Ministri Francia
17 Maggio Mag 2017 1647 17 maggio 2017

Francia, i ministri del governo Macron

Dopo la nomina di Edouard Philippe a premier, rivelate le altre posizioni, prese dalla destra e dalla sinistra. Le Drian agli Esteri, Le Maire all'Economia e Goulard alla Difesa. I Républicains espulsi dal partito.

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Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier Edouard Philippe hanno svelato la lista di ministri del nuovo governo, un annuncio posticipato ufficialmente per «controlli fiscali» sui papabili ministri, così da evitare scheletri che escano dagli armadi il giorno dopo la nomina. In campagna elettorale, il candidato trentanovenne di En Marche! promise ai francesi esemplarità e «moralizzazione» della vita pubblica. I membri dei Républicains che hanno accettato di entrare nel nuovo governo sono stati espulsi dal partito: è quanto annunciato dal segretario generale, Bernard Accoyer. «I membri dei Républicains nominati nel governo», ha detto, «non fanno più parte dei Républicains».

AI REPUBLICAINS POCHE POLTRONE MA FONDAMENTALI. Accoyer si riferisce a Bruno Le Maire (ministro dell'Economia) e Gérald Darmanin (Ministro responsabile dei conti pubblici), gli unici due appartenenti al partito di centro-destra. Lo stesso premier Philippe militava nel partito della destra neogollista prima di accettare la proposta del presidente di andare a Palazzo Matignon.

Sebbene la maggior parte dei dicasteri siano occupati da uomini e donne provenienti dalla sinistra, dal centro e dalla società civile, l'affidamento di posizioni così importanti come l'Economia e i Conti pubblici mette decisamente in equilibrio l'assetto del nuovo governo. Tanto da permettere a Jean Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale sconfitto nonostante il 19% al primo turno delle presidenziali, di definire il nuovo esecutivo «un governo di destra».

Ecco i 18 ministri e i 4 sottosegretari (11 donne e 11 uomini):

Ministro dell'Interno: Gerard Collomb.

Collomb, 69 anni, è sindaco di Lione dal 2001 e membro del partito socialista (anche se è guardato con diffidenza dai vertici). Tra i primi a sostenere Macron al momento della creazione del movimento En Marche!.

Ministro della Difesa: Sylvie Goulard.

Una ministra amica dell'Italia e dell'Europa: Goulard, nata Grassi nel 1964 a Marsiglia, fu consigliera di Romano Prodi alla Commissione europea dal 2001 al 2004. Europeista convinta, è autrice di diversi libri, tra cui La democrazia in Europa, scritto con l'ex premier Mario Monti. Parla perfettamente l'italiano, ma anche l'inglese e il tedesco. Con la sua nomina nel governo, Macron ha voluto segnare con con forza la dimensione europea dei temi legati alla Difesa.

Ministro degli Esteri: Jean-Yves Le Drian.

Le Drian, socialista nato nel 1947, è stato unanimemente apprezzato per l'operato da ministro della Difesa nell'ultimo governo del mandato di Francois Hollande.

Ministro dell'Economia: Bruno Le Maire.

Le Maire, 48 anni, è lo "strappo" più vistoso nel senso della ricomposizione politica voluta da Macron: dirigente dei Republicains, neogollista da sempre, ex capo di gabinetto di Dominique de Villepin, si era presentato alle primarie della destra e del centro.

Ministro della Giustizia: Francois Bayrou.

Ministro della Transizione ecologica: Nicolas Hulot.

Ministro della Coesione dei Territori: Richard Ferrand.

Ministro delle Solidarietà e della Salute: Agnes Buzyn.

Ministro della Cultura: Francoise Nyssen.

Ministro del Lavoro: Muriel Penicaud.

Ministro dell'Educazione nazionale: Jean-Michel Blanquer.

Ministro dell'Agricoltura: Jacques Mezard.

Ministro dell'Azione e dei Conti pubblici: Gerald Darmanin.

Ministro dell'Insegnamento superiore: Frédérique Vidal.

Ministro dell'Oltremare: Annick Girardin.

Ministro dello Sport: Laura Flessel.

Ministro dei Trasporti: Elisabeth Borne.

Ministro degli Affari Europei: Marielle de Sarnez.

Sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento e portavoce del governo: Christophe Castaner

Sottosegretario per la Parità tra donne e uomini: Marlène Schiappa.

Sottosegretaria per le Persone handicappate: Sophie Cluzel.

Sottosegretario per il Digitale: Mounir Mahjoubi.

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