Stalin
SONDAGGI 16 Febbraio Feb 2017 1714 16 febbraio 2017

Russia, Stalin vola nei sondaggi: apprezzato dal 46%

Il gradimento nella memoria popolare per il sanguinoso dittatore sempre più alto. Putin ancora in testa con oltre l'80%. Male Krusciov e Gorbaciov. Con l'attuale presidenza, i leader forti diventano anche i più amati.

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Sarà che quando i tempi si fanno duri, i russi preferiscono che siano i duri a governare. Joseph Stalin continua a risalire nella classifica dei leader più amati di sempre, confermando un trend in atto ormai da anni. Stando infatti all'ultimo sondaggio condotto dal Levada Center, centro demoscopico indipendente, a esprimere un giudizio di «rispetto, simpatia e ammirazione» verso Stalin è il 46% degli intervistati, ovvero il 9% in più rispetto a marzo 2016. E se il campione dei consensi resta Vladimir Putin, ben saldo oltre quota 80%, sul podio del potere autocratico a pari merito con il georgiano c'è Leonid Breznev.

A PARI MERITO CON BREZNEV. L'ex segretario del Pcus, al potere dal 1964 al 1982, oggi riscuote il 46% dei consensi, anche lui in ripresa rispetto all'aprile del 2006, quando 'solo' il 39% dei russi gli riconosceva dei meriti. E poco importa se Breznev è passato alla storia come il simbolo stesso della stagnazione.

«La crescita di consenso verso Stalin», commenta Alexei Grazhdankin, vice direttore di Levada, «è dovuta all'immagine di ordine che i russi associano alla sua figura: più sono grandi le sfide che affronta lo stato più sono richieste persone con una posizione dura».

MALE GORBACIOV, ELTSIN E KRUSCIOV. Bene dunque Putin, che ai russi ha offerto nuova gloria - per esempio con l'annessione della Crimea e una rinnovata proiezione internazionale con l'intervento in Siria - ma anche, per ragioni diverse, lo stesso Breznev, definito da Grazhdankin una figura «tutto sommato moderata», che forse non ha saputo dare ai russi «felicità» ma perlomeno «stabilità», lasciando in eredità il ricordo di un'epoca «tranquilla» in cui l'Unione Sovietica era però ancora temuta e rispettata. Non è dunque un caso se la 'troika' del fastidio viene rappresentata da Mikhail Gorbaciov, Boris Eltsin e Nikita Krusciov.

GIUDIZI NEGATIVI PER I LEADER NEI PERIODI DURI. L'atteggiamento negativo nei confronti del padre della perestroika è passato dal 36% del 2015 al 46% del 2017: per i russi, insomma, il crollo dell'Urss - con le drammatiche conseguenze che ha avuto - è in gran parte colpa sua. Meglio va invece al primo presidente della Federazione Russa, visto negativamente nel 2016 dal 57% dei russi, dato che scende quest'anno al 48% (e dunque progressivamente perdonato per il caos degli anni Novanta). Stabile al contrario il giudizio su Nikita Krusciov, protagonista del 20esimo congresso del Partito Comunista in cui venne stigmatizzato il culto della personalità di Stalin e diede il via a una stagione di parziali aperture: oggi solo il 28% degli intervistati lo vede positivamente, rimuovendolo di fatto dal 'pantheon' dei leader politici più carismatici e rilevanti per la storia del Paese. Tratti comuni? Per il politologo Alexei Makarkin non c'è alcun dubbio: essere associati a periodi di crisi della Nazione.

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