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ALLARME 6 Giugno Giu 2017 2126 06 giugno 2017

Terrorismo, sono 300 gli estremisti monitorati dagli 007 italiani

Tra loro figurava ache Youssef Zaghba, il terzo killer dell'attentato londinese. Oltre 1.200 i siti a rischio sotto costante osservazione: dal 2015 181 espulsi. I numeri della minaccia.

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C'è «un'area grigia» di circa 300 estremisti monitorati dall'intelligence e dalle forze di polizia italiane. Tra di essi rientrava anche Youssef Zaghba, l'italo-marocchino identificato come il terzo terrorista dell'attacco di Londra, che era stato quindi segnalato ai servizi dei Paesi alleati. Sotto controllo anche più di 1.200 siti a rischio di proselitismo jihadista: luoghi di culto e centri culturali, carceri e negozi, ristoranti ed internet point.

UNA VENTINA GLI ITALIANI. Gli italiani della lista sono una ventina, di cui sette-otto con doppia cittadinanza. Molti (poco più di 120 quelli censiti) andati a combattere in Siria e Iraq sotto la bandiera dell'Isis: è il caso di italiani convertiti come Maria Giulia 'Fatima' Sergio, partita per la Siria nel 2014 insieme al marito albanese, o di Alice Brignoli che ha portato in teatro di guerra anche i tre figli, o di Mario Sciannimanica, che farebbe parte del gruppo informatico che gestisce la propaganda del Califfato. Ci sono poi gli italiani con doppio passaporto, gli immigrati regolari e quelli irregolari - in particolare maghrebini - che vivono o hanno vissuto per qualche periodo in Italia.

COSTANTE SCAMBIO DI INFORMAZIONI. Su tutti questi soggetti l'attenzione è altissima e c'è un costante scambio di informazioni per verificare movimenti ed intenzioni in sede di Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), il tavolo che riunisce al Viminale rappresentanti delle forze di polizia e degli 007. Nell'elenco dei 'sorvegliati speciali' c'erano anche i 181 espulsi (49 solo quest'anno) dal gennaio 2015 a oggi per «motivi di sicurezza dello Stato».

ESPULSIONE SEMPRE PIÙ FREQUENTE. Proprio l'espulsione è lo strumento che di sta utilizzando sempre più frequentemente per allontanare dall'Italia persone ritenute potenzialmente pericolose, ma per le quali non sussistono i presupposti per ottenerne l'arresto. Una misura che non poteva comunque essere impiegata per Zaghba in quanto cittadino italiano e, come tale, non espellibile. Il lavoro degli investigatori sui 300 estremisti è continuo: vengono monitorati i contatti con i familiari, con i conoscenti, l'attività sul web che ha spesso fornito lo spunto per arrivare all'espulsione.

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