che anche un gibbone non particolarmente brillante potrebbe imparare a usare in cinque minuti. Anzi, secondo alcuni twitteri era meglio semmai complicarlo un pochino, giusto per selezionare di più ritornare al buon tempo antico degli «happy few» che cinguettavano perché avevano qualcosa di importante da dire e sapevano dirlo in modo sintetico.

COSA SPIEGARE? C'È POCO DA CAPIRE. Ma gli utenti si contano e non si pesano, e l’uccellino ultimamente ha perso appeal rispetto al vecchio immarcescibile Facebook e soprattutto a Instagram e a Snapchat: un’immagine dice più di mille parole, figuriamoci di 140 caratteri. C’è poi gente che da anni sguazza senza problemi nella Rete, eppure confessa «Twitter non lo capisco», ed è difficile spiegarglielo, tanto poco c’è da capire.

Pare che l’icona della freccina per rispondere mandasse in confusione l’aspirante utente-tipo di Twitter. Che si incaponiva a cliccare invano, si incazzava e alla fine tornava su Instagram

Ma i boss di San Francisco, che sono geni, sanno che alla semplificazione non c’è limite. Pare che l’icona della freccina per rispondere, per esempio, mandasse in confusione un sacco di utenti, che credevano significasse «cancella» o «torna indietro». Ora, il gibbone di cui sopra magari sbaglia una volta, poi, quando vede che cliccando quell’icona si apre una nuova finestra con scritto «rispondi a @xy», capisce, impara e non sbaglia più. Invece a quanto pare l’aspirante utente-tipo di Twitter si incaponiva a cliccare invano, si incazzava e alla fine mollava Twitter per tornare su Instagram.

TANTI MUGUGNI DAI PIÙ CONSERVATORI. La freccina è stata così sostituita da un balloon tipo fumetto, rassicurante come le nuove icone del profilo, rotonde a imitazione di quelle del social concorrente. L’hashtag #TwitterUpdate ha raccolto tutti i mugugni dei twitteri più conservatori (la maggioranza), che anziché facilitati si sentono confusi. Il gibbone ha annunciato che chiuderà il suo account: in quanto primate aperto all’evoluzione verso il pensiero più complesso, su Twitter comincia a sentirsi fuori posto.

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