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Elezioni francesi

Voto Francia
8 Maggio Mag 2017 1047 08 maggio 2017

Francia, l'analisi del voto in infografiche

Rispetto al primo turno Macron è riuscito a "unificare" il Paese. Solo il Nord-Est vota ancora Le Pen. Giovanissimi e over 70 per il presidente, ma l'84% non l'ha premiato per il programma. 

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Alla fine Emmanuel Macron è diventato presidente con il 66,1% dei consensi staccando Marine Le Pen, ferma al 33,9. Nella mattinata dell'8 maggio il ministero dell'Interno francese ha diffuso i dati finali. Il presidente eletto ha conquistato 20.753.704 voti contro i 10.643.937 della leader frontista. Nel complesso 12 milioni di francesi hanno scelto di non andare a votare (il peggior risultato dal 1969), 3 di lasciare la scheda bianca e 1 di annullarla.

Voto al primo turno delle presidenziali (23 aprile)

Voto al secondo turno delle presidenziali (7 maggio)

Rispetto al Paese diviso uscito dal primo turno, il candidato di En Marche! è riuscito a unificare la Francia prendendo quasi tutti i dipartimenti. Quelli che sono rimasti nelle mani di Le Pen sono stati Pas-de-Calais con il 52% dei consensi e Aisne, 52,9. Per vedere nel dettaglio come si è diviso il Paese bisogna guardare al voto dei comuni. Qui si nota un Paese a macchia di leopardo.

FN ANCORA FORTE NEL NORD-EST. Le zone che sono rimaste fedeli al Fronte nazionale si trovano nel Nord-Est, in particolare Marna, Ardenne, Oise e Somme. Ma anche a Sud la forza del partito di estrema destra è rilevante, soprattutto nei comuni lungo la Costa azzurra. Va anche detto, come mostra un gif realizzata da franceinfo plus, che c'è stata una riduzione dei comuni che hanno scelto Le Pen al secondo turno.

Voto a livello comunale.

I voti alla Le Pen tra 1° e 2° turno.

Secondo uno studio di Ipsos France il presidente eletto ha conquistato l'Eliseo grazie a una parte dei voti che al primo turno erano andati a François Fillon e Jean-Luc di Mélenchon. Il 48% di quelli che avevano scelto il candidato dei Les Républicains ha votato Macron, mentre solo il 20% ha scelto la frontista. Il resto, 15% e 17%, hanno deciso rispettivamente di votare scheda bianca o nulla, oppure di astenersi.

IL 50% ELETTORI DI MÉLENCHON HA SCELTO MACRON. Il 52% degli elettori di Mélenchon hanno appoggiato il leader di En Marche! mentre solo il 7% di loro ha votato per Le Pen. Il resto si è diviso tra chi ha disertato le urne (24%) e chi ha annullato le schede (17%). In casa socialista quasi tutti gli elettori di Benoit Hamon hanno optato per l'ex ministro delle Finanze e solo il 2% di loro ha votato il Fronte.

Le analisi del primo turno avevano messo in luce che Macron aveva conquistato la maggior parte dei voti nelle zone urbane e dove il tasso di disoccupazione era inferiore. Nel secondo turno questa spaccatura non si è ripetuta. Anzi. Il leader di En Marche! è riuscito a prendere il 59% dei voti nelle aree rurali e il 57% in quelle con il tasso di disoccupazione oltre il 10%.

Elettori Macron Le Pen
Totale 33,7 mln 66,1% 35,4%
Scarsamente popolate 12.9 59,6% 40.4%
Densamente popolate 17.8 70,3% 29,7%
Disoccupazione (meno del 10%) 19.8 70% 30%
Disoccupazione (più del 10%) 10.2 57,6% 42,4%

A sinistra il supporto a Marine Le Pen e a destra il tasso di disoccupazione nei dipartimenti.

Se si osserva il voto dal punto di vista degli elettori si scoprono alcune differenze. A livello salariale, in tutte le fasce di reddito la maggioranza si è schierata con Macron anche se i salari più bassi si sono quasi divisi tra i due candidati. Tra chi guadagna meno di 1.250 euro al mese il 55% ha votato Macron, il 45% Le Pen. Ad alti livelli salariali la forbice è stata ancora più ampia: il 75% di chi guadagna più di 3 mila euro al mese ha preferito il leader di En Marche! mentre solo il 25% Marine.

I PIÙ ISTRUITI SCELGONO EN MARCHE!. Anche guardando al livello di istruzione la tendenza è simile. Il 55% di chi è senza diploma ha dato il suo voto a Macron. Tra chi ha alti livelli di istruzione la Le Pen ha raccolto solo il 19% delle preferenze. Se si osservano invece le categorie di lavoro si vede che tra i quadri c'è stato un vero plebiscito per Macron, così come tra i pensionati. I valori si ribaltano invece se si osservano gli operai, il 56% di loro ha barrato Front National, mentre nel ceto impiegatizio c'è stata quasi una parità: 54% per Macron, 46% per la Le Pen.

ANZIANI E GIOVANISSIMI PER MACRON. Il secondo turno ha mostrato un Paese più omogeneo rispetto al voto del 23 aprile. Macron è riuscito a unificare anche le generazioni, conquistando soprattutto le preferenze dei giovanissimi e degli over 70. Le generazioni intermedie hanno sì appoggiato En Marche! ma con un certo equilibrio. In particolare nella fascia 35-49, dove il 43% ha votato per la Le Pen.

Voto per classi d'età.

Voto per tipo di lavoro.

Voto per salario.

Voto per livello di istruzione.

Spulciando tra i dati del ministero dell'Interno francese si vede che Macron è riuscito a imporsi con il 100% delle preferenze in 26 comuni. Mentre Le Pen solo in due: Ornes nella Mosella e They-sous-Vaudemont nella Meurthe-et-Moselle. Come nel primo turno la candidata frontista ha preso solo l'11,2% a Neuilly-sur-Seine, suo paese natale. Macron è invece andato molto bene nella sua Amiens con il 72,6% delle preferenze.

I comuni in cui Macron e Le Pen hanno battuto i record (mappa realizzata da Le Monde).

Il presidente dovrà fare i conti con gli astenuti, che hanno toccato la quota di 12 milioni, ma soprattutto con i suoi elettori. Stando a un sondaggio di Ipsos France il 43% di chi lo ha votato ha detto di averlo fatto in segno di opposizione a Le Pen, il 33% ha detto di aver espresso un voto per il rinnovamento e solo il 16% si è detto convinto dal programma politico. Discorso diverso per Le Pen. Il 41% dei suoi elettori pensava che la candidata esprimesse un voto di rinnovamento mentre il 30% era stato convinto dal programma e solo il 22% votava in opposizione a Macron.

Ragioni del voto per Macron.

Ragioni del voto per Le Pen.

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