Tusk
2 Febbraio Feb 2017 1318 02 febbraio 2017

Migranti, Tusk: «Chiudere la rotta Libia-Italia»

Il presidente del Consiglio europeo dopo l'incontro col premier libico al Serraj: «Ho parlato a lungo con Gentiloni, possiamo riuscirci».

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«La Ue ha dimostrato di essere capace di chiudere le rotte di migrazioni irregolari, come ha fatto nella rotta del Mediterraneo orientale. Ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all'Italia. Ho parlato a lungo col premier Gentiloni e posso assicurare che possiamo riuscirci. Quello che serve è la piena determinazione a farlo. Lo dobbiamo prima di tutto a chi soffre e rischia la vita, ma lo dobbiamo anche agli italiani e a tutti gli europei», ha dichiarato Donald Tusk dopo l'incontro col premier libico Fayez al Serraj.

INTERESSE COMUNE. Ue e Libia, ha osservato Tusk, hanno «interesse comune a ridurre i numeri di migranti irregolari che rischiano le loro vite nel Mediterraneo», un flusso che «non è sostenibile né per la Ue né per la Libia, dove i trafficanti minano l'autorità dello Stato libico per il loro profitto».

Nel summit di venerdì sul tavolo ci saranno «misure aggiuntive» per «combattere più efficacemente le reti di trafficanti e gestire meglio i flussi migratori».

APPELLO ALL'UNITÀ NAZIONALE. La Ue, ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, «sostiene pienamente gli sforzi dei libici per trovare un accordo politico e gli sforzi delle Naioni Unite per la distensione». Tusk ha anche «ribadito il pieno supporto» dell'Europa per il governo di accordo nazionale di Serraj, ma ha anche lanciato un appello ai suoi avversari sottolineando che servono «ulteriori risultati, in senso costruttivo, per coinvolgere coloro che in Libia non si sono uniti alle nuove istituzioni».

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