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23 Dicembre Dic 2017 1100 23 dicembre 2017

Editoria, Mauri: «Con E/O, Amazon aggressiva»

Il presidente di GeMs difende la scelta della casa editrice di Elena Ferrante che si è vista restituire i libri dal colosso dell'e-commerce: «Le multinazionali digitali fanno concorrenza con troppi vantaggi. A rischio la qualità».

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Nel 2014 lo scontro con Hachette si concluse con un accordo comune sul prezzo degli e-book, dopo un braccio di ferro durato mesi, ma allora la controparte era il terzo gruppo editoriale del mondo (di proprietà di Lagardere) sostenuto da migliaia di scrittori americani. Oggi a rifiutare le richieste «insostenibili» dell'internet company più grande del mondo, Amazon, è una media casa editrice italiana, E/O edizioni, che edita tra gli altri Elena Ferrante, e che si è vista restituire tutti i testi che la società di Bezos aveva in magazzino. Nel sito di e-commerce sono ancora presenti Ferrante e gli altri autori della casa editrice ma solo attraverso venditori terzi. «Quella di Amazon è una mossa molto aggressiva nell'ambito di una negoziazione», dice a Lettera43.it Stefano Mauri, presidente del gruppo GeMS, che dopo la fusione tra Mondadori e Rizzoli è diventato il secondo gruppo editoriale italiano.

Stefano Mauri.

DOMANDA. E/O rompe i rapporti commerciali con Amazon: una scelta suicida o un legittimo atto di ribellione verso un distributore online monopolista?
RISPOSTA. Cominciamo col dire che è stata Amazon a rompere con E/O decidendo di non offrire più i testi della casa editrice, con una scelta molto aggressiva. È Amazon che ha chiesto, non so in che termini, condizioni considerate da Sandro Ferri (fondatore di E/O insieme con Sandra Ozzola, ndr) proibitive. Se è così, e non ho ragione di dubitare di quanto dice Ferri, fa bene a non dargliele, perché la creatività costa, deve avere la sua parte, come deve averla il cliente, il consumatore: sul lungo periodo, se ci si basa soltanto sul prezzo, si finisce per rinunciare alla qualità. Gli editori devono poter conservare quel margine che serve a fare bene il proprio mestiere.

D. Come si fa a porre condizioni a un colosso come Amazon?
R. Non conosco la posizione negoziale di Ferri. Detto questo, Amazon, ma anche Google, Facebook sono una opportunità ma comportano anche molti rischi. E in sede europea, attraverso l'Associazione italiana editori e l'associazione europea editori, siamo molto attivi nel farlo presente.

D. Quali sono i rischi?
R. Amazon può permettersi, a differenza degli altri editori, di non remunerare gli azionisti perché Wall Street continua a scommettere sulla sua ascesa; di non pagare le tasse perché è un'azienda globale e scegliere opportunisticamente le soluzioni fiscali più vantaggiose. In questo caso, poi, ci sarebbero anche notizie di uno sfruttamento del lavoro improprio, ma non ho informazioni più precise a riguardo per cui non posso commentare. In virtù della loro enorme forza contrattuale cercano di ottenere le merci a un prezzo molto basso e così gli altri imprenditori si trovano a competere con astronavi multinazionali che fanno concorrenza con molti vantaggi.

Amazon, ma anche Google, Facebook sono una opportunità ma comportano anche molti rischi. E in sede europea, attraverso l'Associazione italiana editori e l'associazione europea editori, siamo molto attivi nel farlo presente

Stefano Mauri

D. È realistico pensare che abbiano chiesto sconti sul prezzo di copertina oltre il 50%?
R.
Non so e non posso sapere quali erano i termini della negoziazione, ma la cosa importante da rilevare è che, rinunciando a offrire prodotti di un editore di qualità, Amazon in qualche modo tradisce quella che è la sua proposition verso il consumatore: offrire buoni prezzi, buon servizio e con il massimo assortimento. All'assortimento mancherà ora Elena Ferrante. La promessa dell'e-commerce «vi do tutto, al servizio migliore» comincia a diventare «vi do quasi tutto».

D. C'è chi vede nell'opposizione ad Amazon un istinto conservatore e contrario all'innovazione, chi invece comincia a chiedersi se non sia arrivato il momento di porre un freno ai monopoli dell'economia digitale: lei da che parte sta?
R. Quando si parla di mercati culturali bisogna tenere in considerazione che chi ha una posizione dominante deve assumersi responsabilità anche verso la libertà di espressione e quindi verso la completezza dell'offerta. Non dico che si tratti di censura, ma è stata Amazon a mandare indietro i libri di questo editore per non aver accettato un aumento dello sconto richiesto.

D. Come fa un piccolo editore a difendersi da un potere così forte?
R. Amazon ha perso uno dei più importanti bestseller mondiali.

D. E chi non ha bestseller in catalogo?
R. Ha comunque suoi lettori e autori che il cliente su Amazon non troverà. La posizione negoziale forte del rivenditore non è una novità, lo vediamo tutti i giorni anche con le grandi librerie, ma, nel caso dell'e-commerce, non offrire proprio i testi di quella casa editrice è una mossa molto, molto aggressiva.

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