De Benedetti
19 Gennaio Gen 2018 0800 19 gennaio 2018

E se De Benedetti si riprendesse Repubblica?

La rottura con Scalfari è difficilmente sanabile. E può essere il preludio di clamorosi colpi di scena, come il tentativo dell'Ingegnere di rimettere le mani sul quotidiano. Il ruolo di Elkann e i possibili incroci con Murdoch.

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Interviste, comunicati, prese di distanza, rotture clamorose come quella che si è consumata tra Carlo De Benedetti ed Eugenio Scalfari, a colpi di «ingrato, l’ho riempito di miliardi» e il «me ne fotto» scagliato dal fondatore di Repubblica all’indirizzo dell’Ingegnere. Strascichi inevitabili all’interno di una famiglia dove idee e passioni verso il rutilante mondo dei giornali non collimano. Da un lato i tre figli, cui il padre ha regalato le aziende e sembrava essersi chiamato fuori, che ora però non gradiscono interferenze e soprattutto la fronda del padre contro l'asset editoriale del gruppo. Dall’altro l’Ingegnere, che reagisce come un animale ferito di fronte alla linea di Repubblica da lui accusata di aver perso la sua constituency, il primato di quotidiano politico abituato a dettare lui l’agenda della politica. Vicenda appassionante, non foss’altro che Repubblica è un pezzo di storia di questo Paese, ed è crocevia di mondi che toccano tutto l’establishment, poteri comunque forti, anche se oggi frastagliati e orfani di una visione che superi il corto raggio. Ma dopo la tempesta di questi giorni le acque si calmeranno, magari con i vari protagonisti che per il bene del giornale (da tutti almeno a parole ritenuto da tutelare) decideranno di gettare acqua sul fuoco? Nemmeno per sogno.

IL PATTO DI FAMIGLIA. Il polverone sollevato, lungi dal diradarsi, sembra il preludio di possibili clamorosi colpi di scena. Il primo parla addirittura di un tentativo di Carlo di riprendersi il giornale. Ma non aveva ceduto le aziende ai figli? Sbirciamo tra carte e segreti. La maggioranza di Cofide è controllata da Cdb&Figli Sapa che fa capo ai tre figli Rodolfo, Marco ed Edoardo. Il passaggio generazionale era stato perfezionato nella primavera del 2013 quando la quota di controllo della finanziaria era finita in una società che si chiama Segreto Fiduciaria Spa. La cessione era avvenuta usando un particolare istituto giuridico, il patto di famiglia. L'obiettivo dell'Ingegnere era evitare eventuali liti ereditarie anticipando la successione e garantendo la compattezza e la continuità gestionale del gruppo. Nello statuto, infatti, si legge che la società ha lo scopo di mantenere la partecipazione di controllo nella società Cofide-Gruppo De Benedetti Spa e di assicurarne la compattezza e continuità della gestione nel tempo. L’assetto dell’accomandita, se il quadro non è cambiato, non è però totalmente trasparente. Non si conosce, per esempio, la ripartizione delle quote tra i figli. Inoltre, l'Ingegnere potrebbe ancora avere l'usufrutto con diritto di voto su qualche quota. In attesa della prossima riunione di famiglia, potrebbe addirittura covare una clamorosa sorpresa.

GLI INTERESSI DEGLI AGNELLI. Carlo è così arrabbiato, lo descrivono gli amici più intimi, che potrebbe cercare di ribaltare il tavolo e riprendersi la gestione del gruppo. Magari cercando nuovi alleati internazionali (leggi Axel Springer). Ma in Gedi, la neonata casa editrice che raggruppa Espresso-Repubblica e La Stampa, la famiglia De Benedetti non è l’unica azionista, pur detenendo saldamente la quota di maggioranza. C’è anche la famiglia Agnelli, ed è nota la propensione di John Elkann per la carta stampata. Infatti, l’accordo che ha creato il mega polo editoriale nasce più dalla volontà di Torino e del ceo di Cir, Monica Mondardini, che dalla testa di Carlo. È poi risaputo nelle segrete stanze che Rodolfo, Marco e Edoardo, di fronte a una allettante offerta, cederebbero volentieri le partecipazioni nell’editoria, un business che non hanno mai particolarmente amato e che in passato fu fonte di discussioni proprio con il padre. Insomma, si sta prefigurando il terreno ideale per un blitz. Al quartiere generale di Exor negano qualsiasi interesse, ma gli operatori fanno giustamente notare che la holding della famiglia Agnelli ha già una partecipazione superiore al 40% nel gruppo The Economist e sottolineano le grandi sinergie che si potrebbero creare con Gedi. Magari invitando al tavolo Rupert Murdoch, sempre più attento all’editoria dopo l’operazione con cui ha ceduto Fox alla Disney.

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