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31 Agosto Ago 2017 1700 31 agosto 2017

Parisi vince l'appalto e rientra in Rai grazie alla sua Chili Tv

La società, nel cui cda siede ancora l'ex candidato sindaco di Milano, si aggiudica una concessione da 691 mila euro per un servizio su RaiPlay. Una boccata d'ossigeno per i conti in rosso.

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Chili Tv, creatura dell'ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi (che ha rimesso gli incarichi operativi all'interno della società restando però in consiglio di amministrazione), mette il naso in Rai. L'azienda dell'attuale consigliere comunale, oggi guidata dall'amministratore delegato Giorgio Tacchia, si è infatti aggiudicata un appalto (tramite procedura negoziata) da 691 mila euro per il servizio di recommendation (ovvero il sistema che suggerisce contenuti a seconda delle preferenze dell'utente sulle piattaforme digitali) sulla piattaforma RaiPlay.

L'UNICA ADATTA AL SERVIZIO. Chili, che fornisce video on demand, è stata scelta perché, si legge tra le carte della gara, è l'unica «a soddisfare positivamente tutti i driver della piattaforma avendo a disposizione la tecnologia e il know-how, anche in ambito editoriale e di marketing, sui sistemi di recommendation». Tanto che per la Rai la società fondata da Parisi è la sola sul mercato a poter fornire il servizio.

ANCORA SOCIO CON BRACE SRL. L’attuale leader dell’opposizione al consiglio comunale di Milano come detto non ha incarichi operativi. Tuttavia la maggioranza di Chili Spa (38%) è detenuta dalla Brace srl, di cui Parisi possiede il 70% delle quote. La restate parte se la dividono gli ex manager Fastweb e fondatori di Chili: lo stesso Tacchia, Giano Biagini, Stefano Flamia e Alessandro Schintu. Dunque si può dire che l’ex candidato sindaco ha rimesso un piede in Rai dopo i tre anni passati nel collegio sindacale dell’emittente dal 1994 al 1997.

Chili Spa

Ad agosto del 2016 aveva fatto alzare più di un sopracciglio la partecipazione della stessa società a un bando della Regione Lombardia per la competitività assegnato a pochi mesi dalle elezioni. Anche perché allora Parisi era l'uomo scelto da Berlusconi per rimettere insieme i pezzi di Forza Italia e da candidato partecipare a un bando della Regione e vincerlo a qualcuno era sembrato un conflitto d’interessi.

IL PRECEDENTE CON LA REGIONE. In ballo c'era un contributo di 1,67 milioni erogati dalla Regione a fronte di un investimento di 3,2 milioni con la condizione di rimanere a Milano, mantenere i livelli di occupazione e procedere tra il 2016 e il 2018 all'assunzione di 20 dipendenti. Missione compiuta e polemiche scatenate con replica dell'azienda: «La partecipazione al bando», si leggeva nella nota, «è avvenuta in tempi molto antecedenti a qualsiasi impegno politico di Stefano Parisi». Una valutazione positiva della Regione risaliva infatti al 2015.

PERDITE PER 8 MILIONI DI EURO. Due anni dopo la società controllata dall'ex candidato sindaco, che nel frattempo si è tolto i panni di delfino di Berlusconi, entra in Rai. Compito: interpretare i gusti del pubblico per suggerire i contenuti più adatti sulla piattaforma digitale RaiPlay. Una piccolissima boccata di ossigeno per i conti in rosso di Chili Tv che nell'ultimo anno ha registrato perdite per circa 8 milioni di euro a fronte di ricavi per 7,1 milioni.

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