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2 Maggio Mag 2017 0913 02 maggio 2017

Grecia, accordo raggiunto con i creditori

Atene ha accettato nuove misure di austerità pari a 2 punti di Pil. Tagli alle pensioni e limite per l'esenzione fiscale ridotto a 6 mila euro.

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Debito sovrano, la Grecia ha accettato di introdurre nuove misure di austerità.

Dopo mesi di negoziati la Grecia ha raggiunto un accordo sul debito con i suoi creditori, compreso il Fondo monetario internazionale. Atene è stata costretta ad accettare nuove misure di austerità, pari a 2 punti percentuali di Pil. Il pacchetto comprende ulteriori tagli alle pensioni e la riduzione del limite per l'esenzione fiscale, che sarà portato a 6 mila euro dagli attuali 8.636. L'accordo permetterà inoltre a negozi e centri commerciali di restare aperti la domenica in varie regioni del Paese.

DEBITI IN SCADENZA PER 7,5 MILIARDI DI EURO. In cambio Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale hanno dato il via libera all'erogazione della prossima tranche del terzo piano di "salvataggio" dei conti pubblici ellenici, per un valore complessivo di 85 miliardi di euro. L'accordo sarà formalizzato il prossimo 22 maggio all'Ecofin, il vertice che riunisce i ministri delle Finanze della zona euro. Lo sblocco della nuova tranche di aiuti finanziari permetterà al governo greco di pagare debiti in scadenza a luglio per 7,5 miliardi di euro.

LA PROMESSA DI RIFORME COMPENSATIVE. Se gli obiettivi di bilancio previsti saranno raggiunti, l'esecutivo guidato da Alexis Tsipras potrà mettere in campo una serie di riforme compensative, per alleggerire l’austerità a favore delle fasce più povere della popolazione, attraverso l’introduzione di sovvenzioni per gli affitti (1.000 euro all’anno), un fondo da 250 milioni di euro per l'educazione e maggiori esenzioni fiscali per l'acquisto dei farmaci.

ASSEGNI GIÀ RIDOTTI A MAGGIO 2016. In Grecia le pensioni sono già state riformate a maggio del 2016, nonostante le violente proteste di piazza. La nuova legge, passata in parlamento per soli tre voti, ha introdotto un tetto massimo generalizzato di 2.300 euro mensili e un assegno minimo di 384 euro, che potrà essere ottenuto con almeno 20 anni di contributi. Ma soprattutto ha messo in cantiere pesanti tagli per i decenni a venire, con una decurtazione stimata degli assegni nell'ordine del 15-30%, in virtù di nuovi meccanismi di calcolo. Questi tagli, adesso, appaiono destinati a diventare ancora più dolorosi.

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