Roberto Napoletano Sole
31 Luglio Lug 2017 1108 31 luglio 2017

Napoletano-Sole, accordo fatto per l'addio

Alla fine dello scontro in azienda l'ex direttore si è accordato con l'editore e ha deciso di lasciare il giornale. Intanto la presentazione della semestrale, prevista per il cda del 2 agosto, viene spostata di un mese.

  • Giovanna Predoni
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Alla fine, anche se non ci sono ancora conferme ufficiali ma l’annuncio dovrebbe essere dato al cda del 2 agosto, il Sole 24 Ore e il direttore in aspettativa Roberto Napoletano hanno trovato l’accordo. Napoletano, come anticipato da Lettera43.it, lascerà l’azienda. L’accordo chiude così uno dei capitoli più spinosi ancora aperti, ovvero come recidere il legame con l’ex direttore, indagato dalla Procura di Milano per false comunicazioni sociali, ma cui l’azienda non ha mai mosso formalmente alcuna contestazioni.

ALTRE INCOGNITE ALL'ORIZZONTE. Nell’ultimo cda, anche in vista delle procedure per far partire l’annunciato aumento di capitale, i consiglieri avevano dato mandato all’ad Franco Moscetti di trovare una quadra. E così è stato, chiudendo con questo anche all’imbarazzante situazione di un possibile ritorno di Napoletano alla guida del giornale, visto che il suo periodo di aspettativa scade il 13 settembre. Ma non è stato facile, perché si sull'argomento si scontravano idee contrappooste. Da un lato Moscetti e il presidente del comitato di vigilanza Gherardo Colombo che premevano per l'azione di responsabilità. Dall'altro la proposta di Paola Severino, legale di Napoletano, che aveva prospettato un rinnovo retribuito dell'aspettativa. Una ipotesi vista di buon grando dai consiglieri Panucci e Abete. Ma chiusa una vicenda molto delicata, e in attesa che il Tribunale di Milano si pronunci sulla richiesta di rinvio a giudizio di alcuni ex manager del gruppo, se ne aprono altre dense di incognite.

Roberto Napoletano

Un segnale: la presentazione dei conti semestrali, prevista appunto nel cda del 2 agosto, è stata spostata di un mese. Une decisione presa repentinamente giovedì 27 luglio, quando già cominciavano a delinearsi i suoi contorni: taglio dei costi che ha sin qui prodotto risultati migliori delle attese, ma fortissime criticità sui ricavi. Mistero sulla decisione che ha portato al rinvio, anche se qualcuno la addebita al fatto che ci sarebbero ancora 50 mila copie digitali farlocche (non sono intestate a nessuna persona fisica) sui cui occorre fare pulizia. Sono abbonamenti che le aziende compravano a pacchetto, destinando all’operazione parte del loro investimento pubblicitario, e che consentivano di gonfiare artatamente le vendite.

UNA SCALATA DEL GIORNALE IN VISTA? Qualcosa di più, forse, lo si saprà nel cda convocato per settembre, chiamato anche ad approvare i conti di metà anno. E forse a capire qualcosa di più dela posizione di Confindustria rispetto all’imminente aumento di capitale, visto che Banca Intesa, capofila dell’operazione, cercherà sicuramente di evitare di accollarsi tutto l’inoptato e facendo finire alcuni pacchetti in mani amiche. Ma amiche di chi? Dell’attuale establishment che fa capo al presidente Boccia, i cui rapporti con Moscetti sono arrivati ai minimi termini, o di qualche imprenditore che si prepara a scalare il giornale?

Il Gruppo 24 ore risponde

L'articolo pubblicato in data 31 luglio u.s. dal titolo Napoletano-Sole, accordo fatto per l'addio, a firma di Giovanna Predoni, veicola notizie false e diffamatorie. In particolare, anche in ragione dell'ingiustificato nocumento che determina in capo al Gruppo 24 ore, risulta di estrema gravità l’allusione all’asserita presenza di un consistente numero di copie digitali del quotidiano Il Sole 24 Ore tacciate come «farlocche»; sulle quali, a dire della giornalista, occorrerebbe «fare pulizia».

In verità, l'attuale management del nostro Gruppo si è fattivamente adoperato per sottoporre a verifica, anche mediante l’operato di una società indipendente, i dati di tiratura e diffusione dichiarati con riferimento all’anno 2015 e 2016; e per l’anno in corso, il nostro Gruppo comunica al mercato i dati di diffusione del quotidiano Il Sole 24 Ore sulla scorta di rigorosi criteri informati alla più assoluta trasparenza e veridicità.

In questo contesto, e con ogni più ampia riserva di azione a presidio degli interessi del Gruppo 24 ore, appare dunque assai poco commendevole la leggerezza con la quale la giornalista si è abbandonata a simili diffamatorie illazioni, le quali, anche in ragione dello status di società quotata al MTA de Il Sole 24 ORE S.p.a., risultano foriere di gravi pregiudizi in capo a quest’ultima.

La direzione comunicazione del Gruppo 24 ore

L'articolo veicola anche notizie non smentite, come il raggiunto accordo con il direttore Napoletano e il rinvio del cda in cui doveva essere approvata la semestrale. Sulle copie farlocche, prendiamo atto che il Gruppo ha già completato l'opera di pulizia e che dunque non vi sono più abbonati senza intestatario fisico.

GP

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