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17 Maggio Mag 2017 1730 17 maggio 2017

Grecia, scontri per fermare il nuovo piano di austerity

Sassi e molotov verso gli agenti a presidio del parlamento. Le misure non entreranno in vigore prima del 2019 (tagli alle pensioni) e del 2020 (aumento delle tasse), ma il voto dell'Aula è atteso per il 18 maggio.

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Tensione alle stelle ad Atene, nella giornata di sciopero generale proclamata contro le nuove misure di austerità concordate tra il governo di Alexis Tsipras e i creditori internazionali. L'astensione dal lavoro ha paralizzato l'intera nazione con voli, trasporti pubblici e traghetti bloccati. Circa 12 mila persone hanno manifestato pacificamente ad Atene, e altre decine di migliaia nelle altre principali città, da Salonicco a Patrasso. Ma verso il termine della marcia, un gruppo di dimostranti ha iniziato a lanciare sassi, molotov e petardi verso gli agenti in tenuta antisommossa che presidiavano il parlamento.

CARICHE E LACRIMOGENI, MA PROTESTANO ANCHE I POLIZIOTTI. La polizia ha risposto con cariche e uso di lacrimogeni, in una scena che ha riportato la capitale greca ai tempi più bui dello scontro sociale, tra il 2010 e il 2012. Alla protesta si è unito anche un gruppo di agenti di polizia, che ha impedito l'accesso a un edificio del ministero delle Finanze. I rappresentanti sindacali dei poliziotti hanno esposto un grande striscione sulla collina di Licabetto, con la scritta in greco e tedesco: «Quanto vale la vita di un poliziotto?». Adedy, il sindacato dei dipendenti pubblici, ha chiesto di fermare «il nuovo saccheggio di salari e pensioni e la svendita dei beni pubblici».

Lo sciopero è arrivato mentre il parlamento sta già dibattendo l'approvazione del nuovo piano di tagli e riforme che, secondo i partiti di opposizione, renderà ancora più difficile la vita dei greci, già provati da anni di crisi economica e sociale. Le misure non entreranno in vigore prima del 2019 (tagli alle pensioni) e 2020 (aumento delle tasse), ma il voto dell'Aula è atteso per il 18 maggio.

IN CAMBIO UN PRESTITO DI 8 MILIARDI DI EURO. L'estensione temporale delle misure di austerità oltre il termine del piano di salvataggio (giugno 2018) è uno dei bersagli principali delle proteste. Il governo ha raggiunto all'inizio di maggio un'intesa con i creditori, che consentirà il pagamento di una nuova tranche di aiuti di circa 8 miliardi di euro, senza i quali in estate Atene non potrebbe ripagare gli interessi sul debito, tornando nuovamente sull'orlo della bancarotta.

IL DEBITO DA ALLEGGERIRE. L'esecutivo ha promesso misure parallele per aiutare i più poveri, che potrebbero essere facilitate se Atene supererà gli obiettivi di risparmio prefissati dal piano. Intanto Alexis Tsipras ha parlato con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sollevando la questione cruciale del debito ellenico. Il Fondo monetario internazionale ha collegato la sua partecipazione a questa nuova tranche di aiuti proprio all'alleggerimento del debito, ma le posizioni con le altre istituzioni, Ue e Bce, restano distanti. Il 22 maggio si terrà un cruciale incontro dell'Eurogruppo, dove l'ennesima intesa dovrebbe ricevere un via libera formale.

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