Mcguinness
SCOMPARSA
21 Marzo Mar 2017 1030 21 marzo 2017

Irlanda del Nord, morto l'ex leader dell'Ira Martin McGuinness

Aveva 66 anni. Dopo la lotta armata per l'indipendenza, divenne vice premier dell'Ulster. Il giudizio di Theresa May: «Essenziale nel traghettare Belfast dal conflitto alla pace».

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L'Irlanda del Nord saluta per sempre Martin McGuinness. L'ex comandante dell'Ira (Irish Republican Army) è morto a 66 anni dopo una lunga malattia. Pochi mesi fa aveva annunciato il suo ritiro dalla vita politica, ma fino a gennaio 2017 ha ricoperto il ruolo di vice premier dell'Ulster.

L'UCCISIONE DELLO ZIO DI CARLO D'INGHILTERRA. Per molto tempo Londra lo ha considerato un terrorista. McGuinness, infatti, guidò i cattolici nord-irlandesi per buona parte di quella che gli storici hanno definito una guerra a bassa intensità per l'indipendenza dal Regno Unito. C'era lui al vertice dell'Ira quando, nel 1979, l'organizzazione uccise lord Mountbatten, zio del principe Carlo, e 18 soldati inglesi. ITroubles, combattuti dagli Anni 60 fino alla fine degli Anni 90, causarono in tutto la morte di circa 3 mila persone.

LA SVOLTA CON TONY BLAIR. Poi però, con l'arrivo di Tony Blair a Downing Street, McGuinness iniziò a dialogare con il governo di Londra, assieme al leader dello Sinn Fein Gerry Adams. Il risultato furono gli Accordi del Venerdì Santo, che nel 1998 posero fine allo spargimento di sangue, convinsero l'Ira e i paramilitari protestanti a consegnare le armi e gettarono le basi per un governo congiunto in Irlanda del Nord, una soluzione che resiste ancora oggi.

MAY: «MCGUINNESS È STATO UN PIONIERE». Ed è per questo, per il contributo dato da McGuinness al processo di pacificazione, che l'attuale premier britannico Theresa May ha speso parole di elogio nei confronti dell'antico nemico della Corona, descrivendolo come un «pioniere» nella condivisione del potere tra le comunità. May, pur affermando di non poter perdonare l'adesione alla lotta armata, ha riconosciuto il ruolo «essenziale» giocato da McGuinness «nello straordinario viaggio dell'Irlanda del Nord dal conflitto alla pace».

L'INTERVISTA AL GUARDIAN NEL 2009. L'interessato, intervistato dal Guardian nel 2009, incalzato sul perché avesse deciso di unirsi all'Ira, aveva risposto raccontando un aneddoto. Nel 1965 aveva fatto domanda per un posto di lavoro come meccanico. Il colloquio? Soltanto tre semplici frasi: «"Come ti chiami? Che scuola hai frequentato? Fuori dalla porta"».

IL PERCORSO DI RADICALIZZAZIONE. McGuinness divenne così un apprendista macellaio, un mestiere destinato a fornire negli anni successivi molto materiale a cronisti e titolisti. Progressivamente si avvicinò al movimento per i diritti civili e finì per radicalizzarsi, abbracciando la lotta armata. Raccontò che il passo decisivo fu la morte del 19enne Desmond Beattie, ucciso nel 1971 dalle truppe britanniche: «I soldati dissero che stava per lanciare delle bombe, ma non era vero». Nel 1972, all'età di soli 21 anni, McGuinness era già il secondo in comando dell'Ira, quando a Derry 14 manifestanti vennero uccisi dai paracadutisti nella giornata passata alla storia come Bloody Sunday.

IL RICORDO DI GERRY ADAMS. Gerry Adams, il suo alleato politico più vicino, lo ha ricordato così: «Per tutta la vita Martin ha mostrato grande determinazione, dignità e umiltà. È stato così anche nella malattia. Era un repubblicano appassionato, che ha lavorato instancabilmente per la pace, la riconciliazione e la riunificazione del suo Paese».

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