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Elezioni francesi

Marine Le Pen Front
7 Maggio Mag 2017 2151 07 maggio 2017

Le Pen sconfitta, ma ora per il Front è pronta la svolta

A Marine il 34% dei voti: record storico. Il cerchio magico vuole continuare la strada della normalizzazione. E cambiare il nome al partito. Ma il padre non si fa da parte. E Marion scalpita. La resa dei conti.

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Il Front national finisce qui. O almeno il suo nome. E la corsa di Marine Le Pen per l'Eliseo si chiude come era iniziata. Ancora e sempre con uno scontro con il padre, Jean Marie: l'uomo che l'ha cresciuta, il suo mentore e assieme il suo più acerrimo nemico. Fondatore di quel partito che la figlia Marine ha ricevuto in eredità ha trasformato e di cui ora vorrebbe abbandonare il marchio.

LA VITTORIA DELLA NORMALIZZAZIONE. È riuscita a conquistare il 34,5% dei voti, l'ereditiera, come l'ha chiamata il nuovo presidente Emmanuel Macron durante il faccia a faccia prima del secondo turno. Il risultato migliore dell'estrema destra francese.
E, secondo il cerchio magico della Le Pen, frutto della strategia perseguita negli ultimi anni: la normalizzazione, il tentativo a livello di comunicazione di tagliare il cordone ombelicale col passato. Da qui la scelta di Marine annunciata tra primo e secondo turno di lasciare la presidenza del Front. Da qui l'annuncio di Florian Philippot, numero due del partito, l'uomo che lo ha fatto sfondare tra gli operai del Nord, ma odiato dalla vecchia guardia: "Il Front cambierà nome". E da qui il no del vecchio patriarca: «Non lascerò il nome del Front National sparire così». L'ennesimo scontro del partito famiglia.

Delusa la numero uno dei populisti europei - «I francesi hanno scelto la continuità», ha detto poco dopo le 20 . Ma anche convinta che la strategia sia giusta: quel 34% e quegli 11 milioni di voti «per noi sono un risultato storico», Le Pen è convinta di essere ormai la prima opposizione e guarda già alle legislative di giugno. Ma per questo vuole «proporre una trasformazione profonda del movimento: una nuova forza politica è più che mai necessaria per il futuro del nostro Paese».

LA NIPOTE MARION SCALPITA. Non ci può stare l'uomo che ha creato il Front 45 anni fa. E che dopo il dibattito con Macron ha approfittato per criticare la figlia e i suoi consiglieri. E però i risultati dicono che all'estrema destra francese non guarda più tanto il Sud dove Jean Marie aveva messo radici, ma le regioni deindustrializzate del settentrione. Al Sud c'è la nipote Marion che scalpita, e preferita dal capostipite, è a lei che guardano quelli che non vogliono abbandonare l'etichetta del Front.

Di certo l'atmosfera di festa che aveva invaso la roccaforte del Front di Hénin-Beaumont, nel nord della Francia, appena due settimane fa, sembra un lontano ricordo. Già nel pomeriggio i suoi sostenitori, i compagni di partito, la mamma Huguette tornata al fianco della figlia dopo anni di conflitti al calor bianco, sono arrivati allo Chalet alla spicciolata, senza un commento.
Intanto i metodi rimangono quelli del passato.

FUORI I MEDIA SGRADITI. Fuori dall'ingresso infatti erano molti i media che attendevano di poter entrare nella sala stampa, rimasta off limits per almeno una ventina di testate francesi e internazionali: tra queste la britannica Sky news, la giapponese Fiji Tv, il Washington Post, il Los Angeles Times, Politico, Charlie Hebdo, il sito di informazione francese Mediapart e l'ANSA. L'ufficio stampa del Fn ha spiegato che il locale poteva ospitare solo 300 giornalisti, a fronte di 600 richieste. Ma secondo Mediapart, il partito ha operato una vera e propria "selezione" tra i media graditi e quelli no. E mentre la fila di inviati 'esclusi' si allungava di ora in ora, altre testate - tra cui Le Monde, Libération e la tv belga Rtbf - hanno deciso di boicottare l'evento. Accreditati o meno, alle 22 tutti fuori. Il partito aveva annunciato che la serata sarebbe continuata in forma privata..

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