Macron
ELEZIONI FRANCIA 21 Marzo Mar 2017 0829 21 marzo 2017

Presidenziali Francia, nel primo dibattito brilla Macron

Tre ore di confronto con Marine Le Pen, François Fillon, Benoit Hamon e Jean-Luc Mélenchon. Il leader di En Marche: «Loro rappresentano la vecchia politica, io voglio rinnovare il Paese». Gli spettatori ci credono.

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Da sinistra: François Fillon, Emmanuel Macron, Jean-Luc Mélenchon, Marine Le Pen, Benoit Hamon.

Tutti contro Emmanuel Macron. Negli studi di TF1 è andato in onda il primo dibattito televisivo tra i cinque principali candidati alle elezioni presidenziali francesi. Tre ore di confronto tra il leader di En Marche e Marine Le Pen, François Fillon, Benoit Hamon e Jean-Luc Mélenchon. A spuntarla è stato proprio il giovane Macron, classe 1977. Le sue posizioni social-liberali hanno convinto il 29% dei telespettatori, intervistati al termine del dibattito. Secondo il leader della sinistra alternativa Jean-Luc Mélenchon (20%), appaiati al terzo posto i due candidati di destra Le Pen e Fillon (19%). Ultimo il socialista Hamon (11%).

Il confronto è partito in sordina, poi si è scaldato. «Tutti quelli che sono qui ci sono da anni, rappresentano la vecchia politica. Io ho creato un movimento nuovo, che vuole rinnovare il Paese», ha detto Macron, primo anche nei sondaggi relativi al primo turno, assieme a Marine Le Pen. La leader del Front National lo ha accusato di essere «favorevole al burkini». E Macron, fino a quel momento molto pragmatico, ha reagito stizzito: «Madame, non ho bisogno di un ventriloquo». Da quel momento in poi i due candidati hanno cominciato a punzecchiarsi.

HAMON PUNTA IL DITO SULLE DONAZIONI DI EN MARCHE. Ma Macron ha dovuto rintuzzare gli attacchi provenienti anche dagli altri candidati, a cominciare dall'ex compagno Benoit Hamon. Candidato dei socialisti, ma abbandonato da buona parte del suo stesso partito, che ha deciso di seguire il "traditore" Macron. Quando l'ex ministro dell'Economia del secondo governo Valls ha spiegato che il suo movimento si autofinanzia con le donazioni, Hamon ha affondato il colpo: «Sono defiscalizzate, vero? Può assicurare che tra i suoi finanziatori non ci siano dirigenti di case farmaceutiche?». Secca la risposta di Macron: «Lei non può pensare che io vada a controllare l'identità di chi fa le donazioni. Ma tutto è trasparente e pubblico, chiunque può controllare».

PER LE PEN E FILLON LA PAROLA D'ORDINE È «PROTEZIONE». Il dibattito in tivù a cinque settimane dal primo turno delle presidenziali è stato un inedito in Francia, abituata finora solo ai faccia a faccia tra i due sfidanti approdati al ballottaggio. Le Pen ha puntato su immigrazione, sicurezza e laicità dello Stato: «Io sono per fermare quest'immigrazione, i francesi non ne possono più. La Francia non può offrire a nessuno il lavoro che non c'è neppure per i francesi». Quanto a Fillon, il candidato dei Républicains travolto dal Penelopegate è apparso assai meno battagliero e poco incisivo. Ha tentato di proporsi come il presidente che proteggerà il Paese «dai disordini e dalle violenze, interne ed esterne. Perché la violenza non ha smesso di aumentare, viviamo in un mondo incerto e pericoloso. Con un presidente americano imprevedibile e un pericolo mortale rappresentato dal jihadismo islamico».

MACRON, HAMON E MÉLENCHON "UNITI" SULL'IMMIGRAZIONE. In particolare sul fronte dell'immigrazione Macron, Hamon e Mélenchon si sono ritrovati quasi sulla stessa linea: inutile la chiusura totale delle frontiere, esagerati e da relativizzare i dati sulla presunta invasione dei profughi. «Su 100 persone che fuggono dalle guerre, solo quattro vengono in Europa», ha detto Macron. Mentre Mélenchon ha sottolineato che bisogna combattere alla radice le cause delle migrazioni, definendole un «esilio forzato» provocato dalle guerre, militari e commerciali.

LE REGOLE DEL CONFRONTO. Il dibattito è stato il primo di una serie di tre che precederanno l'appuntamento con le urne del 23 aprile. Il pubblico era rigorosamente equilibrato. Ogni candidato ha potuto invitare 36 sostenitori, gli altri sono stati selezionati da TF1. Attorno a un tavolo circolare, gli sfidanti si sono confrontati avendo ciascuno due minuti per rispondere. Ma dopo 1 minuto e 30 secondi gli altri hanno potuto interrompere chi aveva la parola.

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