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16 Ottobre Ott 2017 1750 16 ottobre 2017

Rai, concorso per giornalisti: 253 ancora da assumere

A due anni dalla pubblicazione delle graduatorie, sono stati chiamati solo in 139. Il Comitato per l'Informazione Pubblica ora chiede un orizzonte temporale certo per gli aventi diritto.

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Sono passati due anni dalla pubblicazione della graduatoria del Concorso nazionale giornalisti Rai, entrata in vigore il 16 ottobre 2015 e a oggi «non abbiamo ancora certezze sulle intenzioni dell'azienda nei confronti di 253 idonei vincitori». Lo dichiara il Comitato per l'Informazione Pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti iscritti nella graduatoria della selezione dei giornalisti Rai 2015. «Inizialmente», specifica il Comitato, «l'azienda aveva dichiarato di assumere solo i primi 100, mentre a seguito di alcune interrogazioni parlamentari ha risposto - per la prima volta nella riunione della Vigilanza Rai del 10 maggio scorso - di essere intenzionata ad assorbirne il doppio, fino alla posizione di 201. Sinora sono stati chiamati 139 (al netto di 15 sostituzioni estive e di maternità); 392 partecipanti alla selezione sono stati giudicati idonei e, pertanto, restano ancora da assumere 253 colleghi».

GRADUATORIA VIGENTE FINO A NUOVO CONCORSO. Tutto però tace. Nonostante la Rai, continua la nota del Comitato, «abbia dichiarato in più sedi di volersi rinnovare, obiettivo raggiungibile solo con il coinvolgimento di risorse umane adeguatamente preparate, quali sono stati valutati gli idonei». «Come confermato dal parere pro veritate redatto per il Comitato dal l'avvocato Gianluca Maria Esposito, ordinario di Diritto amministrativo all'Università di Salerno e Direttore scientifico della Scuola anti corruzione e appalti, «la graduatoria è vigente fino a nuovo concorso, che non andrebbe indetto finché tutti gli idonei non saranno stati chiamati, vista l'attuale presenza di un bacino professionale idoneo, aggiornato secondo le norme dell'Ordine dei giornalisti e legittimato all'assunzione a ruolo. Diversamente, con l'indizione di un nuovo concorso, si avrebbe uno spreco di denaro pubblico».

TEMPISTICHE CERTE. Per questo il Comitato chiede alla Rai di «dare un orizzonte temporale per le chiamate di tutti gli iscritti nella graduatoria, che rappresenta l'unico bacino disponibile per le prossime assunzioni. Solo in questo modo, scongiurando il ritorno a chiamate dirette di ogni genere, l'azienda potrà proseguire sulla strada della chiarezza meritoriamente intrapresa col 'concorsone'».

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