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6 Maggio Mag 2017 0943 06 maggio 2017

Francia, attacco hacker contro En Marche!

Rubati «mail, documenti contabili e contratti». Poi pubblicati in Rete da un utente anonimo, «insieme a materiale falso per seminare il dubbio e la disinformazione».

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Alle 8 si sono aperte le urne nei 66.546 seggi elettorali ripartiti in tutta la Francia, che accoglieranno i 45 milioni di elettori per il voto del ballottaggio presidenziale fra Emmanuel Macron e Marine Le Pen, che al primo turno di due settimane fa hanno incassato, rispettivamente, il 24,01% e il 21,3% dei voti. Un'operazione che si svolge in stato di emergenza, con misure di sicurezza rafforzate e la mobilitazione di 50.000 fra poliziotti e gendarmi, in aggiunta ai militari e ai vigili urbani che presidiano normalmente i seggi, nel timore di attacchi terroristici. Il tasso di astensione può fare una differenza cruciale sul risultato finale: al primo turno è stato del 22,2%.

MACRON SOTTO ATTACCO. Con un annuncio a sorpresa nella notte tra venerdì e sabato, lo staff di Macron ha denunciato un attacco di hacker «massiccio e coordinato». «Non si tratta in effetti di una semplice operazione di pirateria informatica», prosegue il comunicato di En Marche!, «ma di un tentativo di destabilizzare le elezioni». Caselle di posta elettronica di vari responsabili del candidato all'Eliseo sono state piratate a partire da alcune settimane fa e «mail, documenti contabili, contratti» sono stati pubblicati in Rete. I testi 'rubati' sono stati fatti circolare «insieme a falsi documenti per seminare il dubbio e la disinformazione». E in Rete non è mancato chi, come l'analista Michael Horowitz, ha fatto notare come i file del Macronleaks contengano diversi tag in russo.

Secondo la Bbc, sono stati pubblicati nove gigabyte di dati da un utente anonimo. Gli autori di questa operazione «chiaramente volevano minare la campagna a poche ore dal secondo turno», in un tentativo di «destabilizzazione della democrazia, come si è già visto negli Stati Uniti durante la campagna presidenziale». Il movimento En Marche! di Macron afferma che i documenti provenienti dall'attacco hacker sono «tutti legali ed espressione del normale funzionamento di una campagna presidenziale». «Durante tutta la campagna En Marche è stato sempre il movimento più preso di mira da queste iniziative in modo intenso e ripetuto», si legge ancora nel documento di denuncia del movimento che fa appello ai media che «vogliano dare conto di questa operazione di assumersi le loro responsabilità in coscienza».

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