Donald Trump
9 Maggio Mag 2017 1934 09 maggio 2017

Trump, soldati in Afghanistan e armi pesanti per i curdi in Siria

Gli Stati Uniti sono pronti a cambiare la strategia militare dell'era Obama. Più libertà al Pentagono per far partire raid, bombardamenti e operazioni che coinvolgono le forze speciali.

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Gli Stati Uniti sono pronti a cambiare strategia in Afghanistan, preoccupati per la minaccia crescente costituita dai talebani. E se Barack Obama aveva avviato un processo di disimpegno, annunciando il ritiro graduale di tutte le truppe dal Paese, Donald Trump sta pensando di inviare per la prima volta dopo anni un nuovo contingente di soldati. Almeno 3 mila, riferiscono fonti del Pentagono, secondo cui si potrebbe arrivare anche a 5 mila uomini.

PIANO MESSO A PUNTO DAI VERTICI DELLA DIFESA. Le nuove forze si andrebbero ad aggiungere agli 8.400 militari americani rimasti sul terreno, dopo che nel 2010-2011 fu raggiunto il picco di circa 100 mila uomini. Il piano, messo a punto dai vertici della Difesa e delle forze armate, prevede anche una maggiore libertà del Pentagono nel dare il via libera a raid, bombardamenti e operazioni che coinvolgono le forze speciali al fianco di quelle locali, senza passare ogni volta per l'autorizzazione della Casa Bianca. Anche in questo caso, dunque, un rovesciamento della linea seguita dalla precedente amministrazione.

OK ALLE ARMI PESANTI PER I CURDI IN SIRIA. E una svolta si prepara pure sul fronte della Siria, con il presidente americano che ha dato il via libera alla possibilità di equipaggiare direttamente le milizie curde, anche con armamenti pesanti. C'è da aspettarsi una reazione veemente da parte della Turchia, che considera le unità YPG il ramo siriano dei terroristi del PKK. Il dossier Afghanistan, in ogni caso, è già da tempo sulla scrivania dello Studio Ovale e potrebbe vedere la luce prima del vertice Nato in programma a Bruxelles il prossimo 25 maggio, al quale parteciperà anche Trump.

BASI DA PROTEGGERE. Il presidente, però, non ha ancora deciso e alla Casa Bianca le bocche sono cucite. Tuttavia, con il recente lancio della «madre di tutte le bombe» per distruggere i tunnel segreti dei talebani, Trump ha dimostrato di voler cambiare decisamente passo in Afghanistan. Anche perché le basi americane nel Paese si sentono sempre più minacciate, con le truppe che continuano a pagare un tributo di sangue.

IL RUOLO DEL CONSIGLIERE MCMASTER. Dietro alla possibile svolta c'è dunque la cerchia di generali di cui Trump si è circondato, a partire dal segretario alla Difesa James Mattis, che ha lavorato alla proposta con il capo di Stato maggiore Joseph Dunford. Il più convinto fautore di un'escalation militare in Afghanistan è un altro ex alto ufficiale, il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster. Ma all'interno dello staff presidenziale chi si oppone alla nuova strategia ironizza sulla «guerra di McMaster», ricordando come fu proprio lui a spingere per l'aumento delle truppe in Iraq ai tempi di George W. Bush.

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