L43 Siria 160929211757

Guerra in Siria

Azaz
7 Gennaio Gen 2017 1430 07 gennaio 2017

Siria, camion bomba al mercato di Azaz

Colpita la città controllata dai ribelli, nella provincia di Aleppo. Almeno 60 vittime e 150 feriti. Nessuna rivendicazione.

  • ...

Almeno 60 persone sono rimaste uccise e 150 ferite dall'esplosione di un camion bomba ad Azaz, città controllata dai ribelli nella provincia siriana di Aleppo, a soli sette chilometri dalla frontiera con la Turchia.

STRAGE DI CIVILI. L'attentato, che non è stato ancora rivendicato, è avvenuto in un mercato pieno di civili, nei pressi della corte di giustizia e del quartier generale dei gruppi armati appoggiati da Ankara. A esplodere tra la folla un grande camion cisterna. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani tra le vittime ci sarebbero sei ribelli. In passato Azaz è stata presa di mira dai jihadisti dell'Isis, che l'avevano occupata fino al 2014

AD AZAZ GLI EVACUATI DI ALEPPO. Ad Azaz, nelle ultime settimane, sono arrivati molti civili e miliziani armati evacuati da Aleppo in base all'accordo mediato da Russia, Turchia e Iran. Il cessate-il-fuoco, in vigore in tutto il Paese dal 30 dicembre, si dimostra tuttavia insufficiente a fermare una volta per tutte l'orrore e la violenza.

VIOLATO IL CESSATE-IL-FUOCO. Nemmeno i combattimenti, del resto, risultano essere definitivamente terminati. Almeno nove persone sono state uccise nella notte tra il 6 e il 7 gennaio in scontri avvenuti vicino alla capitale Damasco. Tra le vittime anche sette soldati governativi.

DAMASCO RESTA SENZ'ACQUA. Gli elicotteri di Assad hanno bombardato nella valle di Barada, da cui proviene la maggior parte dell'acqua diretta a Damasco. Il governo ha accusato i ribelli di crimini di guerra per avere interrotto i rifornimenti, lasciando senz'acqua oltre quattro milioni di persone. Ma gli insorti hanno respinto le accuse, affermando che sono stati i bombardamenti lealisti a causare la carenza idrica, che va avanti però dal 24 dicembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso