Proteste Venezuela
16 Maggio Mag 2017 1519 16 maggio 2017

Venezuela, quattro morti in 24 ore nelle proteste anti-Maduro

Quattro persone, tra le quali due 17enni sono morti nel corso delle manifestazioni. Per l'opposizione sono stati uccisi dalla Guardia Nazionale.

  • ...

Si aggrava il bilancio delle vittime nelle proteste anti Maduro in Venezuela. Tra il 15 e 16 maggio quattro persone hanno perso la vita nel corso delle manifestazioni di piazza contro Maduro. Tra di loro due ragazzi di 17 anni. Le prime due vittime hanno perso la vita nello Stato venezuelano di Tachira. Il primo un teenager di 17 anni, Luis Alviarez, il secondo un uomo di 33 anni, Diego Hernandez. Un altro ragazzo, Yeison Mora è stato ucciso nello Stato di Barinas nell'ovest del Paese, mentre una quarta vittima, Diego Arellano, è stata registrata a San Antonio de Los Altos, nella periferia di Caracas. Il bilancio degli scontri è salito così a 48 morti da quando sono iniziate le manifestazioni di piazza il 6 aprile scorso.

La morte di Alviarez è stata confermata dall'Ombudsman nazionale, William Tarek Saab, dopo essere stata data dal portavoce locali dell'opposizione. Il giovane è morto mentre partecipava ad una manifestazione a Palmira, una località nel comune di Guasimo. La sindaca di San Cristobal, Patricia Ceballos ha scritto su Twitter che Alviarez è stato «assassinato da un agente della polizia nazionale».

Il deputato dell'opposizione Freddy Superlano ha invece confermato via twitter la morte dell'altro manifestante, anche lui colpito durante una protesta antigovernativa. Mora sarebbe stato raggiunto da uno sparo di arma da fuoco a Pedraza, una piccola località nel sud di Barinas. Superlanos, che ha diffuso immagini della famiglia del giovane ucciso mentre visitava l'obitorio per riconoscere il suo corpo, ha scritto che Mora «è stato ferito ieri da una pallottola della Guardia Nazionale».

«MADURO SE NE DEVE ANDARE». La quarta vittima, Diego Arellano di 31 anni, è morto dopo essere stato raggiunto da uno colpo di arma da fuoco durante una manifestazione nella periferia di Caracas. A renderlo noto il leader oppositore e governatore dello stato Miranda, Henrique Capriles. Attraversi un tweet Capriles ha identificato la nuova vittima, «ferita da un colpo di arma da fuoco nella nostra San Antonio de los Altos». Capriles ha poi inveito con il governo del presidente: «Vattene una buona volta, Nicolas Maduro, e portati via con te la tua corrotta narco-cupola. Nemmeno un venezuelano meritava di morire per la tua insana ambizione di potere».

Il Paese vive da oltre un mese in una situazione di continua instabilità. Le manifestazione dell'8 maggio scorso, giorno in cui l'opposizione aveva convocato un nuovo sit in nazionale contro il governo di Nicolas Maduro, hanno confermato l'esistenza di una spirale di scontri e violenza che ormai sembra sfuggire di mano ai principali protagonisti della contesa.

PROTESTE DELL'OPPOSIZIONE QUASI SEMPRE BLOCCATE. Le proteste "ufficiali", cioè convocate dal Tavolo dell'Unità Democratica, la coalizione antichavista, sono state bloccate e disperse dalle forze dell'ordine con lacrimogeni, pallettoni e cariche. Qualche scontro e qualche ferito, ma è a margine dei cortei che si è scatenata la vera violenza. A sparare è anzitutto la polizia, e poi i gruppi armati irregolari del chavismo, i temuti "colectivos".

Una marcia anti-Maduro a Caracas.

La Procura Generale di Caracas ha ammesso oggi che uno dei manifestanti morti ieri a Tachira è stato ucciso da un agente della polizia dello Stato, ma finora non c'è stato un solo caso di omicidio nel quale siano stati identificati come responsabili i "colectivos". Eppure i social network sono pieni di foto e video di civili incappucciati e fortemente armati che pattugliano le strade in gruppo, sulla sella delle loro motociclette, e sparano indiscriminatamente verso i palazzi da dove parte il concerto dei "caceroleos", le proteste a suon di pentole che accompagnano le manifestazioni di piazza.

L'INCUBO DEI COLECTIVOS PER LE VIE DELLA CITTA'L'ex candidato presidenziale oppositore, Henrique Capriles, ha pubblicato varie foto di questi "militanti armati" su Twitter, chiedendo ai venezuelani di aiutare ad identificarli, e Laidy Gomez, deputata eletta in Tachira, ha accusato il governatore dello stato di pagare i "colectivos" per le loro azioni violente «svolte con la complicità delle forze dell'ordine». Come se tutto questo non bastasse, la radicalizzazione della protesta avviene mentre si aggrava la crisi economica e sociale: quattro ospedali sono in sciopero oggi per reclamare condizioni decenti di lavoro, e un commerciante è stato ucciso ieri a Merida, mentre tentava di impedire il saccheggio del suo negozio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso