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19 Luglio Lug 2017 1507 19 luglio 2017

Sfida finale tra il Sole 24 Ore e Napoletano

Il cda dell'azienda ha dato mandato all'amministratore delegato Moscetti di chiudere la partita con l'ex direttore, la cui aspettativa scade a metà settembre. Sul piatto un'offerta di sei mensilità.

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La querelle tra il Sole 24 Ore e il direttore in aspettativa semestrale fino a settembre Roberto Napoletano entra nel vivo. Martedì 18 luglio il consiglio di amministrazione del gruppo editoriale ha dato mandato all’ad della casa editrice Franco Moscetti di addivenire a un accordo. Anche perché il tempo corre, e in mancanza di iniziative che segnino una svolta (leggi il rinvio a giudizio dei manager dell’azienda indagati, tra cui lo stesso Napoletano) a metà settembre il periodo di aspettativa scade.

IL SOLE OFFRE SEI MENSILITÀ PER LA BUONA USCITA. Allora, per evitare di avere due papi sotto lo stesso tetto, il vecchio direttore più quello ad interim che in teoria dovrebbe restituirgli la poltrona, occorre chiudere in fretta la partita. Dalle indiscrezioni circolate, l’offerta del Sole a Napoletano sarà di sei mensilità per chiudere ogni contenzioso. Ben diversa la richiesta del giornalista, che a suo tempo si era rivolto allo studio Ichino per farsi assistere nella complessa controversia. E che, sempre stando alle indiscrezioni, non sarebbe intenzionato a retrocedere di un millimetro dal rispetto dei suoi diritti, che secondo il contratto nazionale di categoria sarebbero molto più onerosi per il datore di lavoro (poco meno di 20 mensilità). Anche se l'azienda, formalmente, non gli ha sinora mosso alcuna contestazione.

O la magistratura rinvia a giudizio Napoletano, offrendo all’azienda il destro per chiudere il rapporto per giusta causa, oppure bisognerà accordarsi su una buona uscita

Napoletano a suo tempo aveva rinunciato alla buona uscita milionaria che una lettera firmata dall’ex presidente Benito Benedini gli avrebbe garantito al determinarsi di certe condizioni che avrebbero cambiato la governance del gruppo. Quella lettera aveva scatenato una ridda di polemiche perché non era passata al vaglio del Comitato remunerazione.

DUE IPOTESI SUL TAVOLO. Era stata, insomma, una iniziativa personale dello stesso Benedini che a tutt’oggi, inspiegabilmente (o fin troppo spiegabilmete), non è stato oggetto di alcuna azione di responsabilità. Ora le ipotesi sul tavolo sono due: o la magistratura rinvia a giudizio Napoletano, offrendo all’azienda il destro per chiudere il rapporto per giusta causa, oppure bisognerà accordarsi su una buona uscita in merito al cui ammontare le parti al momento sembrano essere molto distanti.

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