Bastardi Islamici
6 Novembre Nov 2017 1650 06 novembre 2017

Belpietro ai giudici: «Bastardi islamici era riferito ai terroristi»

L'ex direttore di Libero, ora alla Verità, è comparso in aula per difendere il titolo comparso dopo gli attentati di Parigi. «Per noi era scontato che ci si riferisse ai terroristi». Il processo è scaturito dalle querele di una decina di musulmani.

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«Quando abbiamo fatto quel titolo 'Bastardi islamici' per noi era scontato che ci si riferisse ai terroristi, perché 'islamici' era aggettivo relazionale del sostantivo 'bastardi' e serviva a definire la matrice islamica degli attentati e non ho scritto, infatti, 'bastardi musulmani'». Così il direttore, ora a La Verità, Maurizio Belpietro ha spiegato il titolo che comparve su Libero, quotidiano all'epoca da lui diretto, il 13 novembre 2015 dopo la strage di Parigi, che lo ha portato a processo a Milano con l'accusa di «offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone», aggravate dalla finalità di odio razziale. «La lingua italiana è chiara basta andare su google e digitare 'islamico' e si può leggere 'aggettivo'», ha spiegato Belpietro rispondendo al pm Piero Basilone davanti al giudice Anna Calabi. Il titolo scatenò polemiche «strumentali perché si cerca di far sparire il fatto che c'è qualcuno che ammazza in nome dell'Islam».

CAIM AMMESSO COME PARTE CIVILE. Il processo è scaturito dalle querele depositate in Procura da una decina di musulmani e nel dibattimento è stato ammesso come parte civile il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza. L'allora direttore di Libero, stando all'imputazione, è accusato di aver offeso «pubblicamente la religione islamica» con quel titolo e al giornalista viene contestato anche un articolo della legge Mancino, ossia l'aggravante di aver agito con finalità di odio razziale.

IDEA SUL MODELLO DI UN GIORNALE USA. Belpietro, interrogato in aula, ha raccontato che dopo gli attentati di Parigi «un collega ebbe l'idea» di usare il titolo 'Bastards' messo in pagina da un giornale di San Francisco dopo l'attacco alle Torri Gemelle del 2001, ma se «in quest'ultimo caso non era chiara ancora all'epoca la matrice di quell'attentato, per noi invece dopo gli attacchi a Parigi e non solo era già drammaticamente nota la matrice islamica». Da lì, dunque, l'utilizzo «dell'aggettivo 'islamici'» dopo il sostantivo «bastardi», usato per coloro «che ammazzano a sangue freddo».

POLEMICA PER STERILIZZARE L'OMICIDIO NEL NOME DELL'ISLAM. Belpietro ha chiarito, inoltre, che se il quotidiano avesse voluto riferirsi a tutti i musulmani e non solo ai terroristi «avremmo dovuto dire 'gli islamici sono bastardi', perché la lingua italiana è chiara e quando si dice 'assassini islamici' o 'kamikaze islamici' non significa certo che tutti gli islamici sono assassini o kamikaze». Per Belpietro l'obiettivo della polemica che si creò dopo quel titolo era quello di «sterilizzare il fatto che c'è qualcuno che ammazza in nome dell'Islam e non sono certamente questi titoli ad aumentare l'islamofobia, ma è invece normale che dopo questi attentati si crei diffidenza».

I QUERELANTI: «LESA IMMAGINE DEI MUSULMANI». In aula è stato sentito come teste dell'accusa anche il presidente dell'associazione 'Movimento degli africani', che presentò denuncia contro Libero, e che ha spiegato che con quelle parole si è offesa «la reputazione» dei musulmani. Si torna in aula il 4 dicembre per i testimoni della difesa e per le conclusioni delle parti.

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