Corea Lancio
14 Maggio Mag 2017 0907 14 maggio 2017

Corea del Nord, nuovo lancio di un missile balistico

Seul ha confermato che Pyongyang ha lanciato un vettore che ha viaggiato per 700km prima di inabissarsi nel Mar del Giappone. Ira di Washington e Tokyo. Russia e Cina invocano la via diplomatica.

  • ...

Fonti militari sudcoreane hanno reso noto che la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico, da una regione vicino alla costa occidentale. Le prime informazioni sono arrivate dall'agenzia sudcoreana Yonhap. Secondo fonti dell'esercito di Seul il missile ha percorso una distanza di 700 chilometri. Una dichiarazione ufficiale dice che il lancio è avvenuto nei pressi di Kusong City, nella provincia di North Pyongan, e che i militari sudcoreani e statunitensi stanno analizzando i dettagli.

Il vettore ha percorso una distanza di circa 700km prima di inabissarsi.

Il lancio: il vettore ha viaggiato per 700 km

La questione del tipo di proiettile utilizzato è importante in quanto, mentre la Corea del nord testa regolarmente missili a corto raggio, sta anche lavorando per padroneggiare la tecnologia necessaria a mettere in campo missili con testata nucleare che possano raggiungere il territorio degli Stati Uniti.

UN VOLO DI CIRCA MEZZORA. Subito dopo il lancio il presidente sudcoreano Moon Jae-in, da poco eletto, ha convocato un vertice di emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale per discutere la questione. I 700 km percorsi suggeriscono che il test missilistico ha avuto successo. Si tratta della prima operazione militare di Pyongyang dall'insediamento di Moon. Anche il governo giapponese ha annunciato che il missile della Corea del nord è rimasto in volo per mezz'ora per poi cadere nelle acque tra la penisola coreana e il Giappone stesso.

MASSIMA ALLERTA DA SEUL. «Le nostre forze armate stanno mantenendo una posizione di piena difesa, monitorando da vicino le azioni militari nordcoreane» hanno detto i capi di stato maggiore di Seul. Pyongyang aveva già testato un missile balistico di medio raggio Pukguksong-2, conosciuto anche come KN-15, dallo stesso sito di Kusong City lo scorso 12 febbraio. Quest'ultimo lancio è il primo caso noto di test missilistico della Corea del nord nelle ultime due settimane.

RAGGIUNTA UN'ALTEZZA DI MILLE KM. Secondo i primi riscontri del Consiglio di sicurezza giapponese il razzo ha raggiunto un'altitudine di 1.000 chilometri durante il volo, indicando che possa essere stato lanciato volutamente con una traiettoria più inclinata, che consentirebbe al regime di Pyongyang di evitare l'atterraggio troppo vicino ai confini del Giappone.

GLI USA ESCLUDONO FOSSE INTERCONTINENTALE. Il comando militare Usa del Pacifico sta ancora valutando il tipo di missile lanciato da Pyongyang ma ritiene che «non abbia le caratteristiche di un missile balistico intercontinentale». A renderlo noto lo stesso comando americano.

Le reazioni diplomatiche, Moon: «Missile viola risoluzioni Onu»

Per Seul il nuovo test è stata «una chiara violazione delle risoluzioni dell'Onu» e «una grave minaccia alla sicurezza regionale». Il presidente Moon ha invitato Pyongyang a lavorare alla ripresa del dialogo ma ribadito anche che tratterà in modo risoluto «le provocazioni per assicurare che non ci siano errori di calcolo». Kim poco mendo di 24 ore prima aveva aperto alla possibilità di avviare un dialogo con gli Usa e di normalizzare i rapporti con il Sud, ma il test potrebbe bloccare sul nascere questa apertura. Proprio per questo Moon ha ribadito che «dobbiamo mostrare che è una possibilità solo che il Nord cambi il suo atteggiamento».

MOON: «DISPIACIUTO PER LE PROVOCAZIONI». Per il neo presidente si tratta della prima vera crisi con il Nord. Stando alle fonti dell'agenzia Yonhap, nel corso della riunione del Consiglio sulla sicurezza nazionale, Moon avrebbe parlato di «sfida seria» alla pace e alla sicurezza della penisola coreana e all'intera comunità internazionale. Il Capo dello Stato ha anche espresso «profondo dispiacere per le sconsiderate provocazioni» di Pyongyang ordinando anche alle forze armate di incrementare la vigilanza e l'attenzione sugli scenari possibili in base alla robusta alleanza con gli Usa. Non solo. Moon avrebbe anche ordinato la messa a punto del sistema antimissile sudcoreano denominato Korea Air and Missile Defense (KAMD).

Il premier giapponese Abe dopo il Consiglio di difesa.

ABE: «TEST INACCETTABILE». Molto irritato anche il Giappone. Il governo di Tokyo ha espresso una protesta formale per il lancio definendo l'atto «assolutamente inaccettabile». «I ripetuti lanci di missili dalla Corea del Nord costituiscono una grave minaccia per il nostro Paese e sono una palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite» ha detto il premier nipponico Shinzo Abe, ribadendo che il governo di Tokyo continuerà a lavorare con gli Stati Uniti e la Corea del Sud per garantire la sicurezza dei propri confini.

COLLOQUIO TELEFONICO ABE-MOON. In una seconda chiacchierata con la stampa Abe ha confermato di aver parlato al telefono col presidente sudcoreano Moon Jae-in a proposito del test missilistico nordcoreano, mentre il suo massimo consigliere nazionale per la sicurezza ha avuto un colloquio con il suo omologo statunitense. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha confermato che il missile è rimasto in volo per circa 30 minuti, percorrendo una distanza di 800 chilometri (un centinaio in più rispetto alle rilevazioni di Seul) e precipitando nel mar del Giappone, fuori dalla zone economica esclusiva (ZEE), le 200 miglia nautiche dalle linee di base.

COOPERAZIONE TRA PAESI PER ARGINARE KIM. Nel corso della telefonata Abe ha anche detto che «il Giappone sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti e la Corea del sud e sta analizzando la situazione per rispondere fermamente ad ogni evoluzione». Il premier nipponico ha aggiunto che i tre paesi cooperano con Cina e Russia per fare pressione sulla Corea del nord affinchè si attenga alle risoluzioni delle Nazioni Unite e metta fine ad ulteriori test missilistici e nucleari.

TRUMP: «TEST NON FARA' FELICE MOSCA». Il commento di Washington non si è fatto attendere. Attraverso una dichiarazione della Casa Bianca il presidente Donald Trump «non può immaginare che la Russia sia contenta». L'affermazione è stata poi spiegata dal portavoce Sean Spicer che ha spiegato come secondo analisi dell'esercito americano il missile sarebbe caduto più vicino alla Russia che al Giappone. Nel comunicato la Casa Bianca ha detto anche che la Corea del Nord è stata «una fragrante minaccia per troppo tempo» e aggiunto che Corea del sud e Giappone hanno monitorato la situazione insieme con gli Stati Uniti.

«SERVONO NUOVE SANZIONI». La dichiarazione ha spiegato anche che gli Stati Uniti mantengono il loro «impegno ferreo» di stare accanto ai loro alleati di fronte alla seria minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. In coclusione l'amministrazione americana ha spiegato che l'ultima ''provocazione'' dovrebbe servire come un monito per tutte le nazioni a infliggere più forti sanzioni contro la Corea del Nord.

HALEY: «TEST LEGATO ALLA PARANIOIA». Molto dura anche l'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley secondo la quale l'ultimo lancio di Pyongyang sarebbe legato allo «stato di paranoia» del leader Kim Jong dopo le recenti elezioni in Corea del Sud. Gli Usa, ha aggiunto in una intervista a Abc, continueranno a «mettere sotto torchio» la Corea del Nord con la pressione internazionale e possibili nuove sanzioni. La Haley ha anche ribadito che l'ennesimo test non è un modo per il leader nordcoreano Kim Jong di ottenere un incontro con Donald Trump.

IN ALLERTA ANCHE NATO, ONU E UE. L'Alleanza atletica ha diramato una nota da Bruxelles in cui parla di «una minaccia per la sicurezza e la pace internazionale». Per la portavoce della Nato Oana Lungescu: «Il lancio di nuovi missili balistici da parte della Corea del Nord questa mattina rappresenta una nuova violazione fragrante delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». L'organizzazione del patto atlantico ritiene anche che questo non sia momento delle «provocazioni» ma dell'allentamento delle tensioni chiedendo a Pyongyang di adeguarsi ai «suoi obblighi internazionali e di abbandonare i suoi programmi sulle armi di distruzione di massa in maniera completa, verificabile e irreversibile, impegnandosi in un dialogo con la comunità internazionale». Dello stesso tono anche una dichiarazione di un portavoce della Ue che ha accusato Pyongyang di «aggravare e tensioni nella regione in un momento in cui servirebbe il contrario».

Il cosiglio di sicurezza sudcoreano presieduto dal presidente Moon.

Nel corso della giornata è arrivata anche la risposta di Pechino. «Cina e Russia cercano la soluzione politica sulla Corea del Nord» ha detto il presidente Xi Jinping che ha incontrato il capo del Cremlino Vladimir Putin a margine del "Belt and Road Forum for International Cooperation" in corso nella capitale cinese. I due Paesi, impegnati a trovare «soluzioni politiche sul conflitto in Siria e la questione nucleare della Corea del Nord», hanno sempre svolto, ha detto Xi nel resoconto dell'agenzia Nuova Cina, un «ruolo di equilibrio» per stabilità della pace regionale e globale.

FORSE UN SUMMIT TRA PYONGYANG E SEUL. Nel corso del forum di cooperazione in corso a Pechino c'è stato un primo contatto tra le due Coree, le delegazioni di Sud e Nord hanno avuto un breve incontro: Park Byeong-seug, a capo della rappresentanza di Seul, ha riferito che nel colloquio con Kim Yong-jae, ministro dell'Economia estera di Pyongyang, ha espresso forte condanna e preoccupazione per il missile lanciato questa mattina. Pur se brevemente l'incontro ha toccato vari argomenti, riporta l'agenzia Yonhap. Park, senza dare dettagli, ha detto di aver percepito che il Nord stia guardando a un summit con Seul.

MOSCA: «NESSUN MISSILE CI HA MINACCIATO». Nel corso della giornata Mosca ha risposto anche alla rilevazioni americane che parlavano del pericolo per la Russia. Il missile, ha dichiarato il ministero della Difesa russo, citato dalle agenzie Interfax e Tass, «non ha causato pericoli per la Federazione russa». Il Cremlino ha anche spiegato che i sistemi di rilevamento hanno monitorato il razzo «per i 23 minuti del volo prima che cadesse nella parte centrale del Mare di Giappone (a circa 500 chilometri dalla Russia)». Secondo Mosca, il lancio del missile dal territorio della Corea del Nord è stato registrato sabato intorno alle 23.30 ora di Mosca (le 22.30 in Italia) dal sistema di allarme remoto per missili balistici (Ballistic missile early warning system o Bmews).

LA CONDANNA DELL'ITALIA. Parole di condanna sono state espresse anche dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano: «L'Italia esprime la propria più ferma condanna per il test di un missile balistico condotto nella notte dalla Corea del Nord». «Il test rappresenta un'altra chiara violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite» ha detto ancora il titolare della Farnesina. «Il programma missilistico e nucleare nordcoreano costituisce una seria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, nonchè al regime di non proliferazione globale. La Corea del Nord deve immediatamente abbandonare lo sviluppo di tale programma e interrompere il cammino intrapreso di sfida della comunità internazionale e di auto-isolamento». «L'Italia continuerà a dare il proprio contributo a una reazione ferma e coesa della comunità internazionale» ha concluso.

GENTILONI: «RISPOSTA SIA DIPLOMATICA». Dello stesso avviso anche il presidente del Consiglio Paolo Gentoni: «Preoccupa quello che succede in questo quadrante del mondo. La risposta credo debba venire con fermezza, anche in questo contesto, che è prevalentemente economico» ha detto da Pechino dove si trovava per il Forum 'Belt and Road'. Bisogna puntare «sulla diplomazia e l'Italia ha un ruolo particolare essendo alla presidenza del comitato Onu per le sanzioni» ha concluso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati