Ford Fabbrica
16 Maggio Mag 2017 1551 16 maggio 2017

Ford, 20 mila posti di lavoro in meno per crescere in Borsa

Secondo il Wall Street Journal il taglio sarà annunciato entro la fine di questa settimana. La decisione sarebbe legata alle pressioni sull'ad, Mark Field, per aumentare i profitti e i valori del titolo.

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Operai Ford a lavoro.

Ford potrebbe tagliare del 10% la sua forza lavoro globale, mandando a casa 20 mila lavoratori su un totale di 200 mila dipendenti a livello mondiale. L'indiscrezione arriva dal principale quotidiano economico degli Stati Uniti, il Wall Street Journal, secondo cui la decisione sarebbe legata alle pressioni sull'amministratore delegato, Mark Field, per aumentare i profitti e i valori del titolo in Borsa.

FORD NON CONFERMA E NON SMENTISCE. La casa automobilistica ha risposto con un comunicato, che non conferma e non smentisce: «Restiamo concentrati sulle tre priorità strategiche che creeranno valore e spingeranno la crescita, che includono il rafforzamento delle nostre attività core anche con investimenti nelle opportunità emergenti». Tagliare i costi e diventare più leggeri ed efficienti possibile «resta parte dei piani, ma non abbiamo annunciato alcuna azione sul personale, né commentiamo le indiscrezioni»

OBIETTIVO: RIDURRE I COSTI DI 3 MILIARDI. Il taglio, che secondo il Wall Street Journal dovrebbe essere annunciato ufficialmente entro la fine di questa settimana, aiuterebbe la Ford a centrare l'obiettivo di una riduzione dei costi di circa 3 miliardi di dollari nel 2017, allo scopo di migliorare la redditività nel 2018.

GLI AZIONISTI TEMONO IL PEAK AUTO. Con Fields alla guida del gruppo, la azioni Ford sono finite sotto pressione sul mercato e la capitalizzazione della società è scesa al di sotto di quella di Tesla, pericolosamente vicina ai minimi annui. A preoccupare gli azionisti, inoltre, ci sarebbe lo spettro del peak auto, cioè l'avvicinarsi di quel momento ciclico del mercato automobilistico in cui la crescita si ferma e inizia la flessione. Dopo sette esercizi consecutivi con il segno più, la prospettiva sembra sempre più probabile. E se si realizzasse finirebbe per erodere i margini di guadagno delle case produttrici.

COME REAGIRÀ TRUMP? D'altra parte, però, non si può fare a meno di chiedersi quale sarebbe la reazione del presidente Donald Trump di fronte a un taglio di queste proporzioni, qualora dovesse coinvolgere anche gli stabilimenti degli Stati Uniti. Nell'era dell'«America First» un'operazione del genere non può essere ben accolta, con il rischio che il tycoon torni ad attaccare la Ford su Twitter, come ai tempi della campagna elettorale, creando ulteriori danni in Borsa.

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