Trump in Vaticano e in Israele a maggio
18 Maggio Mag 2017 0806 18 maggio 2017

Usa, Trump sapeva che Flynn era indagato

L'ex consigliere alla sicurezza nazionale aveva informato il team elettorale di Trump di essere sotto indagine per la sua attività di lobbista. E il dipartimento di giustizia nomina un commissario speciale sul Russiagate.

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Michael Flynn aveva avvertito il team di Donald Trump che era indagato per il suo lavoro di lobbista per la Turchia durante la campagna elettorale. E lo aveva fatto settimane prima dell'insediamento del tycoon alla Casa Bianca. Nonostante questo il presidente lo nominò consigliere per la sicurezza nazionale, dandogli così accesso alle informazioni più segrete degli 007 americani. Lo ha rivelato il New York Times, spiegando che Flynn parlò della sua situazione a un esponente del transition team, Donald McGahn, oggi consulente legale della Casa Bianca.

NOMINATO UN COMMISSARIO SPECIALE. Intanto le indagini intorno ai rapporti tra lo stuff di Trump e la Russia è a un punto di svolta. Il Dipartimento di giustizia americano ha infatti deciso di nominare un procuratore speciale con l'incarico di sovrintendere le indagini federali in corso, ovvero le interferenze di Mosca sulle elezioni presidenziali Usa del 2016.

TRUMP: «INDAGINI MOSTRERANNO MIA ESTRANEITA'». L'incarico di 'super commissario' è stato affidato all'ex direttore dell'Fbi Robert Mueller, che gode non solo di una enorme stima all'interno del bureau investigativo che ha guidato per dodici anni, ma anche di un consenso bipartisan per le sue indiscusse capacità professionali. «Le indagini dimostreranno che non c'è stata nessuna collusione tra la mia campagna ed alcuna entità straniera» è stato il primo commento di Donald Trump, affidato ad una nota diffusa dalla Casa Bianca 90 minuti dopo l'annuncio della nomina di Mueller data dal vice ministro della giustizia Rod Rosenstein.

MUELLER GODRA' DI POTERI SPECIALI. «Spero che questa questione si chiuda rapidamente. Nel non smetterò mai di combattere per la gente e per le questioni che più importano per il futuro del Paese». Ma inevitabilmente la mossa del dipartimento di giustizia, motivata anche dalla necessità di calmare le acque e di rassicurare l'Fbi dopo il licenziamento di James Comey, non tranquillizza la Casa Bianca, con lo spettro dell'impeachment che si fa sempre più concreto. Mueller infatti godrà di una enorme indipendenza, più grande di quella che avrebbe avuto il ministro della giustizia Jeff Sessions, costretto alcune settimane fa a un passo indietro per il suo coinvolgimento diretto nel Russiagate.

NOMINATO DA BUSH NEL 2001. L'ex capo dell'Fbi avrà infatti la facoltà di decidere fino a quale punto consultarsi e informare il dipartimento di giustizia sugli sviluppi delle indagini. E queste potrebbero subire un'accelerazione con risvolti inediti. La nomina di Mueller, dimessosi dal suo lavoro in un'azienda privata per evitare ogni conflitto di interesse, viene incontro anche all'insistente pressing dei democratici che a gran voce chiedono da settimane indagini più indipendenti e trasparenti. Indagini che dovrebbero subire un impulso non da poco, visto la fama di rude e scrupoloso investigatore che Mueller ha maturato all'Fbi dal 2001 (nominato da George W. Bush) al 2013.

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