Milena Gabanelli
7 Settembre Set 2017 1550 07 settembre 2017

Rai, Gabanelli si autosospende

L'ex conduttrice di Report dice no alla condirezione di RaiNews: «Non disponibile fino a quando il Cda non varerà il piano della nuova testata». Il Cda: «Rifiuto sorprendente e non comprensibile».

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Un'autosospensione: è la scelta fatta da Milena Gabanelli, alla quale il vertice Rai ha proposto la condirezione di Rainews. A fronte di varie considerazioni, e in particolare, spiega, «al fatto che non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile), ho chiesto oggi al dg di concedermi l'aspettativa non retribuita, fino a quando il Cda avrà varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata. Se a quel punto intenderà affidarmi la direzione troverà la mia disponibilità».

LA REPLICA: «RIFIUTO SORPRENDENTE». Il Cda Rai «trova sorprendente e non comprensibile il rifiuto dell'offerta di condirezione di una delle più importanti testate del servizio pubblico con delega al sito web e al data journalism. Come certamente anche Gabanelli sa, una nuova Direzione di testata non può essere varata se non nel contesto del nuovo piano dell'informazione che deve essere predisposto secondo le tappe e i criteri imposti dalla convenzione».

«LA RAI DEVE COLMARE IL GAP DIGITALE». «Sembrerà strano» - argomenta Gabanelli - «ma la Rai, al contrario di tutte le tivù del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1.600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale, poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l'azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli. Il mio incarico era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1.600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull'online e fornire contenuti realizzati e informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali».

«SI FATICA AD ACCORPARE LE TESTATE». «Il mio lavoro» - spiega l'ex curatrice di Report - «è da tempo ultimato, e il piano prevede quasi esclusivamente l'utilizzo di risorse interne. L'ostacolo è questo: le testate sono troppe (Tg1, Tg2, Tg3, Tgr, TgParlamento, Rainews 24, Gr, Rai sport) e finché non se ne accorpa qualcuna non si può varare una nuova testata. Che bisogna riorganizzare l'offerta informativa lo dice sempre, e giustamente, la concessione, e l'interpretazione del Cda è stata: non è possibile approvare una nuova testata (anche se urgente, poiché sull'informazione digitale la Rai è in colpevole ritardo, e sulla quale sono stati fatti investimenti), perché prima c'è qualche testata di troppo da accorpare, e si fa fatica a farlo». «La soluzione individuata dal Cda» - sottolinea ancora - «è quella di trasferirmi, in attesa di tempi migliori, dentro al sito di Rainews.it (il cui direttore è lo stesso di Rainews 24, Antonio Di Bella), che oggi fa poco più di 100 mila utenti unici e si piazza al 35esimo posto di tutte le testate online. Senza una definizione dei tempi, con risorse inadeguate a coprire le 24 ore, e senza nessuna possibilità di decollare proprio perché è sbagliato il presupposto: i colleghi non anticipano le loro notizie dentro al sito di una testata vissuta come concorrente. Una visione a mio parere non all'altezza del compito che il servizio pubblico deve assolvere, ed economicamente sbagliata poiché rinuncia ai potenziali investimenti pubblicitari».

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