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ODIO DI PALMA
9 Ottobre Ott 2017 1114 09 ottobre 2017

Mps, David Rossi e lo spot fuoriluogo

«Cadere è la prima cosa che impariamo. La seconda è rialzarci», recita la nuova pubblicità della banca. Peccato che con le "cadute" Rocca Salimbeni abbia drammaticamente avuto a che fare. A partire dalla morte del suo portavoce.

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«Cadere è la prima cosa che impariamo. La seconda è rialzarci. E lo facciamo perché c'è qualcuno che crede in noi...», dice una voce fuori campo, mentre scorrono le immagini di un bimbo che sta imparando a camminare aiutato dalla madre, di una ginnasta, un violinista e un pompiere che ritrovano fiducia in se stessi grazie all'aiuto dell'allenatore, dell'orchestra, di un collega più anziano. È il nuovo e rassicurante spot di Monte Paschi.

LA BANCA: «LINGUAGGIO ONESTO E TRASPARENTE». Del resto di "cadute" la Banca senese ne ha vissute. Drammaticamente. Ma questo non è un certo un ostacolo per i creativi e per la comunicazione di Rocca Salimbeni. «Di fronte alle nuove sfide che ci attendono, abbiamo deciso di parlare con un linguaggio immediato, onesto e trasparente che non nasconde le difficoltà del passato ma racconta, attraverso emozioni di vita quotidiana, il nostro impegno per tornare sempre di più a essere “la forza di qualcun altro”», ha invece spiegato Marco Palocci, responsabile direzione relazioni esterne e istituzionali dell'istituto.

UN CLAIM MACABRO. Il messaggio è chiaro, chiarissimo. Ma riavvolgiamo un attimo il nastro: «Cadere è la prima cosa che impariamo. La seconda è rialzarci». Ora, con un'operazione alla Blob, montiamo lo stesso audio su altre immagini che riguardano sempre Mps. Per esempio quelle di un uomo in camicia bianca che precipitando si schianta sul selciato di vicolo Monte Pio, una stradina privata proprio sotto la finestra del suo ufficio nel centro di Siena, alle 19 e 43 del 6 marzo 2013.

Sono passati più di quattro anni dalla morte di David Rossi, portavoce di Mps. Una morte archiviata come suicidio, nonostante le tante (troppe) incongruenze. Perché questa storia è piena zeppa di "nonostante". A partire, ed è solo un elenco incompleto, dalle ecchimosi sul cadavere che lasciano pensare a una colluttazione; nonostante due ombre che appaiono nel video di sorveglianza come fantasmi per scomparire restando anonime e lasciando Rossi ancora agonizzante; nonostante il manager avesse avvertito la madre che da lì a poco sarebbe passato a prendere le polpette; nonostante il suo orologio sia caduto a terra molti minuti dopo il corpo. Dubbi denunciati da Lettera43.it già nel 2015, e ora riportati all'attenzione dalle Iene con i servizi di Antonino Monteleone e dal libro in uscita di Davide Vecchi. "Nonostante" che ci si augura che la procura di Siena decida di rivalutare seriamente come da anni chiede la vedova Antonella Tognazzi.

UNA CADUTA SÌ, MA DI STILE. Chissà se ha pensato a tutto questo la J. Walter Thompson Italia, l'agenzia pubblicitaria che ha ideato il «concetto strategico creativo» dello spot, decidendo di puntare la comunicazione dell'istituto proprio su quel claim: «Cadere è la prima cosa che impariamo. La seconda è rialzarci». Una caduta, sì, ma di stile. Su cui tra l'altro pesa come un macigno anche l'omertà che da sempre avvolge e soffoca questo caso.

Mps con questa campagna «esprime la propria voglia e capacità di affrontare le nuove sfide, anche quelle più dure e difficili», si legge sul sito ufficiale della banca, «e lo fa scegliendo di mostrare storie semplici di persone che non si arrendono alle difficoltà della vita ma che reagiscono e si risollevano grazie a qualcuno che crede in loro e per cui vale la pena lottare: sono i clienti e i dipendenti della Banca che non hanno mai smesso di avere fiducia». E, ancora, in un crescendo: «Il filmato sottolinea anche quanto sia determinante il valore della relazione che può essere rinnovata, curata e infine consolidata solo con la tenacia e il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini di Mps. Per questo motivo la Banca ha voluto fare loro un omaggio per il ruolo fondamentale che hanno avuto nella rinascita dell’azienda: sono infatti dei veri dipendenti che, in chiusura dello spot, sorridono e lanciano il nuovo claim: “Più forza alle persone”».

CHI NON SI RIALZA. Anche David era un "vero" dipendente, anzi un manager della Banca. Anzi, era il braccio destro dell'ex presidente Giuseppe Mussari. E donne e uomini di Mps, che si prepara a offrire 1,5 miliardi di bond senior ai risparmiatori che dopo la conversione forzosa delle obbligazioni subordinate si sono ritrovati azionisti, forse sono anche i soci che da parti civili contestano ad Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori, rispettivamente ex presidente, ex ad ed ex presidente del collegio sindacale di Mps e imputati a Milano per aggiotaggio e falso in bilancio in relazione ai derivati Santorini ed Alexandria anche l'accusa di «truffa contrattuale». Ma nessun allarmismo: «Cadere è la prima cosa che impariamo. La seconda rialzarci». In fin dei conti non importa se poi qualcuno alla fine non si rialza e resta sul selciato di un vicolo in una sera di marzo.

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