Notre Dame
6 Giugno Giu 2017 1644 06 giugno 2017

Parigi, sparatoria vicino alla cattedrale di Notre Dame

Agente aggredito sul sagrato a colpi di martello. I colleghi hanno risposto facendo fuoco. L'attentatore, ferito, aveva anche due coltelli. Ha urlato: «Questo è per la Siria!». Novecento persone bloccate in chiesa.

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Sparatoria a Parigi, nei pressi della cattedrale di Notre Dame. Un poliziotto di 22 anni, da pochi mesi nella capitale francese, è stato aggredito sul sagrato a colpi di martello. I suoi colleghi sono intervenuti per proteggerlo e hanno fatto fuoco contro l'aggressore, che è stato ferito e portato via in ambulanza.

L'ATTENTATORE HA ORIGINI ALGERINE. Si tratta di un uomo d'origine algerina, Farid Ikken, di circa 40 anni, da tre in Francia. Secondo Bfmtv avrebbe detto di essere «un soldato del Califfato». Il ministro dell'Interno francese, Gerard Collomb, ha spiegato che durante l'aggressione l'uomo ha urlato: «Questo è per la Siria!». La procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per terrorismo. Anche il poliziotto aggredito è rimasto lievemente ferito al collo ed è stato ricoverato in ospedale.

LAUREATO E DOTTORANDO. L'attentatore, ha precisato il ministro, «sarebbe un ricercatore, laureato in scienze sociali e dottorando in Francia, in possesso di un permesso di soggiorno la cui autenticità è oggetto di verifiche». Oltre al martello, aveva con sé anche due coltelli da cucina. Nella sua abitazione sarebbe stato trovato un video con il giuramento all'Isis e il proposito di commettere attentati.

«Una pattuglia di tre agenti stava sorvegliando il flusso dei turisti a Notre Dame», ha raccontato il ministro Collomb ricostruendo i fatti in conferenza stampa, «quando l'aggressore armato di martello è sbucato alle loro spalle e ha iniziato a colpire un agente. Un collega è intervenuto e ha fatto fuoco». L'attentatore è stato ferito alle gambe e non al torace, come si era detto in un primo momento.

All'interno della cattedrale di Notre Dame sono rimaste bloccate circa 900 persone, che sentendo gli spari hanno temuto il peggio e si sono rifugiate fra i banchi, prima che la chiesa venisse transennata. La polizia ha deciso di setacciare tutto il quartiere dell'Île de la Cité, alla ricerca di eventuali complici dell'aggressore. «La gente è calma, abbiamo spiegato loro la situazione e stiamo aspettando di poter uscire», ha raccontato una portavoce della diocesi, che si trovava all'interno della cattedrale. Dopo quasi due ore, quando le forze dell'ordine hanno avuto la certezza che il pericolo fosse cessato, la folla ha lentamente cominciato a uscire.

Quello che si configura come il primo attentato terroristico dell'era Macron ha avuto lo stesso schema degli ultimi attacchi in Francia. Un individuo isolato che si lancia contro uno o più agenti di polizia, cercando di fare il massimo dei danni prima di essere neutralizzato. Proprio a pochi giorni dalle presidenziali un altro poliziotto, Xavier Jugelé, è stato ucciso sugli Champs-Elysees da un lupo solitario, Karim Cheurfi

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