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17 Maggio Mag 2017 0827 17 maggio 2017

Russiagate, Trump chiese al Fbi di insabbiare le indagini

Sul New York Times la rivelazione di James Comey: «Ordinò di sospendere le indagini su Flynn e i suoi contatti con Mosca». La Casa Bianca smentisce.

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Donald Trump chiese al direttore del Fbi, James Comey, di chiudere le indagini su Michael Flynn, il consigliere alla sicurezza nazionale travolto dall'inchiesta sui suoi legami con la Russia. L'indiscrezione del New York Times viene tempestivamente smentita dalla Casa Bianca: «Il presidente non ha mai chiesto a Comey o altri di mettere fine alle indagini». Ma il rumor è una nuova grana per l'amministrazione, già alle prese con la condivisione di informazioni classificate con la Russia (leggi cosa sappiamo).

TENTATA OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA. A differenza del caso russo, però, se l'indiscrezione del New York Times fosse confermata si tratterebbe di una «prova evidente» del fatto che il presidente abbia cercato di esercitare la sua influenza sul Dipartimento di Giustizia e sul Fbi. Si tratterebbe di tentata ostruzione alla giustizia e soprattutto darebbe una spiegazione al licenziamento repentino di Comey.

RICHIESTA A COMEY A FEBBRAIO. La richiesta di Trump è stata documentata da Comey dopo l'incontro faccia a faccia con il direttore del Fbi nello Studio ovale, riporta il New York Times. Era febbraio e Comey era alla Casa Bianca, nello Studio ovale, insieme ad altri funzionari alla sicurezza nazionale per un incontro sulla minaccia del terrorismo. Alla fine dell'incontro, Trump avrebbe chiesto a tutti - inclusi il vice presidente Mike Pence e il ministro della Giustizia Jeff Sessions - di lasciare la stanza ad eccezione di Comey.

Il presidente allora ha quindi iniziato a parlare della fuga di notizie ai media, suggerendo a Comey di prevedere il carcere per i giornalisti che pubblicavano informazioni classificate. L'attenzione del presidente si è poi rivolta a Flynn. «È una brava persona, spero lasci andare» le indagini, avrebbe detto Trump. La conversazione è stata documentata da Comey, che di solito metteva per iscritto i suoi incontri, come accaduto nel 2007 sul programma di intercettazioni di George W. Bush. Comey avrebbe parlato della conversazione con Trump anche con alcuni agenti del Fbi, con in quali condivise l'impressione di un tentativo di influenzare le indagini. Comey e i suoi uomini erano però arrivati alla conclusione di mantenere il colloquio segreto perché non in grado di influenzare l'indagine.

IRA DEM: «QUESTO È TROPPO». Se quanto ha riportato il Times fosse vero si potrebbe forse parlare di «ostruzione alla giustizia», avvicinandosi a un possibile impeachment. Ne è convinto il senatore indipendente della commissione di intelligence, Angis King. Prosegue invece la rivolta nel campo democratico. «Quando è troppo è troppo» è insorto il parlamentare democratico, Adam Schiff. Dello stesso avviso Chuck Schumer, leader della minoranza democratica in Senato «Il paese viene messo sotto esame in un modo senza precedenti. La storia ci sta a guardare». Nancy Pelosi, leader dei democratici alla Camera ha parlato di «assalto alla legge»: se la ricostruzione di Comey è vera il presidente «ha commesso un grave abuso del suo potere esecutivo. Nel peggiore dei casi si è trattato di ostruzione alla giustizia».

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