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28 Giugno Giu 2017 1627 28 giugno 2017

Sole 24 Ore, approvato l'aumento di capitale da 50 milioni

L'assemblea ha deciso a maggioranza. Favorevoli i titolari di oltre 91,2 milioni azioni. Un solo contrario. Critiche dal rappresentante dei Cdr: «Operazione modesta, sconcertante nei tempi e discutibile nelle modalità».

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L'assemblea del Gruppo Sole 24 Ore, durata più di sei ore, ha approvato a maggioranza l'aumento di capitale da 50 milioni di euro. Favorevoli all'operazione i titolari di oltre 91,2 milioni azioni, mentre si sono astenuti gli azionisti titolari di poco più di 38 mila azioni. Uno solo il voto contrario.

DA CONFINDUSTRIA 30 MILIONI. L’aumento sarà sottoscritto per 30 milioni da Confindustria, mentre i 20 milioni rimanenti saranno coperti da un accordo di pre-garanzia con Banca Imi per la formazione di un consorzio che sottoscriverà l’eventuale inoptato. «Il 15 novembre, quando scade lo stand still, avremo i soldi in tasca», ha detto l'amministratore delegato Franco Moscetti, aggiungendo che il 5 luglio ci sarà un incontro al ministero del Lavoro sul destino di poligrafici e grafici («non vogliamo fare macelleria sociale»).

FOSSA: «DISPONIBILITÀ DI 90 MILIONI». Nel corso dell'assemblea il presidente Giorgio Fossa ha dichiarato: «Premesso che non credo che 30 milioni di aumento siano una miseria per nessuno, l'aumento di capitale è da 50 milioni e considerando anche le operazioni connesse», ovvero la cessione di una parte dell'area "Formazione ed Eventi", «siamo vicini a una disponibilità di 90 milioni».

L'AD MOSCETTI DIFENDE L'EDITORE. L'amministratore delegato Franco Moscetti ha difeso l'editore, cioè Confindustria, affermando che «ha fatto quello che gli è stato proposto di fare» e che «90 milioni di euro mi sembra possano far guardare al futuro con serenità». Secondo Moscetti, inoltre, «dire che 30 milioni di euro sono una miseria è un insulto a chi ci ha lavorato».

LE CRITICHE DEI COMITATI DI REDAZIONE. Sul tema della ricapitalizzazione, a nome di tutti i Cdr del Gruppo, è intervenuto criticamente Giovanni Negri: «La ricapitalizzazione è modesta nel volume, 50 milioni a fronte di un patrimonio netto negativo ai primi tre mesi del 2017 di 48 milioni; sconcertante nei tempi, perché rischia di andare semplicemente a contribuire a ripianare il debito con le banche; discutibile nelle modalità, se allarghiamo l’attenzione a tutta l’operazione di rafforzamento patrimoniale». Critiche anche sulla cessione del 49% dell’area "Formazione": «Ai nostri occhi rischia di costituire un ulteriore impoverimento della società. Si fa cassa con quel poco che è rimasto, magari per attenuare le difficoltà dell’azionista nel recuperare risorse».

IL TEMA DEL PASSAGGIO AL FORMATO MINI TABLOID. Mancano, secondo Negri, «progetti di rilancio, investimenti, attenzione al prodotto. E decisioni all’altezza della situazione. Ci sono solo richieste di tagli pesantissimi al personale, da quello giornalistico a quello grafico e poligrafico, pesanti riduzioni delle foliazioni, un generale clima di ridimensionamento che rischia di far prendere, nell’ansia del risparmio, scelte avventate». Tra queste la possibile riduzione del formato del giornale: «Oggi torna d’attualità il mini tabloid, ma una scelta così importante e definitiva non può essere determinata da una pura logica di risparmio, senza un’attenta considerazione delle conseguenze per lettori e pubblicità».

LE AZIONI DI RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DEGLI EX VERTICI. L'assemblea ha affrontato anche il capitolo delle azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori del gruppo e del risarcimento danni da chiedere all'ex direttore Roberto Napoletano. Fossa ha assicurato che «non aspetteremo certo i tempi della magistratura, che saranno lunghi. Abbiamo già dato mandato all’amministratore delegato di fare un audit che è in corso. All’esito degli accertamenti le risultanze saranno valutate dalla società». Mentre per quando riguarda Napoletano «un consulente giuslavorista sta valutando se sussistano le condizioni per azioni risarcitorie».

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