101201182640
PALESTINA 6 Maggio Mag 2017 2007 06 maggio 2017

Hamas, il nuovo leader è Ismail Haniyeh

Il centro del potere del movimento islamico palestinese torna nella Striscia di Gaza. Sostituito Khaled Meshal, leader in esilio in Qatar

  • ...

A pochi giorni dalla pubblicazione della nuova Carta che sostituisce quella del 1998, Hamas cambia anche il vertice politico: Ismail Haniyeh ha sostituito Khaled Meshal, leader della fazione islamica in esilio in Qatar, in carica dal 2004. Una scelta - grazie a complesse, e in larga parte segrete, elezioni - che sembra riportare il centro del potere a Gaza City, nella Striscia.

VIVE IN UNA VILLETTA DENTRO AL CAMPO PROFUGHI. Il nuovo capo risiede in una villetta ultra protetta nel campo profughi di Shati ad un passo dal mare, mentre Meshal da tempo viveva a Doha come gran parte dei dirigenti di Hamas. Considerato un pragmatico, ma non per questo meno deciso verso quella che continua a definire «l'entità sionista», Haniyeh - conosciuto anche come Abu Abed, (54 anni, sposato) - è nato proprio in quel campo profughi dove vivevano i genitori originari di Ashkelon.

PIÙ VOLTE IN CARCERE DOPO IL 1987. Più volte incarcerato da Israele per le sue azioni durante la Prima Intifada del 1987, nel 1992 fu espulso nel sud Libano insieme ad altri centinaia di quadri di Hamas e della Jihad Islamica. Mentore di Haniyeh è stato lo sceicco Ahmed Yassin, il clerico fondatore di Hamas e teorico degli attentati suicidi contro lo Stato ebraico, ucciso da Israele nel 2004. La svolta è arrivata nelle elezioni del 2006 quando Haniyeh ha portato Hamas alla vittoria nella Striscia sconfiggendo Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

STRETTO CONTATTO CON I VERTICI A DOHA. Un voto la cui conseguenza è stata, l'anno successivo, la rottura definitiva con Fatah - che permane ancora oggi - e la presa del potere dopo una cruenta guerra civile. Haniyeh è diventato così primo ministro della Striscia in un governo di un movimento che la comunità internazionale non riconosce e che considera, in larga parte, organizzazione terroristica. In tutti questi anni - compresi vari conflitti con Israele - Haniyeh ha comandato l'ala politica in stretto contatto con i vertici a Doha.

APPOGGIATO DALL'ALA MILITARE. Quella che oggi lo porta al vertice di Hamas è stata considerata da tutti gli analisti una nomina senza sorprese e senza rivali. Gli altri candidati finali, Mohammad Nazal e Musa Abu-Marzuq (ex presidente di Hamas), non sembrano aver avuto mai avuto chance reali ed Haniyeh - secondo molti osservatori - ha potuto contare sull'ala militare della fazione guidata da Mohammed Deif e Marwan Issa. Abd Al-latif Alqanou, portavoce di Hamas, citato da fonti locali, ha detto oggi che la nomina di Haniyeh «riflette la forza interna dell'organizzazione e consolida la sua democrazia».

EMERGENZA UMANITARIA A GAZA. Secondo le stesse fonti, Hamas dovrebbe tenere una conferenza stampa ufficiale sull'elezione prima del 15 maggio. Ma le prove che attendono Haniyeh - sempre vestito all'occidentale - sono la situazione umanitaria disastrosa nella Striscia e la sfida lanciata da Abu Mazen, deciso a non concedere più spazio ad Hamas dopo le annose procedure su una riconciliazione con Fatah mai avvenuta di fatto. E non è un caso che il presidente palestinese abbia deciso nei giorni scorsi di non pagare più il conto delle bollette elettriche nella Striscia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso