Mario
15 Luglio Lug 2017 1800 15 luglio 2017

Orfeo e la normalizzazione renziana della Rai

Mentre il M5s si occupa di banche, attraverso il valzer di nomine il direttore generale garantisce all'area dem il controllo di Viale Mazzini. Così i piddini si muovono indisturbati bloccando le mosse del centrodestra.

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Il debutto di Mario Orfeo in commissione di Vigilanza è saltato per colpa delle banche. Agli esponenti del Movimento 5 stelle interessano più i conti degli italiani che gli affari della Rai. Per quelli, in fondo, c’è sempre tempo. E così il neo direttore generale di viale Mazzini avrà un po’ più di tempo per riordinare le idee, e le carte, in modo da affrontare con maggior agilità la raffica di domande a cui sarà sottoposto dai parlamentari, compresi quelli del Pd guidati dal coriaceo e agguerrito Michele Anzaldi, sui casi più scottanti: il mega contratto da 11,2 milioni di euro siglato con Fabio Fazio e il suo agente, sempre più potente, Beppe Caschetto, e l’epurazione di Massimo Giletti con la chiusura de l’Arena. Su entrambi i capitoli pesano molti interrogativi e i deputati hanno intenzione di vederci chiaro, essendoci di mezzo i soldi del canone e il pluralismo dell’informazione.

IL VALZER DEI CORRISPONDENTI. Nel frattempo Orfeo ha iniziato a disegnare la sua Rai, varando un pacchetto di nomine interne che poco interessano al grande pubblico, ma che hanno un grande peso specifico nella gestione politica dell’azienda. In particolare il valzer dei corrispondenti esteri (Oliviero Bergamini e Dario Laruffa per New York, Iman Sabbah per Parigi, Lucia Goracci e Carmela Giglio per Istanbul, Barbara Gruden per Berlino, Sergio Paini per Mosca) ha dato la misura di come Orfeo sia l’uomo perfetto per il centrosinistra renziano, facendo saltare le poche operazioni tentate dall’ala berlusconiana che risponde al senatore Maurizio Gasparri, il quale aveva sponsorizzato la corsa del vice direttore dei Tg1, Gennaro Sangiuliano: Mosca o Berlino le sedi preferite.

UN ORFEO SOLO AL COMANDO. Alla fine Orfeo ha scelto un’ altra soluzione, lasciando al suo posto il vice di Montanari. E ora al Tg1 tutti gli spostamenti previsti saranno più complicati del previsto. Si salva solo il teledivo in forte ascesa, Alberto Matano, che pur non avendo i gradi ha ottenuto il privilegio della stanza singola. Merce molto ambita a Saxa Rubra. Nell’ottica dell’uomo solo al comando, tanto cara all’ex premier, Orfeo garantisce sia il controllo della Rai, sia la gestione del Tg1. In pratica, con una sola pedina, l’area dem si muove indisturbata su tutta la scacchiera televisiva, bloccando e controllando le mosse del centrodestra. Mettendolo al posto di Campo Dall’Orto, silurato per la sua incapacità di dialogare con maggioranza e opposizione, l’area renziana del Pd è convinta di aver trovato in Orfeo l’uomo giusto per affrontare la campagna elettorale.

La sede Rai di Viale Mazzini.

Il processo di normalizzazione della Rai avviato da Campo dall'Orto, anche in modo disordinato, con Orfeo inizia a trovare il suo compimento. Il secondo pacchetto di nomine, molto più appetibili anche dal gossip extra politico, ha riguardato una serie di incarichi e di riposizionanenti nella responsabilità delle diverse aree di RaiUno, in modo da mettere sotto tutela il direttore Andrea Fabiano. La rete ammiraglia della Rai si prepara ad affrontare una stagione autunnale intensa e durante la quale il confronto con il diretto competitor Canale5 sarà serrato e continuo nella fiction, nell’intrattenimento e in altri settori. Per questa ragione Orfeo ha voluto piazzare nei posti chiave uomini in grado di rispondere ai suoi comandi.

RAI UNO E LA SFIDA DEL DAYTIME. Tra gli obiettivi primari del top manager c’è l’idea di rilanciare il daytime di RaiUno, che nella fascia pomeridiana sarà ora affidato alla responsabilità di Andrea Vianello. L’ex direttore di RaiTre si occuperà del pomeriggio in qualità di vicedirettore. La sua attenzione, in particolare, sarà rivolta alla nuova Vita in Diretta di Marco Liorni e Francesca Fialdini, dopo i risultati non sempre soddisfacenti registrati dal programma nella scorsa stagione. Stando alle indiscrezioni, il direttore generale vorrebbe che l’ex conduttore di Agorà conferisse alla trasmissione un taglio più informativo. Diventa vicedirettore di RaiUno anche il capostruttura Claudio Fasulo, con la responsabilità su intrattenimento ed eventi. Confermati nella squadra dei vicedirettori della rete ammiraglia Roberta Enni (palinsesto, marketing, cinema e fiction), Ludovico Di Meo (rubriche informative e di servizio), Rosanna Pastore (pianificazione economica e mezzi). Il Dg dovrà poi occuparsi di Flavio Mucciante, che attende di essere ricollocato da mesi, cioè da quando non è più il direttore di Radio1 e Giornale Radio.

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