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7 Giugno Giu 2017 1823 07 giugno 2017

Russiagate, i capi degli 007: «Non parliamo dei colloqui con Trump»

I direttori di Nsa e Dni davanti alla commissione del Senato negano di aver ricevuto pressioni da parte del presidente sull'indagine del Fbi, ma si rifiutano di discutere delle conversazioni private col tycoon.

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Michael Rogers, capo della National Security Agency (Nsa), e Dan Coates, direttore nazionale dell'intelligence Usa (Dni) hanno sostenuto davanti alla commissione intelligence del Senato di non essere mai stati sotto pressione. Rogers ha precisato che non può riferire dei colloqui con il presidente, dopo che gli era stato chiesto se Trump gli avesse chiesto di negare pubblicamente l'esistenza di prove nel Russiagate, come riportato da alcuni media. Coates ha a sua volta affermato che non intende discutere i dettagli delle sue conversazioni con il presidente Trump in tale sede, in quanto si tratta di una audizione pubblica.

«IL WATERGATE NIENTE A CONFRONTO». «Il Watergate impallidisce di fronte al Russia-Gate», è stato intanto il commento dell'ex capo della National Intelligence James Clapper, secondo alcune dichiarazioni riportate dai media Usa. «Penso che se si confrontano i due casi, il Watergate impallidisce di fronte a ciò che stiamo affrontando oggi», ha dichiarato.

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