May (2)

Elezioni nel Regno Unito

May
8 Giugno Giu 2017 0800 08 giugno 2017

May contro Corbyn, le cose da sapere sul voto nel Regno Unito

Il laburista ha ridotto il ritardo dalla premier da 19 a 7 punti. La chiamata alle urne può essere un autogol per i conservatori. Maggioritario puro, Brexit, terrorismo: i fattori sulle elezioni britanniche dell'8 giugno.

  • ...

Dovevano essere un modo per rafforzare il suo potere, ma per la premier conservatrice Theresa May le elezioni britanniche dell'8 giugno 2017 rischiano di rivelarsi un boomerang (leggi i risultati del voto). Il 18 aprile il primo ministro ha annunciato a sorpresa il voto anticipato, e ora si trova a dover combattere per ogni singola scheda. Nel giro di un mese, il vantaggio che aveva sul rivale laburista Jeremy Corbyn è passato da 19 punti percentuali a circa sette. Probabilmente ancora abbastanza per vincere, ma la risalita dei Labour potrebbe mandare a monte il progetto originario della premier.

C'È IL RISCHIO DI UN EFFETTO BOOMERANG. La May ha voluto questo voto per avere più legittimità (non è mai stata eletta, ha preso il posto di David Cameron dopo il referendum sulla Brexit che ha deciso l'uscita dei britannici dall'Unione europea), per sfruttare la supposta debolezza degli avversari ed essere in grado di attuare la cosiddetta “Hard Brexit”. Se il vantaggio dovesse essere risicato, tutti questi obiettivi sfumerebbero. Le urne sono aperte dalle 8 alle 23 (ora italiana), quando usciranno i primi exit poll. I risultati definitivi dovrebbero iniziare a uscire dalla nostra mezzanotte e dovremmo avere un vincitore più o meno tra le 3 e le 7.

1. Gli sfidanti: la dura May e l'outsider Corbyn

Il partito di centrodestra è guidato dall'ex ministro dell'Interno Theresa May, che ha preso il posto di David Cameron dopo che questi si è dimesso in seguito al voto per lui negativo sulla Brexit. È la seconda donna a guidare un esecutivo nella storia della Gran Bretagna dopo Margareth Tatcher ed è riuscita a dominare su sfidanti come Boris Johnson dopo il referendum per sostituire Cameron.

CAMPAGNA ELETTORALE TROPPO SU SE STESSA. Il suo messaggio in campagna elettorale è stato che solo un forte e stabile governo conservatore potrà negoziare con successo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. Il suo storytelling è stato incentrato su se stessa più che sul partito, un errore che potrebbe pagare. Il Financial Times ha descritto la sua campagna come «una delle più povere di recente memoria».

IL SOCIALISTA VETERANO PIACE CHE AI GIOVANI. Jeremy Corbyn è l'outsider di turno. È diventato leader dei Labour dal settembre 2015, dopo aver passato 30 anni nelle retrovie del partito. Socialista veterano, è particolarmente popolare tra i giovani, molto meno all'interno del suo stesso schieramento. Nel settembre 2016 ha rafforzato la sua leadership vincendo le Primarie con il 61,8% dei voti. Le sue più importanti battaglie politiche hanno riguardato il disarmo nucleare, il pacifismo, i diritti dei gay, la causa palestinese, i diritti degli animali e il repubblicanismo irlandese (è stato accusato dagli avversari di sostenere l'Ira). La sua rimonta sulla May ha preso tutti alla sprovvista. Gli altri tre rilevanti partiti in lizza sono i LibDem, l'Ukip e il partito nazionalista scozzese.

2. Il sistema di voto: avvantaggiati i grandi partiti

In teoria la regina può nominare qualunque cittadino primo ministro, ma in pratica è sempre il leader del partito vincitore alle elezioni. Il parlamento è composto dalla Camera dei Lord (non eletta, i membri sono nominati e membri per diritto ereditario) con funzione di emendamento e veto sulle leggi, e dalla Camera dei Comuni composta da 650 seggi.

TURNO UNICO E MAGGIORITARIO PURO. L'elezione dei deputati avviene con un voto diretto, a turno unico e maggioritario, a cui partecipano tutti i cittadini maggiorenni del Regno Unito e del Commonwealth, risiedenti in Gran Bretagna e Nord Irlanda e iscritti nel registro elettorale. Questo sistema elettorale (maggioritario puro e uninonimanale secco) favorisce il Partito laburista ed il Partito conservatore (i due schieramenti storici), penalizzando le formazioni minori.

3. I sondaggi: la rimonta Labour fa tremare la May

I sondaggi indicano molto meno scontata di qualche settimana fa la vittoria annunciata dei Conservatori: in vantaggio sui Laburisti di sette punti nella media delle ultime rilevazioni demoscopiche, ma con un margine che si è assottigliato di giorno in giorno.

PERICOLO DI INNATURALI COALIZIONI. Secondo un trend che, stando all'istituto YouGov, potrebbe costare al partito della May la maggioranza assoluta ai Comuni, molto più difficilmente il primo posto, con una previsione di 303 seggi contro i 268 di un Labour in rimonta e lo spettro di un hung parliament costretto a inventarsi problematiche coalizioni.

4. La questione Brexit: hard contro soft

Il tema su cui gli avversari si giocano tutto è la Brexit, la cui contrattazione con l'Ue è il motivo usato dalla May per giustificare la chiamata alle urne. Nonostante la premier fosse inizialmente contro l'uscita dall'Unione europea (era soprannominata “sottomarino” per il suo basso profilo sul tema), da quando è andata al governo ha spinto per la cosiddetta hard Brexit, la linea dura sulle trattative per l'addio a Bruxelles.

INGRESSI DEI MIGRANTI DA DIMINUIRE. Il 27 marzo ha attivato l'articolo 50 del trattato di Lisbona, dando il via ufficiale al divorzio dal continente. Il punto centrale del programma conservatore è offrire al Paese una leadership forte e stabile nei negoziati sulla Brexit e oltre per affrontare le sfide che il Regno Unito ha di fronte nei prossimi dieci anni. I conservatori vogliono uscire dal mercato unico europeo e dalla Corte europea di giustizia, e controllare direttamente l'immigrazione in Gran Bretagna al fine di ridurre gli ingressi al di sotto dei 100 mila l'anno.

CORBYN CONTRO LA LINEA SPREGIUDICATA. Il partito laburista ha sostenuto il fronte del Remain al referendum, ma ha accettato il risultato e si è impegnato a continuare i negoziati per l'uscita. Ciò nonostante, Corbyn ha promesso di «porre fine all'approccio spregiudicato della May, e di cercare di unire il Paese intorno a un accordo che sia giusto per tutti». L'intento è quello di stralciare le linee guida dei conservatori, per sostituirle con una nuova proposta «che cerchi di mantenere i vantaggi del mercato unico e che garantisca immediatamente i diritti di tutti i cittadini Ue in Gran Bretagna e di quelli britannici in Europa», secondo quanto stabilisce il programma ufficiale del partito.

5. L'incubo terrorismo: ma non dovrebbe pesare

Secondo John Curtice, guru dei sondaggi della Bbc, la strage del 3 giugno a Londra ha messo al centro degli ultimi giorni di campagna elettorale la sicurezza e il terrorismo, ma non avrà alcun «impatto significativo» sul voto. E alla fine a spuntarla sarà la May. Curtice è convinto che l'idea che gli attentati possano decidere il risultato di un'elezione sia soltanto «una bella storia da giornalisti». «L'attacco di Manchester del 22 maggio non ha spostato nessun equilibrio in termini elettorali. E così sarà per gli attacchi al London Bridge e al Borough Market di sabato», sentenzia.

UN VANTAGGIO VALIDO PER ENTRAMBI. Certo, sia Tory che Labour sono stati costretti a cambiare la loro lista di priorità e questo paradossalmente può essere stato un vantaggio per entrambi. Su sicurezza e terrorismo May e Corbyn hanno le loro carte da giocare. Da una parte, il partito conservatore è storicamente considerato quello del law and order. Contenimento dell'immigrazione e pugno duro sulla sicurezza sono argomenti che tradizionalmente vengono associati ai conservatori e, in questo senso, l'attentato di Londra può essere "sfruttato" a loro vantaggio. Dall'altra i laburisti hanno subito colto la balla al balzo accusando la premier, anche per il suo ruolo precedente di ministro dell'Interno, di aver operato «tagli drastici proprio sulla sicurezza», rendendo impossibile il lavoro di sorveglianza di potenziali minacce terroristiche.

6. I programmi: le ricette in sintesi

PARTITO CONSERVATORE

  1. Dopo gli attacchi terroristici di Londra e Manchester è stato promesso un inasprimento delle misure di sicurezza riguardanti i potenziali terroristi e gli estremisti. Potrebbero essere riviste anche le leggi sui diritti umani.
  2. Nell'ambito del welfare è stato promesso un investimento di 8 miliardi l'anno in più per il settore sanitario e di 4 miliardi nell'istruzione. Il governo è stato criticato per la proposta di far pagare l'assistenza a domicilio agli anziani in base al loro reddito, con quella che è stata ribattezzata dai critici come "dementia tax", e ha in parte rivisto l'iniziativa.
  3. In ambito fiscale è previsto entro il 2020 un aumento della quota di reddito non imponibile da 11.500 a 12.500 sterline e l'innalzamento dell'aliquota massima del 40% dalla soglia di 45 mila a quella di 50 mila sterline.
  4. In ambito economico resta l'impegno a ridurre la corporation tax al 17% entro il 2020. Si vuole inoltre semplificare il sistema fiscale per le imprese e renderlo più efficiente. L'idea è quella di attirare imprese dopo la Brexit con una bassa tassazione e una burocrazia efficiente.

PARTITO LABURISTA

  1. Lo slogan del manifesto laburista è «ai tanti, non ai pochi». L'intento è di chiudere con l'austerità dei conservatori e inaugurare un nuovo corso con forti investimenti nel settore pubblico, in particolare sanità e scuola, per ridurre il divario fra la fascia più ricca e quella più povera della popolazione.
  2. In ambito fiscale oltre all'introduzione di una "Robin Hood tax" sulle transazioni finanziarie, si punta all'ampliamento della platea soggetta all'aliquota più elevata a chi guadagna oltre 330 mila sterline l'anno. In generale l'incremento della pressione fiscale dovrebbe riguardare solo il 5% della popolazione, la fascia più ricca.
  3. Nazionalizzazione completa o parziale di diversi settori, fra cui ferrovie, società elettriche e idriche, Royal Mail.
  4. Sul fronte immigrazione i laburisti vogliono introdurre forme di controllo, ma non hanno definito dei tetti massimi agli ingressi come invece hanno fatto i conservatori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati