L43 Siria 160929211757

Guerra in Siria

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18 Dicembre Dic 2016 1002 18 dicembre 2016

Siria, l'Onu pensa gli osservatori ad Aleppo

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu voterà una risoluzione di compromesso per chiedere l'accesso immediato a degli osservatori nelle ultime zone assediate di Aleppo. Ma sulla bozza pesa la posizione della Russia.

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Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu il 18 dicembre voterà una risoluzione per monitorare l'evacuazione dei civili da Aleppo dalle zone sotto il controllo dei ribelli. In particolare la bozza «chiede al segretario generale di adottare misure urgenti in modo da fornire disposizioni in coordinamento con le parti interessate, per consentire il monitoraggio da parte delle Nazioni Unite e di altre istituzioni competenti sul benessere dei civili nei quartieri orientali della città di Aleppo». Il testo finale, che verrà votato alle 15, ora italiana, del 19 dicembre, è stato il risultato di una lunga mediazione partita da una proposta francese integrata con emendamenti russi.

BOZZA PARTITA DA UNA PROPOSTA FRANCESE. La decisione è arrivata dopo una proposta della Francia, co sponsorizzata anche dall'Italia che chiedeva al segretario generale dell'Onu Ban Ki moon di ridispiegare gli osservatori già sul posto per «effettuare un controllo diretto e neutro e riferire in merito alle evacuazioni». Il testo è stato poi emendato con le osservazioni di Mosca. La Russia ha minacciato più volte di porre il veto se non fosse stata tenuta in considerazione la posizione del governo di Damasco. Alla fine il compromesso è stato trovato con l'aggiunta della frase «...un'approvazione all'unanimità...».

LA CONTROPROPOSTA RUSSA. Inizialmente, dopo la presentazione della bozza francese, la diplomazia russa aveva fatto circolare una sua proposta, che chiedeva al segretario generale di fornire disposizioni in coordinamento con le parti interessate. Alla fine è stata scelta una via di mezzo. Il rischio però è che il testo franco-russo non sia sufficiente. Diversi Paesi hanno ritirato la co-sponsorizzazione della proposta principale dopo gli emendamenti chiesti da Mosca. L'ambasciatrice Usa Samantha Power ha però fatto sapere di essere comunque fiduciosa nella possibilità di un'approvazione all'unanimità.

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