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Wikileaks 17 Maggio Mag 2017 1330 17 maggio 2017

Chelsea Manning scarcerata, le cose da sapere

La carriera nell'esercito, le rivelazioni sull'Iraq e l'arresto. Poi il cambio di sesso e la 'grazia' di Obama. Le cose da sapere sulla talpa di Wikileaks.

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Chelsea Manning, l'ex soldato condannato per aver passato informazioni segrete, a WikiLeaks è stato liberato dopo aver scontato 7 anni di prigione. La talpa di Wikileaks era stata "graziata" verso la fine del suo mandato da Barack Obama che commutò la pena. Manning era stata condannata a 35 anni di carcere per aver passato informazioni all'organizzazione di Julian Assange

l'analista dell'esercito americano condannata a 35 anni di carcere militare come 'gola profonda' di Wikileaks nel 2010 e che il giorno successivo alla sentenza ha annunciato di voler cambiare sesso. Uscirà il 17 maggio prossimo, anziché nel 2045, dopo oltre sei anni di carcere

L'ingresso nell'esercito a 19 anni

Nata da padre americano e madre gallese, Manning entra nell'esercito statunitense nell'ottobre 2007, a 19 anni e col nome di Bradley. Nell'ottobre Bradley 2009 viene mandato in servizio in Iraq, dove lavora come analista di intelligence fino all'arresto nel maggio 2010.

I primi contatti con Wikileaks

Manning ha rivelato di essere venuta a conoscenza dell'esistenza di Wikileaks durante la sua formazione da analista e di essersi servita del sito per la propria attività tra le fila dell'esercito durante la permanenza in Iraq. Nel corso del processo a suo carico ha spiegato di aver cominciato a sentirsi depressa durante un soggiorno negli Stati Uniti e che la preoccupazione per ciò che stava accadendo in Iraq e Afghanistan l'ha spinta a interrogarsi sulle conseguenze che avrebbe avuto sull'opinione pubblica la conoscenza delle informazioni di cui era entrata in possesso.

Il video che mostra l'uccisione di civili a a Baghdad

I suoi primi tentativi di rivelare informazioni riservate vengono respinti da Washington Post e New York Times. Da lì di scelta di mettere a disposizione di Wikileaks materiale scottante, inclusi 250 mila cablogrammi diplomatici e il video rinominato 'Collateral murder' del luglio 2007 che mostra un bombardamento su Baghdad uccidere due fotografi Reuters e ferire altrettanti bambini. Il successo riscosso dal filmato incoraggia Manning ad aumentare la propria attività di gola profonda.

L'incontro con l'hacker che denuncia la fuga di notizie

Nel maggio 2010, Manning conosce in Rete con un hacker di nome Adrian Lamo. Con lui discute dei suo problemi nell'esercito e rivela la diffusione del materiale a Wikileaks. Lamo rivela tutto al Dipartimento della Difesa e Manning viene arrestata a maggio. Trasferita dal Kuwait a Quantico in Virginia, viene messa in isolamento dopo essere stata spogliata e privata degli occhiali. L’ultima tappa della sua prigionia avviene però in Kansas, nel carcere di Fort Leavenworth, quando viene trasferita grazie anche alla pressione internazionale che ne denuncia le condizioni disumane di detenzione. David House, informatico e ricercatore, rivela che Manning viene tenuta in isolamento per 23 ore al giorno, dorme con le luci accese e viene controllata ogni cinque minuti. Inoltre è costretta a dormire indossando soltanto un paio di pantaloncini e durante la notte viene svegliata dalle guardie se non completamente visibile.

La condanna a 35 anni di carcere

Il 21 agosto 2013 Manning viene condannata a 35 anni di prigione per 20 dei 22 capi d'accusa imputatile dalla procura militare: la giudice Denise Lind della corte marziale di Fort Meade la assolve solo dall'accusa più grave, quella di connivenza con il nemico (che prevede anche la pena di morte), ma la riconosce colpevole dei rimanenti reati relativi alla diffusione di notizie coperte da segreto e al possesso di software non autorizzati.

L'annuncio del cambio di sesso

Il giorno dopo la condanna Manning confessa di sentirsi una donna e di volersi sottoporre a una terapia ormonale «il prima possibile». Nel 2014 un giudice militare autorizza il cambio del nome. Dopo l'arresto prova due volte a suicidarsi e le sue condizioni di salute sono visibilmente deteriorate negli ultimi anni. Con la decisione di Obama ucirà dal carcere il 17 maggio prossimo, anziché nel 2045, dopo oltre sei anni di carcere.

Assange fa dietrofront

La decisione non mancherà di suscitare polemiche, sullo sfondo delle fresche accuse dell'intelligence Usa a Wikileaks di aver fatto da cassetta postale ai recenti hackeraggi russi nelle elezioni americane. Ma l'amministrazione Obama era finita sotto pressione dopo i due tentativi di suicidio di Manning, il suo sciopero della fame per cambiare sesso in un esercito che fino a poco tempo fa non accettava transgender e i recenti appelli della talpa del Datagate Edward Snowden e soprattutto dello stesso fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che si era detto pronto a consegnarsi alle autorità Usa in caso di grazia. Ma poi ci ha ripensato, giudicando insufficiente lo sconto di pena che farà uscire di galera la whistleblower a maggio.

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