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Migranti: Blog Grillo, verità su Ong
16 Maggio Mag 2017 1611 16 maggio 2017

Migranti, com Difesa: «Ong non possono creare corridoi umanitari»

Il senatore Latorre spiega che servono più strumenti per le procure. Intanto nel 2017 arrivi in calo in Europa ma non in Italia. Il 50% dei salvataggi effettuati da navi private. E l'Ue preme per i ricollocamenti.

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Una giornata calda sul fronte dei migranti. La commissione Difesa del senato ha approvato una relazione sulla questione delle Ong nella quale si spiega che al momento non ci sono riscontri di una presunta collusione tra le organizzazioni e i trafficanti. Ma nel documento si precisa anche le ong non possono costituire in maniera autonoma un corridoio umanitario. Nello stesso giorno Frontex ha diffuso i dati sul numero dei migranti arrivati illegalmente in Ue nei primi quattro mesi del 2017.

ARRIVI IN AUMENTO SOLO IN ITALIA. Tra gennaio e aprile sono arrivate 47 mila persone, l'84% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, L'Italia, tuttavia, ha mostrato numeri in crescita. Ad aprile, secondo i dati diffusi da Frontex, sono stati 12.900 i migranti sbarcati nel nostro Paese attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, con un aumento del 19% rispetto a marzo. In tutto sono oltre 37.200 i migranti arrivati in Italia nei primi quattro mesi dell'anno, il 33% in più rispetto allo stesso periodo del 2016.

SOLO AD APRILE OLTRE 14 MILA. I principali Paesi di provenienza nei primi quattro mesi del 2017 sono Nigeria, Bangladesh e Costa d'Avorio. Da inizio anno è aumentato il numero di migranti in arrivo da Bangladesh, Marocco e Pakistan. Molti dei migranti sbarcati in Italia hanno lavorato in Libia, ma poi hanno deciso di lasciare il Paese a causa della situazione instabile e delle possibilità limitate di lavoro. Sono stati in tutto 14.100 i migranti entrati illegalmente nell'Unione europea attraverso le tre principali rotte migratorie ad aprile, il 2% in più rispetto al mese precedente.

L'UE PREME PER I COLLOCAMENTI. Nelle stesse ore, intanto, la Commissione Ue ha lanciato il suo ultimatum sui ricollocamenti. «Gli Stati che non hanno ancora accolto» richiedenti asilo da Italia e Grecia, «o quelli inattivi da quasi un anno», inizino i trasferimenti «entro il prossimo mese». «Se non lo faranno, a giugno» la Commissione discuterà sulla possibilità di aprire le procedure di infrazione. Ungheria, Austria, e Polonia non hanno ancora accolto un singolo profugo, mentre la Repubblica Ceca è inattiva da quasi un anno.

INDICAZIONI A TUTTI I PAESI. Ma la Commissione ha richiamato anche Bulgaria e Slovacchia chiedendo di mostrare più flessibilità sulle preferenze dei profughi da accogliere. Irlanda e Estonia, vengono invitate a trovare soluzioni con l'Italia per soddisfare le esigenze aggiuntive di sicurezza. Spagna, Belgio e Croazia devono aumentare i loro impegni mensili nei confronti di Italia e Grecia. A Germania, Romania, Slovacchia è stato chiesto di impegnarsi di più verso la Grecia, mentre la Francia e Cipro di più con l'Italia.

COMMISSIONE DIFESA: «NO CORRIDOI DALLA ONG». Sul piatto rimane ancora la questione delle ong. Il 16 maggio la commissione Difesa del Senato si espressa sulle organizzazioni non governative dicendo che «Non può essere consentita la creazione di corridoi umanitari» gestiti in maniera autonoma dalle ong. Questo perché si tratta di un compito che spetta agli Stati o agli organismi internazionali. Il presidente della commissione, Nicola Latorre, ha aggiunto anche che le ong devono essere certificate e la loro presenza in mare deve essere fin dall'inizio coordinata dalla Guardia costiera italiana.

DOCUMENTO TRASMESSO AI MINISTRI. Il senatore Pd ha spiegato che il rapporto verrà inviato al presidente del Consiglio ed ai ministri di Difesa, Interno, Esteri, Infrastrutture e Trasporti. Ma il presidente ha anche chiarito che «Occorre verificare l'adeguatezza delle imbarcazioni e le caratteristiche degli equipaggi che spesso vengono affittati con impegni a termine». I membri della commissione non hanno però trovato una convergenza sull'eventuale presenza della polizia giudiziaria sulle navi umanitarie.

CHIESTI PIU' STRUMENTI PER LE PROCURE. Nel documento licenziato all'unanimità si legge anche che non vanno dispersi «preziosi elementi di prova» e che sarebbe opportuno consentire «l'intervento tempestivo della polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio da parte delle ong». Latorre ha anche spiegato che dalle audizioni dei procuratori siciliani «è emerso che i satellitari vengono buttati in mare se i soccorsi sono fatti dalle navi militari, mentre nel caso di intervento di navi delle ong, i telefonini vengono recuperati per essere riutilizzati in altre traversate». Non solo dalle udienze è emerso anche che «quando il soccorso è fatto dalle organizzazioni umanitarie, soggetti libici prelevano il motore del barcone per riusarlo». Nel documento la commissione ha auspicato anche una maggiore trasparenza dei finanziamenti delle ong e chiesto che alle procure vengano dotate degli strumenti per intercettare e mezzi necessari per fare le indagini.

50% DEI SALVATAGGI DA ONG. Tra le pagine del report è legge anche che nel 2017 il 50% dei salvataggi in mare sono stati fatti da mezzi privati: mercantili o unità delle ong. Nei primi quattro mesi dell'anno 12.646 persone (il 35% del totale), sono state salvate da 9 navi di organizzazioni non governative. I mercantili privati hanno invece salvato 5.698 persone (il 16% del totale). La restante metà degli interventi sono stati fatti dai mezzi della Guardia costiera italiana (29%), Marina Militare (4%), Frontex (7%) e Eunavformed (9%). Si registra un deciso incremento dei salvataggi 'privati', passati dal 17% del 2013 al 51% del 2017.

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