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Editoria
2 Gennaio Gen 2018 1248 02 gennaio 2018

LaPresse contro il Sole24Ore: vuole il sequestro di 2 milioni di euro

Il tribunale di Torino dovrà decidere sul congelamento di parte dei fondi del quotidiano rosa, in causa con l'agenzia fotografica. Che definisce l'azienda di Confindustria prossima al collasso. E cerca di cautelarsi. Intanto il Sole chiede i danni al Fatto.

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Nello stesso giorno in cui il Sole 24 Ore annunciava l'aumento di capitale da 50 milioni arrivava una nuova stangata per il gruppo. Secondo un'indiscrezione pubblicata sul Fatto Quotidano il 2 gennaio, uno dei fornitori del giornale, l'agenzia fotografica LaPresse, ha chiesto al tribunale delle imprese di Torino un sequestro cautelare di 2 milioni di euro «in considerazione della manifesta situazione di crisi del Sole 24 Ore e delle sue incerte - o meglio fosche - prospettive, tali da porre in dubbio la stessa continuità aziendale a breve termine».

FATTURE NON PAGATE DEL GENNAIO 2017. Nel documento firmato dagli avvocati Alessandro Munari e Francesca Broussard si legge che l'agenzia ha «un fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito». Il contratto di fornitura delle foto aveva come scadenza il 31 dicembre del 2016. Cinque mesi prima, a luglio, il Sole aveva deciso di non rinnovarlo, facendo scattare la clausola che obbligava la testata a rimuovere tutte le foto dell’agenzia usate a corredo degli articoli. All'epoca le due aziende trovarono un accordo per uno sconto e una proroga, ma poi LaPresse ha contestato che il Sole ha continuato a usare le foto senza pagare le fatture dal 31 gennaio 2017. Da quel momento l'azienda torinese ha presentato un decreto ingiuntivo contro il gruppo di Confindustria che al Fatto ha spiegato come «la vicenda sia attualmente sottoposta al vaglio del tribunale di Torino, unica sede competente a stabilire torti e ragioni delle parti in causa».

RICAPITALIZZAZIONE FRAGILE BASATA SUI PRESTITI. Nell'indagine del 30 novembre LaPresse ha tracciato il profilo di un'azienda prossima al collasso nonostante la ricapitalizzazione. In particolare i segnali d'allarme secondo l'agenzia sarebbero due: «Confindustria, al fine di sottoscrivere la sua quota pari a 30 milioni, avrebbe ottenuto gran parte di detta somma tramite un prestito concesso da Bnl, assistito da garanzia ipotecaria su immobili di Confindustria» e «Assolombarda, che inizialmente si era dichiarata disposta a partecipare con 600.000 euro, avrebbe ridotto il proprio contributo alla ricapitalizzazione a 100.000 euro, con ciò manifestando una comprensibile perplessità circa l’efficacia complessiva del programma di risanamento», si legge ancora sul Fatto.

LAPRESSE: «PROSPETTIVE MOLTO INCERTE». Il Sole ha risposto al dossier dicendo che «non c'è nessuna informazione in nostro possesso che riguardi l’azionista in merito ad asseriti prestiti e relative garanzie». Ma secondo i legali di LaPresse «le prospettive di continuità aziendale paiono incerte e anzi legate a un piano industriale definito sfidante e in controtendenza e alla contestuale assenza di eventi pregiudizievoli il cui accadimento, viceversa, appare tutt’altro che inverosimile». Se il tribunale piemontese dovesse accogliere le richieste di LaPresse inizierebbe un assalto al Sole da parte di ogni creditore che cercherà di recuperare qualcosa prima del collasso definitivo. Se al contrario il tribunale respingerà la richiesta, l'ad Moscetti e Confindustria tireranno un sospiro di sollievo anche se molti, dipendenti compresi, sono convinti che la crisi sia tutt'altro che superata.

Il Sole 24 Ore fa causa al Fatto Quotidiano

Dopo la pubblicazione dell'articolo il Sole 24 Ore ha deciso di fare causa al Fatto Quotidiano. Il giornale di Confidustria ha spiegato le sue ragioni in una nota, che qui riportiamo integralmente:

In merito ad un articolo pubblicato oggi su “Il Fatto Quotidiano” ripreso anche da altre testate, che riporta notizie gravemente false e tendenziose per di più nell’ambito di un contesto integralmente fuorviante e diffamatorio, riconducibile alla narrativa del ricorso depositato dalla società LaPresse, Il Sole 24 Ore S.p.A. – al solo fine di ristabilire la correttezza informativa nei confronti del mercato nonché a tutela della propria immagine – si vede costretto, suo malgrado, a ricordare che:

i) l’aumento di capitale richiamato nell’articolo è risultato integralmente sottoscritto per un controvalore complessivo di euro 49.983.864,88, di cui euro 520.124,76 a titolo di capitale sociale ed euro 49.463.864,99 a titolo di sovrapprezzo; in data 29.11.2017;

ii) il Sole ha, inoltre, già incassato dal fondo di private equity Palamon euro 46,7 milioni di euro quale prima tranche del corrispettivo della cessione della partecipazione (pari al 49%) di Business School 24;

iii) sempre in data 30.11.2017 venivano, infine, sottoscritti con le banche finanziatrici del Gruppo i contratti di finanziamento relativi a linee di credito revolving e per cassa per un importo complessivo pari a Euro 30 milioni e scadenti il 31 dicembre 2020.

Dal punto di vista patrimoniale, il positivo epilogo delle operazioni sopra indicate ha consentito l’integrale copertura delle perdite, il ripristino del patrimonio netto a valore positivo nonché un notevole rafforzamento patrimoniale. Da un punto di vista finanziario, il positivo epilogo di tali operazioni ha determinato un ristabilimento della posizione finanziaria netta su valori positivi per 7,7 milioni di Euro.

In conseguenza, a prescindere dalla vicenda giudiziaria relativa a un presunto e contestato credito, di valore oltretutto circoscritto, che l’ex fornitore de Il Sole, indicato nell’articolo, ritiene di vantare e sulla quale si pronuncerà il competente Tribunale nei prossimi mesi, il predetto articolo divulga e propala incautamente notizie non verificate né verificabili a proposito di una società quotata al MTA, idonee comunque a provocare un illecito condizionamento e alterazione del titolo azionario: di tale condotta i responsabili verranno chiamati a rispondere in ogni sede competente, ferma la richiesta di risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

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