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Elezioni francesi

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11 Maggio Mag 2017 1632 11 maggio 2017

Francia, En Marche fatica a selezionare i candidati per le legislative

Il partito di Macron ha presentato 428 nomi su 577, nonostante avesse assicurato di trovarli tutti entro l'11 maggio. La difficoltà per il giovane movimento è di trovare in poco tempo rappresentanti che rispettino i requisiti. E l'alleato Bayrou non dà l'ok.

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La Republique En Marche ha selezionato solo 428 candidati su 577 per le elezioni legislative in Francia, che si terranno l'11 e il 18 giugno. «Il 52% viene dalla società civile», ha annunciato Richard Ferrand, il segretario generale del movimento fondato dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Ferrand ha precisato che si tratta di «214 uomini e 214 donne» tutti con «fedina pena penale pulita». «Oltre la metà di loro», ha aggiunto, «non ha mai esercitato un mandato elettivo». L'età media «è di 46 anni», ha aggiunto Ferrand, «contro i 60 in media dei deputati uscenti». «Non diamo l'investitura del nostro movimento a Manuel Valls, ma non gli opporremo candidati nella sua circoscrizione»: questa la soluzione trovata dai vertici per la richiesta di farsi eleggere con l'etichetta della maggioranza presidenziale da parte dell'ex primo ministro socialista.

BOOM DI CANDIDATURE IN POCO TEMPO. I funzionari del partito hanno puntato il dito contro le candidature dell'ultimo minuto, come quella di Valls, che hanno rallentato il processo di selezione delle circa 15 mila proposte arrivate a En Marche!. Il giovane movimento sta faticando a completare la sua lista: un lavoro che normalmente dura circa tre anni anche per i partiti più radicati. I candidati di En Marche, inoltre, devono avere la fedina penale completamente pulita e non detenere nessun'altra posizione in politica al momento della presentazione.

MA BAYROU SI LAMENTA. La presentazione delle liste ha però fatto coppiare la bolla Bayrou. : il leader del MoDem, principale alleato di En Marche! fin dalla campagna elettorale, ha dichiarato stasera che la lista dei candidati pubblicata oggi «non ha l'assenso» del suo partito.E che gli accordi prevedevano «candidature comuni in tutte le circoscrizioni».

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