Merkel Macron
15 Maggio Mag 2017 2005 15 maggio 2017

Incontro Merkel-Macron: «Pronti a cambiare trattati Ue»

Il neo presidente francese in visita a Berlino punta tutto sull'asse franco-tedesco: «Rilanciare l'Europa».

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Tolto di mezzo l'ostacolo Le Pen (ma con ancora quello delle legislative davanti) il neo-presidente francese Emmanuel Macron vola a Berlino da Angela Merkel per rispettare quanto promesso in campagna elettorale: rilanciare l'Europa. Nel farlo, è partito dalla capitale che ha più voce nell'Ue, dove al potere c'è la leader con cui costruire un nuovo asse franco-tedesco conveniente a entrambi. «I trattati europei si possono cambiare se necessario»: hanno affermato entrambi nella conferenza stampa dopo il loro faccia a faccia. «La modifica dei trattati era un tabù francese. Per me non lo è», ha affermato Macron, cui ha fatto eco Merkel.

«È fondamentale rafforzare l'asse franco-tedesco, sarebbe utile anche per l'eurozona», ha detto Macron, seguito dalla Merkel che ha sollecitato «un nuovo dinamismo nelle relazioni tra Germania e Francia». «Da un lato si devono fare le riforme di cui la Francia ha bisogno», ma bisogna anche «sburocratizzare l'Europa».

LA MAGIA DELL'INIZIO. Ieri l'ingresso all'Eliseo, oggi l'incontro con la cancelliera d'Europa: Macron, che ha nominato primo ministro il conservatore Edouard Philippe e che sta preparando per i prossimi giorni anche un incontro con Paolo Gentiloni, ha trovato una calorosa accoglienza nella capitale tedesca. Una Merkel da grandi occasioni ha citato (e rivisitato) addirittura Hermann Hesse: «Ogni inizio ha una magia», ha detto commentando i molti manifesti di giovani europeisti che hanno inneggiato al presidente francese davanti alla sua sede di governo. «Ma la magia non dura senza risultati», ha avvertito subito dopo.

PARTNER PIÙ FORTE. A Berlino è già chiaro che questo partner è più forte di chi lo ha preceduto. «Non ho dimenticato il voto della rabbia», ha detto il neopresidente, citando gli 11 milioni di consensi per la Le Pen. «Il mio è un compito difficile». Macron si presenta come un partner «più stretto, più aperto e più diretto»: lo ha annunciato e poi lo ha dimostrato. Vuole fare le riforme che servono alla Francia, ha affermato di non aver mai proposto gli eurobond perché contrario a condividere a livello comunitario i vecchi debiti, musica per le orecchie dell'ospite tedesco. Ma il successore di Hollande ha detto altrettanto chiaramente che l'eurozona ha bisogno di investimenti, di «soldi freschi» che invece il piano Juncker non contiene. Parigi e Berlino lavorano a una roadmap per rafforzare l'Europa, hanno spiegato all'unisono. E subito dopo le legislative di giugno ci saranno consultazioni fra i due gabinetti.

«CAMBIARE I TRATTATI NON È UN TABÙ». A una domanda su future trasformazioni istituzionali, incluso un budget per l'eurozona, Merkel ha risposto: «Dalla prospettiva tedesca si può immaginare una modifica dei trattati se ha senso, per rafforzare l'eurozona». Ma prima bisogna intendersi «su cosa» si voglia fare, è l'aggiunta. «Il cambiamento dei trattati era un tabù francese, per me non lo è», ha risposto Macron. Per dare impulso all'Europa si potrebbe pensare a progetti fiscali, a un'armonizzazione del regime delle imprese. Uno scambio delle best practices contro la disoccupazione giovanile. E si è parlato anche di migranti e difesa. Ma è stato Macron a insistere su quello che sta a cuore a milioni di francesi, cioè gli investimenti. «Non ho mai proposto gli eurobond, sono contrario a una comunitarizzazione del debito passato. È una forma di mancanza di responsabilità», ha premesso.

POLITICA DI INVESTIMENTI. Ma quando si parla di investimenti, il capo dell'Eliseo non pensa solo al piano Juncker: «Non si tratta di duplicarlo. Il piano Juncker è molto utile, ma non sono soldi freschi, non dà agevolazioni in sede di bilancio», ha spiegato. «Quello di cui ha particolarmente bisogno l'eurozona è una politica determinata di investimenti, privati e pubblici. Dobbiamo portare nuovi soldi freschi per avere mezzi nel bilancio. Questo comporta convergenze, regole, riforme strutturali vere. E questo è l'obiettivo per il quale lavoriamo nel nostro piano», ha sottolineato Macron. «Idee condivise e differenti caratterizzano il rapporto franco-tedesco», ha chiosato la cancelliera, aggiungendo che dal confronto poi nascono cose buone per l'Europa: «Oggi non dovevamo certo concludere tutto il lavoro, ma è stato un buon inizio».

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