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diritti umani 22 Febbraio Feb 2017 0030 22 febbraio 2017

Rapporto Amnesty 2016-2017: «Mondo martoriato dalle divisioni»

Per l'organizzazione umanitaria la politica del «Noi contro di loro» ha portato a una distruzione di vite senza precedenti negli ultimi 70 anni. Male anche l'Italia criticata per l'aumento della xenofobia e la gestione dei migranti.

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Un quadro di desolante disinteresse e impotenza. È quello che emerge dal Rapporto 2016-2017 di Amnesty International sui diritti umani. In particolare il report mette in luce che la politica «noi contro loro ha creato un mondo martoriato da una distruzione di vita e beni senza precedenti negli ultimi 70 anni».

GUERRE IN ALMENO 23 PAESI. «Ci sono stati crimini di guerra in almeno 23 Paesi nel mondo mentre la comunità internazionale sembra disinteressata o impotente» ha detto il direttore generale di Amnesty Italia Gianni Rufini. I focolai di guerra partiti negli scorsi anni non hanno accennato a spegnersi, in particolare in Yemen, Siria e Libia ma anche in altri luoghi meno conosciuti. Oltre la guerra si scopre che l'uso della tortura è presente in metà degli Stati nel mondo e le pene capitali sono in aumento.

NEL 2016 AUMENTO DEI REGIMI AUTORITARI. Per Rufini «Il 2016 ha visto la nascita di regimi autoritari in Paesi democratici, come nella Turchia controllata da Erdogan e nelle Filippine di Duterte. Stiamo tornando indietro». Il rapporto si rivolge anche all'Italia, che non ne esce bene: «Esiste una retorica di divisione alimentata da alcuni leader politici nazionali come Matteo Salvini della Lega Nord e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia» accusa il presidente di Amnesty Italia Antonio Marchesi.

BOCCIATI GLI ACCORDI SUI MIGRANTI. Sul piano della questione migratoria Amnesty boccia «gli accordi con regimi illiberali dell'Africa e dell'Asia che legittimano le dittature» come quello sottoscritto all'Italia con la Libia. Sotto accusa tutta la catena dell'accoglienza, con critiche al sistema hotspot e denunce di maltrattamenti dei migranti da parte delle forze dell'ordine. Marchesi è critico anche nei confronti dell'attività del governo Gentiloni per il recente pacchetto Minniti e «l'indebolimento delle garanzie procedurali».

«ITALIA FACCIA DI PIÙ SULLA TORTURA». Amnesty con Antigone, A buon diritto e Cittadinanzattiva, ha anche sollecitato il ministro della Giustizia Orlando ad accelerare sulla legge contro la tortura: «Chiediamo al governo un'iniziativa forte: presentare un emendamento al testo, ora inaccettabile, e di seguirlo fino in fondo fino all'approvazione in questa legislatura». Ma l'Italia non è l'unico Paese sotto la lente di ingrandimento: «Gli spazi di libertà si restringono con le politiche di antiterrorismo e anti immigrazione e crescono i movimenti xenofobi, di razzismo e fascismo contro ogni genere di minoranza» ha aggiunto Rufini.

GRAVI DERIVE IN RUSSIA E USA. Ne sono un esempio Russia, che «disprezza per i diritti umani», e gli Stati Uniti di Trump che hanno mostrato un «cambiamento preoccupante» della politica verso la discriminazione e la xenofobia. Discorsi simili nel resto dell'Unione europea con i movimenti di Marine Le Pen in Francia e la realtà ormai consolidata del governo ungherese di Viktor Orban.

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