Fra

Elezioni francesi

Polizia Slider
20 Aprile Apr 2017 2125 20 aprile 2017

Parigi, sparatoria sugli Champs Elysees: cosa sappiamo

L'agente ucciso, Xavier Jugelé, stava per essere trasferito e aveva un compagno. Altri due poliziotti gravemente feriti. Morto l'aggressore: si chiamava Karim Cheurfi, già arrestato nel 2001. L'Isis rivendica.

  • ...

Parigi ripiomba nell'incubo terrorismo a tre giorni dalle elezioni presidenziali. La sera del 20 aprile un poliziotto è rimasto ucciso e due gravemente feriti in una sparatoria sui centralissimi Champs Elysees (guarda le foto).

CHI È L'AGENTE UCCISO. L'agente ucciso si chiamava Xavier Jugelé, avrebbe compiuto 38 anni il 4 maggio. Faceva parte dell’associazione Lgbt di polizia e gendarmeria, era legato con un Pacs al compagno ed era in servizio la notte della strage al Bataclan. Stava per essere trasferito: dalle pattuglie stradali sarebbe passato alla polizia giudiziaria. È stato colpito con due colpi di kalashnikov alla testa.

Xavier Jugelé, il poliziotto rimasto ucciso nell'attentato.

L'assalitore, Karim Cheurfi, è stato a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza, mentre è ancora da stabilire l'esistenza di possibili complici. Il killer è sceso da una macchina all'altezza del magazzino britannico Marks & Spencer e ha iniziato a sparare. Successivamente ha cercato di scappare, ma è stato colpito a morte dalle forze dell'ordine. L'Isis ha rivendicato l'attentato.

KILLER ARRESTATO NEL 2001. Già nel 2001 Cheurfi aprì il fuoco su un agente, ferendolo gravemente. Venne condannato a 15 anni di carcere, ma nel 2005 ha visto ridurre la pena di cinque anni. Durante la detenzione, hanno spiegato diverse fonti alla Bfm-Tv, chiamò un guardiano con il pretesto di aver bisogno di medicinali. Riuscì a sfilargli la pistola, ma l'agente riuscì a metterlo a terra ed immobilizzarlo. Il killer era nato 39 anni fa a Livry-Gargan, in Seine-Saint-Denis, banlieue Nord di Parigi.

MA NON ERA SCHEDATO CON LA LETTERA S. Cheurfi «non era schedato con la lettera S», che indica gli individui radicalizzati a rischio di passare all'azione. Il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha così smentito le informazioni diffuse in precedenza dai media francesi. Cheurfi, nei suoi anni di detenzione, «non aveva mai dato segni di radicalizzazione», ha aggiunto Molins. Dal 15 gennaio al 14 febbraio scorsi, tuttavia, «è stato in Algeria», dichiarando alla polizia «l'intenzione di sposarsi».

ATTACCO ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI. L'attacco è avvenuto in un momento estremamente delicato per la Francia: domenica 23 aprile ci sarà infatti il primo turno delle elezioni presidenziali. I candidati Marine Le Pen, François Fillon ed Emmanuel Macron hanno annullato i loro comizi finali.

Il traffico riaperto lungo gli Champs Elysees

Nella mattinata del giorno gli Champs Elysees sono stati riaperti al traffico. Le foto pubblicate sui media francesi mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.

CONCLUSO IL CONSIGLIO DI SICUREZZA. Nel corso del 21 marzo si è tenuto il Consiglio di difesa convocato d'urgenza dal presidente francese Francois Hollande. Al termine dell'incontro il primo ministro Bernard Cazeneuve ha tenuto una conferenza stampa. Il premier ha spiegato che nei prossimi giorni verranno schierati 50 mila poliziotti per le elezioni del 23 aprile.

NESSUN LEGAME CON IL BELGIO. Le servizi segreti del Belgio avevano segnalato un possibile complice alla Francia. L'uomo si è poi presentato in un commissariato di polizia di Anversa. In un secondo momento la Procura federale belga ha affermato che «Non c'è al momento nessun legame» tra l'attacco a Parigi e il Belgio. Per la tv pubblica fiamminga Vrt l'uomo che si è consegnato ad Anversa ha un alibi per la sera del 20 aprile e ha negato ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi. Il soggetto è noto alle forze dell'ordine per traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato. Secondo quanto riferisce il quotidiano belga Het Niewsblad il soggetto si chiamerebbe Youssouf E. O. Intanto va avanti la collaborazione tra la polizia belga con gli inquirenti francesi per verificare che non ci siano legami tra l'attacco a Parigi e il Belgio.

1. La dinamica: assalitore a bordo di un'auto, poi gli spari

Una macchina si è fermata sugli Champs Elysees all'altezza del magazzino britannico Marks & Spencer. Dall'auto è scesa una persona armata di kalashnikov che ha iniziato a sparare all'impazzata contro un furgone della polizia. Dopo aver colpito i tre agenti, l'uomo è stato a sua volta ucciso mentre cercava di scappare.

2. Le vittime: un agente ucciso e due feriti

Nella sparatoria che si è scatenata, un agente è rimasto ucciso e altri due gravemente feriti. Il ministro dell'Interno, Pierre Henry-Brandet, ha fatto sapere che «l'obiettivo era la polizia». L'agente ucciso avrà un «omaggio nazionale», ha detto Hollande.

3. Un attentatore ucciso: l'Isis rivendica

L'aggressione è stata realizzata da una sola persona, rimasta uccisa nello scontro con le forze dell'ordine. Da chiarire la presenza di complici. L'uomo, Karim Cheurfi, era noto alle forze dell'ordine: già nel 2001 aprì il fuoco su un agente, ferendolo gravemente. Venne condannato a diversi anni di carcere. Era nato 39 anni fa a Livry-Gargan, in Seine-Saint-Denis, la banlieue Nord di Parigi. Dopo poche ore, l'Isis ha rivendicato l'attentato. In un post su Telegram il killer avrebbe scritto di «voler colpire degli agenti».

FERMATO ALL'INIZIO DI FEBBRAIO. Due funzionari della polizia francese hanno raccontato all'agenzia Ap che il killer era stato arrestato verso la fine di febbraio, ma era stato rilasciato per mancanza di prove. Per la stampa francese il fermo fu dovuto al fatto che gli agenti avevano scoperto che l'uomo non aveva rispettato i domiciliari e l'obbligo di cure psichiatriche, decisi dal tribunale in relazione al suo precedente arresto. Il giudice responsabile dell'applicazione delle pene non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti perché Cheurfi tornasse in carcere e per questo venne fatto scadere il fermo.

TROVATI FOGLI INNEGGIANTI ALL'ISIS. Nell'Audi di Karim Cheurfi la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l'indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina a dove abitava l'uomo, e di tre armerie. Secondo la stampa francese oltre al fucile e ai coltelli, c'erano un Corano e fogli scritti inneggianti all'Isis.

Un documento d'indentificazione della polizia francese.

INTERROGATI TRE PERSONE VICINE AL KILLER. Una perquisizione è stata fatta nella sua residenza a Seine-et-Marne, a Est di Parigi. Esaminando l'Audi 4 usata durante l'attacco sono state trovate diverse armi: un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina. Nella mattinata del 21 aprile la polizia ha fermato e interrogato tre. Nel corso della giornata si è scoperto che i tre sono sono parenti dell'attentatore. Stando a quanto riportato da France Info sarebbero membri della «cerchia famigliare». Oltre all'appartamento del killer è stato perquisito l'appartamento della compagna del fratellastro.

«EMERSI ELEMENTI DI RADICALIZZAZIONE». Stando a quanto scritto da Le Parisien il presunto assalitore degli Champs-Elysées si sarebbe radicalizzato di recente e che «elementi della radicalizzazione» sarebbero emersi dalla perquisizione del suo appartamento, non solo. In casa della madre a Chelles è stato trovato diverso materiale di propaganda «tra cui un libretto salafita». Secondo il canale Bfm-Tv Karim aveva fatto richiesta per una licenza di caccia.

4. L'allerta pre-voto: arresti a Marsiglia

I candidati Marin Le Pen e Francois Fillon hanno annullato i loro comizi di venerdì 21 aprile, ed è probabile che anche gli avversari prenderanno la stessa decisione. Martedì 18 aprile, due uomini erano stati arrestati a Marsiglia perché sospettati di preparare più azioni terroristiche prima delle elezioni. I servizi di sicurezza francesi avevano lanciato un'allerta ai candidati delle elezioni presidenziali sul rischio attentati e la minaccia «particolarmente pesante» che incombe sulla campagna elettorale e sugli stessi candidati. Nei due giorni del voto, il 23 aprile e il 7 maggio, oltre cinquantamila uomini saranno dispiegati sull'insieme del territorio per garantire la sicurezza dello scrutinio. «Siamo mobilitati contro il terrorismo», aveva garantito il presidente uscente, Francois Hollande.

5. Parigi nel mirino: i precedenti attacchi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati