Francia

Elezioni francesi

Le Pen Macron
7 Maggio Mag 2017 0850 07 maggio 2017

Francia, guida al ballottaggio delle presidenziali Macron-Le Pen

Macron avanti nei sondaggi: 62% contro il 38% di Le Pen. Un terzo degli elettori della sinistra di Mélenchon a En Marche!. I programmi antitetici sull'Ue. Il tifo di Putin per il Fn. La questione legislative. La scheda.

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Il più importante test sul futuro dell'Europa dopo il voto sulla Brexit è nelle mani di 45 milioni di francesi. Il 7 maggio 2017 è il giorno del secondo turno delle elezioni presidenziali, in cui si sfidano i candidati qualificatisi per il ballottaggio, Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Due rivali che non potrebbero avere concezioni più diverse sul ruolo dell'Unione europea: il primo intende rafforzarla, la seconda distruggerla.

ALLE 20 LE PROIEZIONI UFFICIALI. Come per il primo turno, il ministero dell'Interno e i sondaggisti sono d'accordo per non effettuare exit poll. E, ancora una volta, le autorità mettono in guardia contro i tweet o le cifre "rubate" che dovessero circolare in Rete prima delle 20, quando è prevista la chiusura degli ultimi seggi, perché «senza fondamento». Subito dopo lo stop al voto, gli istituti di sondaggio diffonderanno le prime proiezioni su un campione di piccole città rappresentative dell'intero territorio. Secondo le ultime rilevazioni, gli astenuti potrebbero raggiungere la percentuale record del 25%.

1. L'andamento dei sondaggi: Macron sempre più favorito al 62%

Stando agli ultimi sondaggi, Macron è dato vincente al ballottaggio con il 62% dei voti, contro il 38% di Marine Le Pen. Il distacco è aumentato di tre punti rispetto alla precedente inchiesta, condotta prima del dibattito tivù del 3 maggio 2017.

LA SINISTRA VERSO EMMANUEL. Secondo il direttore degli studi degli studi politici dell'istituto Elabe, Yves-Marie Cann, l'aumento è dovuto principalmente alla crescente quota di elettori della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon che sempre più hanno deciso di appoggiare Macron: «Il 54% di coloro che hanno votato per Mélenchon esprimono un'intenzione di voto a favore di Emmanuel Macron».

2. Gli schieramenti: barrage contro Le Pen

I risultati del primo turno hanno mostrato un Paese sostanzialmente diviso in quattro tra Macron, Le Pen, François Fillon (centrodestra) e Mélenchon. La vittoria dei primi due ha certificato la scomparsa dei partiti tradizionali, con i socialisti eredi del presidente François Hollande ridotti al 6%. Per la prima volta nella storia, nessuno dei due schieramenti “storici” (socialisti e republicains) è arrivato al secondo turno.

MÉLENCHON NON SI SCHIERA. All'indomani della tornata del 23 aprile, tutti gli sconfitti hanno dato indicazione di voto ai propri elettori di scegliere Macron. Unica eccezione, il leader della sinistra radicale Mélenchon, che non ha voluto dare il suo endorsement al candidato di En Marche! «Tutti lo sanno, in nessun caso voterei per il Front national», ha in ogni caso precisato. Da un sondaggio interno al partito del 2 maggio, i militanti si sono pronunciati per due terzi in favore dell'astensione o della scheda bianca e per un terzo a favore di Macron. Negli ultimi giorni, tuttavia, in molti sembrano essersi convinti a votarlo per fermare Le Pen.

DEBOUT LA FRANCE CON IL FN. Unico partito alleato al Front national è Debout la France del sovranista Nicolas Dupont-Aignan, quasi il 5% delle preferenze nel primo turno, cui Le Pen ha promesso il posto di primo ministro in caso di vittoria.

3. I programmi: europeista e liberista contro nazionalista e protezionista

Emmanuel Macron, 39 anni, è laureato all'Ena, ex dirigente, ex banchiere d'affari (Rotschild), ex consigliere di François Hollande all'Eliseo, ex ministro dell'Economia. Sposato con Brigitte (64 anni), sua ex professoressa al liceo. Senza figli. Il suo programma ruota attorno al rilancio dell'economia e alla "liberazione" delle potenzialità del Paese: le 35 ore lavorative non vengono abolite, ma potranno essere rinegoziate a livello di impresa, la patrimoniale sarà abbassata, la pensione portata a 62 anni, i contributi sociali aumentati salvo i redditi più bassi, gli impiegati statali tagliati consistentemente.

DIFESA COMUNE EUROPEA. Per la sicurezza e l'immigrazione Macron ha proposto 10 mila assunzioni fra poliziotti e gendarmi in tre anni, 15 mila posti in più nelle carceri, la preferenza, nelle assunzioni, ai giovani delle banlieue, l'esame delle richieste di asilo nei consolati dei Paesi vicini ai conflitti. Sul fronte degli esteri è per una rafforzata difesa comune europea e per un maggior ruolo dell'Ue nel mondo.

"INDIPENDENZA" ALLA FRANCIA. Marine Le Pen, 48 anni, è avvocato, figlia del fondatore del partito, Jean-Marie Le Pen, due volte divorziata, tre figli dal primo matrimonio, attualmente legata a Louis Aliot, numero due del partito. Il suo programma è centrato sulla restituzione alla Francia della sua "indipendenza", sull'uscita dall'euro (dopo un referendum) e su drastici limiti all'immigrazione.

SOPPRESSIONE DELLO IUS SOLI. In economia spinge per il protezionismo, con l'inserimento di un dazio del 3% sulle importazioni per finanziare stipendi e pensioni più bassi (con età portata a 60 anni). Vuole sopprimere le Regioni e iscrivere nella costituzione la "preferenza nazionale" nell'assegnazione di case e posti di lavoro. Sull'immigrazione, soppressione dello ius soli e dell'assistenza sanitaria agli stranieri, limitazione tassativa degli ingressi legali in Francia a 10 mila l'anno. In politica estera il nazionalismo si riflette nell'uscita dalla Nato e un ritorno alla grandeur in stile puramente francese.

4. Gli equilibri internazionali: Putin tifa Le Pen, Trump non si sbilancia

Non solo l'Europa, ma il mondo intero guarda alla corsa per l'Eliseo. La stessa Ue ha forte interesse nel voto non solo per la sua tenuta interna, ma per il suo futuro status nelle relazioni internazionali. Con la difesa comune rafforzata proposta da Macron, Bruxelles potrà cercare di porsi come un soggetto sempre più autonomo da Washington in politica estera: un'entità geopolitica sempre più libera di attuare proprie linee guida nelle principali questioni internazionali. Al contrario, la vittoria di Le Pen riporterebbe i singoli Paesi europei sempre più soli e in balia delle grandi potenze internazionali, perennemente costretti a trattare in una posizione di debolezza.

DURO COLPO L'USCITA DALLA NATO. Se davvero poi la leader del Front national portasse avanti il progetto di uscita dalla Nato, si tratterebbe di un colpo durissimo al blocco occidentale, in particolare a favore della Russia. Proprio per questo Mosca guarda con grande attenzione al voto. Il Fn ha ricevuto forti finanziamenti da enti vicine al Cremlino: la speranza di Putin è proprio quella di avere ai propri confini (in caso di vittoria di Le Pen) un'Europa sempre più debole sul piano strategico e meno attrattiva verso quei Paesi del Vecchio continente che vuole mantenere nella sua sfera di influenza.

PARIGI PREZIOSO ALLEATO DEGLI USA. Dall'altra parte dell'Atlantico, la questione è più complessa. Donald Trump è politicamente più affine a Le Pen, ma non le ha mai dato il suo supporto ufficiale. Il presidente Usa ha infatti da guadagnare ma anche da perdere in caso di una vittoria di Le Pen. Da una parte, un'Europa più debole sarebbe per lui la condizione ideale per trattare sempre più in posizione di forza, per esempio sulle questioni commerciali. Dall'altra rischierebbe di perdere un alleato fondamentale come la Francia, in particolare sulle questioni mediorientali. Al contrario di Le Pen, che ha apertamente sostenuto il ruolo di Mosca nella battaglia contro l'Isis, Macron si è detto favorevole a un maggior impegno al fianco di Washington in Siria e Iraq.

5. La questione legislative: Macron potrebbe avere la maggioranza

Anche dopo il risultato del ballottaggio, le elezioni non saranno davvero finite. L'11 e il 18 giugno 2017 si tengono infatti le elezioni legislative per determinare la formazione del parlamento. Sebbene il presidente sia il capo dello Stato (secondo molti quello con più potere di manovra tra i sistemi politici occidentali), per legiferare in maniera efficace ha bisogno della maggioranza in parlamento.

ASSEGNATI TRA I 249 E I 286 SEGGI. Secondo il risultato di un sondaggio Opinionway, nonostante En Marche! sia un movimento appena nato, dovrebbe riuscire a ottenere la maggioranza in parlamento ai danni dei partiti tradizionali. La rilevazione assegna al partito di Macron fra 249 e 286 seggi, contro i 200-210 della destra. Il Front national otterrebbe fra i 15 e i 25 seggi, la sinistra socialista fra 28 e 43, quella radicale di Jean-Luc Mélenchon fra 6 e 8.

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