Trump: sanzioni Russia? Cause politiche
11 Gennaio Gen 2017 1010 11 gennaio 2017

Trump, i dubbi sul dossier hot in mano a Mosca

Il Cremlino avrebbe materiale scottante ma non verificato sul tycoon. Tra affari, notti brave e cyber spionaggio. Lo afferma un documento dei servizi Usa. Ma piovono le smentite. E si fa strada l'ipotesi della bufala. Trump protesta: «Un altro colpo contro di me. Viviamo nella Germania nazista?»

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Bunga bunga a stelle e strisce. Ma anche contatti segreti tra lo staff di Donald Trump e il Cremlino. La scorsa settimana i vertici dei servizi Usa hanno presentato un dossier al presidente uscente Barack Obama e allo stesso tycoon, che comprende indicazioni anche su presunto materiale in possesso dei russi con informazioni personali e finanziarie compromettenti per il nuovo inquilino della Casa Bianca, che sarebbe quindi a rischio ricatto.

TRUMP: «VIVIAMO NELLA GERMANIA NAZISTA?». «Le agenzie di intelligence non dovrebbero permettere che notizie false siano diffuse al pubblico. Un altro colpo contro di me. Viviamo nella Germania nazista?», si è chiesto retoricamente Trump su Twitter. «La Russia non ha mai cercato di fare leva su di me. Io non ho niente a che fare con la Russia. Avversari corrotti cercano di screditare la nostra vittoria con notizie false». Temi su cui il tycoon è tornato nel corso della sua prima conferenza stampa da presidente eletto, parlando di «informazioni false diffuse forse dalla stessa intelligence. Sarebbe una macchia»

UN DOSSIER DI 35 PAGINE. Il dossier di 35 pagine, non verificato né verificabile, è stato pubblicato da Buzzfeed. In alcuni memo sarebbe riportata la presenza di video e audio che vedono l'immobiliarista impegnato nella pratica erotica della golden shower con alcune ragazze. Fatti che risalgono al 2013, quindi in tempi non sospetti.

LA NOTTE BRAVA CON LE ESCORT. Durante una sua visita a Mosca il magnate - secondo il dossier, avrebbe pernottato nella suite presidenziale del Ritz Carlton, sapendo che era la stessa usata dal presidente Obama e la sua consorte in occasione di una loro visita ufficiale nella capitale russa. Trump avrebbe incontrato alcune «prostitute» che sullo stesso letto usato dagli Obama si sarebbero esibite in golden showers (un atto sessuale che coinvolge l'urina). La stanza d'albergo, scrive Newsweek citando il rapporto, era monitorata dai servizi segreti russi, che avrebbero sfruttato la «ben conosciuta ossessione di Trump per il sesso» organizzando «una serata per lui con un gruppo di prostitute con videocamere e microfoni nascosti che registravano» tutto. Sempre secondo le informazioni contenute nel documento - che sarebbero state consegnate all'Fbi da un ex agente dei servizi britannici - gli agenti russi avrebbero visto Trump mentre si cimentava in «atti sessuali perversi» che erano stati «organizzati/monitorati dall'Fsb», l'intelligence di Mosca. Dal canto suo, il presidente Trump ha commentato, come al solito, con un tweet: «Notizie false. Una vera e propria caccia alle streghe politica».

Immediata anche la smentita di Mosca. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha assicurato che si tratta di «una bufala, un'assoluta montatura, una completa fesseria. Il Cremlino non si occupa della raccolta di informazioni compromettenti. Ciò si chiama pulp fiction». Ma i rapporti con l'amministrazione Trump rischiano di essere complicati anche dalla posizione di Rex Tillerson, ex amminsitratore delegato di Exxon Mobil e scelto come segretario di Stato: «La Russia rappresenta un pericolo e gli alleati della Nato sono giustamente preoccupati», ha detto il capo della diplomazia americana in pectore.

NOTIZIE SENZA ALCUNA VERIFICA. Il materiale, giudicato «potenzialmente esplosivo» sarebbe al vaglio del Fbi. Inoltre proverrebbe come detto da un ex agente britannico. Il dubbio però, soprattutto in tempi di post verità, che si tratti di una fake news in piena regola è alto. La notizia dei video hot del tycoon sarebbe infatti trapelata dalla piattaforma di commenti anonimi 4chan.com. Un utente avrebbe girato il tutto allo stratega repubblicano e anti-Trump Rick Wilson che si sarebbe rivolto alla Cia. La storia poi sarebbe finita senza ulteriori verifiche in allegato al dossier pubblicato da BuzzFeed. Dal canto suo Wilson ha negato di essere la gola profonda. Buzzfeed ha poi sottolineato come il dossier non sia verificato ma in mano ai vertici delle agenzie Usa e quindi degno di essere pubblicato.

Dubbi sulla veridicità del memo sono stati espressi pure da Wikileaks che ha preso le distanze da quanto pubblicato da Buzzfeed.

Ma cosa contiene esattamente il dossier «esplosivo»? Innanzitutto si parla di un quinquiennale supporto del «regime russo» a Trump volto a incoraggiare le divisioni nell'alleanza occidentale. L'intelligence russa avrebbe poi raccolto materiale, comprese intercettazioni, ai danni di Hillary Clinton e dei democratici. Materiale che poi non sarebbe stato diffuso. I servizi russi avrebbero anche in mano il famoso dossier scottante sulle notti brave del tycoon a Mosca, video che lo renderebbero ricattabile.

NEI DOCUMENTI SI CITANO INCONTRI SEGRETI. E, infine, sarebbero stati offerti al presidente affari nel real estate connessi ai cambionati del mondo di calcio del 2018. Un business che Trump però non ha accettato. In uno dei memo viene citato anche uno dei collaboratori più stretti di Trump, Michael Cohen, che sarebbe volato a Praga per incontrare segretamente funzionari del Cremlino. Circostanza che Cohen ha smentito, postando su Twitter la foto del suo passaporto.

La ricostruzione in mano ai servizi presenta quindi ancora molte zone d'ombra. Non solo i 'memo' in questione sarebbero stati recuperati da un ex agente britannico del MI6 che in passato aveva collaborato con l'intelligence americana, ma il materiale riguardante un lasso di tempo tra giugno e dicembre 2016 - stando alla Cnn - sarebbe passato pure nelle mani del senatore Gop John McCain a sua volta informato da un ex diplomatico britannico. McCain ne avrebbe poi consegnato una copia al direttore dell'Fbi James Comey il quale era già al corrente di alcuni memo datati fino ad agosto. E cioè quelli consegnati a Roma dall'ex 007 britannico a un agente Fbi. Al momento nessuna delle fonti ufficiali americane - tra 007, Fbi e Casa Bianca - ha commentato la vicenda.

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